Geremia. Una voce profetica sulla città

di: Roberto Mela

Edito per la prima volta nel 1993, il bel testo del card. Martini mantiene integro il suo fascino, dovuto a un mix di seria informazione, semplicità del dettato, forte senso di intimità col Signore, venerazione per il percorso degli esercizi spirituali ignaziani, capacità di analisi sintetica e complessiva dei dati esegetici e spirituali dei vari brani esaminati e – in questo caso – grande attenzione al tema della città.

Alleanza, peccato, purificazione…

Invitato alla predicazione a Caracas dall’amico card. José Alí Lebrún, Martini prende a guida del percorso spirituale la figura del giovane profeta di Anatot e il suo sguardo profetico sulla città. A partire dalla coscienza del proprio peccato e da un senso di pentimento e di dolore, lo scopo degli esercizi culmina nella ricerca serena della volontà di Dio sull’esercitante. Martini propone, quindi, dapprima qualche meditazione sul tema del peccato, della rottura dell’alleanza, della necessità della purificazione dei cuori oltremodo necessaria per chi ha responsabilità di guida, nella Chiesa e nella società civile, delle città.

Martini sfrutta le innumerevoli immagini plastiche che il profeta usa per descrivere la gravità (e a volte l’irrimediabilità) della situazione, se non fosse per la misericordia di Dio. La brocca è rotta, i capi sono ubriachi e spezzano i legami sociali, la cintura è marcia e l’alleanza con Dio infranta… Martini prosegue poi con meditazioni più tendenti alla ricerca della volontà di Dio.

Profeta della consolazione

Il racconto della vocazione di Geremia (databile al 627 ma scritto dopo ben 23 anni di delusioni nel 604 a.C.), ci presenta Geremia come l’uomo della parola e della voce flebile, non della visione gloriosa come Isaia. Ma il suo temperamento timido e le sue difficoltà di mancanza di autorevolezza per l’età giovanile conosceranno per la forza del Signore un rafforzamento: diverrà «un muro di bronzo» per abbattere e per costruire… Egli ha dovuto sì «profetizzare disgrazie, ma per sostenere la fede in Dio… rassicurare che, comunque, anche nella sofferenza il Signore realizza il suo disegno storico» (p. 114). Narrando dopo ventitré anni la sua vocazione, egli fa memoria che Dio – radice della sua esistenza – l’ha chiamato per superare depressioni e tristezze. Egli sperimenta «la chiamata come una rinascita, una ricarica vitale, una rivelazione del suo vero essere, una promessa inaudita di fecondità» (p. 117).

Dio ha in mano la storia. «La grande missione di Geremia… è propria di chi, in una situazione difficile… crede e proclama che essa non si è verificata perché il Signore si è dimenticato dell’uomo, ma perché si è ricordato di lui. Allora diventa parola di consolazione» (p. 115).

Geremia è un profeta che ha patito sì la solitudine e, unico nell’AT, non si è sposato ma si è dedicato completamente a Dio e al ministero profetico. Ha vissuto in profondità tragica la propria passione (cc. 36-40), anticipando quella di Gesù. Ma Geremia si staglia anche come profeta capace di consolare, l’evangelista della nuova alleanza con le intense e famosissime pagine dei cc. 30-33.

Nel clima di Tangentopoli

Le undici meditazioni, integrate da cinque belle omelie, si concludono col tema della carità pastorale. Martini invita i confratelli ha guardare in profondità le comunità cristiane e la società civile, sapendo individuare come Geremia le cause profonde delle crepe sociali, morali e culturali che possono portare al disfacimento un’intera società. Il Signore, attraverso la grande figura del profeta Geremia, offre indicazioni preziose per una passione per l’umanità, per la sofferenza degli uomini e per il desiderio di pace nella giustizia.

Scritte nel clima di tangentopoli, le pagine di Martini offrono sapienza spirituale, passione e amore per Gesù, libertà di coscienza, verità su se stessi, carità pastorale profonda, amore per la storia e la convivenza civile degli uomini del nostro tempo. Una lettura veramente gustosa, che offre un metodo di cammino e di conversione spirituale, per scoprire la verità di se stessi nel compimento sereno della volontà di Dio su ciascuno dei suoi figli.

Carlo Maria Martini, Geremia. Una voce profetica sulla città, Meditazioni bibliche 11, San Paolo, Cinisello B. (MI) 2016, pp. 264.

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