Che cosa è l’uomo?

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Fino a qualche tempo fa la ricerca del trascendente correva sulla pista del creato nel suo complesso, senza particolare attenzione a quello specifico creato che è l’uomo. L’accento che per esempio Agostino aveva posto sull’uomo rimase quasi eclissato.  Anche quando quell’accento riprese il suo posto l’antropologia si mosse sostanzialmente in modo metafisico astratto.

L’essenza dell’uomo (psiche, intelligenza e volontà quasi ignorando la corporeità) prevalse nettamente sulla sua esistenza, sul suo esserci concreto e storico, sul suo divenire nell’individuo e nella società di ogni tempo e latitudine, sul suo divenire anche sessualmente caratterizzato.  Il “cogito” cartesiano forse influì così fortemente da oscurare altri aspetti dell’esserci umano, come il cuore, la ragion pratica, la relazionalità, le esperienze, le capacità di produrre, di agire a volte come santo e altre come peggio delle bestie anche più feroci; in altre parole nell’uomo c’è una tragica grandezza, già messa in risalto da poeti come Omero e i tragici greci o…da un’epidemia come quella dei nostri giorni.

I movimenti “esistenzialisti” moderni fecero riscoprire, anche smisuratamente, il divenire dell’uomo e la sua importanza. Provocando anche domande intriganti e fondamentali come: che senso ha tutto questo? Donde deriva? Ha un suo alfa e un suo omega? Come spiegare contiguità e differenze tra uomo e animali, anzi tra uomo e cosmo, tra noi e l’immenso universo anch’esso in divenire? tra noi e la morte, tra noi moderni e le genti di tutti i tempi e le latitudini, tra le nostre idee anche religiose e quelle di altre popolazioni? Ecc.

Nella vecchia antropologia essenzialista e astratta era caduta anche la teologia scolastica e catechistica, col pregio della chiarezza sistematica, ma con il limite di parzialità e  astrattezza. Anche le già scarse trattazioni bibliche al riguardo erano più o meno così. Ma il divenire degli studi antropologici e biblici costrinsero a cambiare tale corso. Frutto assai vistoso e certamente benefico è il lavoro che la PCB  intraprese e condensò nel volume in recensione qui. Bibbia, filosofia, teologia, storia umana, temi e problemi di sempre e di attualità anche pastorale vi sono concentrati.

Fin qui il valore dunque del volume.  Ora mi sia permesso qualche osservazione critica.

Forse eccessivo è il materiale esposto, col rischio per il lettore di annegarcisi, nonostante pagine sintetiche di raccordo tra le parti e di guida didattica. La preoccupazione di collegare messaggio biblico e attualità mi sembra che qualche volta abbia preso troppo la mano a favore di posizioni ideologiche più che esegetiche, più…cattoliche che bibliche. Un esempio: la cura di non far apparire i cosiddetti “fratelli e sorelle” di Gesù come veramente tali e quindi di non mettere in crisi l’idea della perpetua verginità di Maria tanto cara a noi cattolici e a pie tradizioni popolari.  Il chiamare “immoralità” solo disordini sessuali: usanza clerico-seminaristica fuorviante.

Più ancora: la preoccupazione di difendere l’importanza delle leggi e delle opere da compiere in loro ossequio porta a ignorare o nascondere il messaggio di san Paolo (e di Lutero) sull’importanza fondamentale e primaria della fede in Cristo (dal quale si impara anche ad amare alla grande). Ho trovato davvero pagine di vera angustia al riguardo; solo alla fine del volume si trova un buon recupero di quel messaggio paolino di speranza per tutto il mondo.

Anche a riguardo dei Sapienziali vedo qualche tentativo maldestro  di salvare la legge: i Sapienziali infatti già avevano la Toràh-legge, eppure cercavano e invocavano una Sapienza un po’ nuova rispetto a quella. Profeti stessi, come Geremia, non avevano detto che almeno certe leggi non venivano da Dio? Idea ribadita anche da Gesù.

Mi sono permesso queste osservazioni da biblista pur vecchio e quasi rottamato, ma non devono oscurare il valore fondamentale e benefico che il volume  certamente possiede. Con plauso ai suoi redattori e al card. Ladaria che l’ha sottoscritto.

Pontificia Commissione Biblica, Che cosa è l’uomo? (Sal 8,5) Un itinerario di antropologia biblica, LibrEdVat 2019,  pagg. 336, € 15.

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