Ravasi: I Vangeli

di: Roberto Mela

Ravasi, I VangeliNonostante i suoi innumerevoli impegni, il cardinale esegeta ha trovato il tempo per riprendere in mano un’introduzione ai quattro vangeli, i testi fondamentali della fede cristiana. E con questo egli rende un grande servizio a tanti discepoli di Gesù, catechisti, operatori pastorali, studenti, che ora possono tenere fra la mani una sintesi compatta del messaggio salvifico della persona, dell’opera e della predicazione di Gesù di Nazaret, vero uomo e vero Figlio di Dio.

Nella sua introduzione (pp. 7-46), appositamente scritta con precisione e acribia che si confà al dettato di tipo “scritto”, egli ripercorre la bimillenaria storia dall’incarnazione della Parola nel vivo della storia degli uomini. «La perfetta trascendenza della Parola creatrice, salvatrice e rivelatrice di Dio entra nella fragilità carnale dell’uomo Gesù di Nazaret, la divinità s’irradia nella storia. Le due sfere dell’umano e del divino in Gesù Cristo entrano in collisione ma non per un’esplosione di rigetto bensì per un abbraccio» (pp. 40-41).

Duemila anni di ricerca

Ravasi ripercorre per sommi capi la bimillenaria ricerca esegetica ed ermeneutica sui testi evangelici, dalla Chiesa primitiva al Medio Evo, dal sorgere dei più sofisticati metodi di indagine storico-scientifici fino alla riscoperta dell’ebraicità di Gesù e al proliferarsi dei metodi e degli approcci ermeneutici che, insieme, tendono a dar ragione dell’insondabile ricchezza della persona di Gesù, inserito profondamente nel suo ambiente originario e del suo lascito perennemente vitale dei vangeli e della comunità cristiana.

All’introduzione seguono quattro parti, nelle quali Ravasi recupera materiale in cui mantiene – debitamente sorvegliato e imbrigliato – il tono colloquiale delle conferenze e delle meditazioni tenute negli anni. Egli analizza ciascuno dei quattro vangeli, i tre sinottici (che cioè si possono leggere con un solo colpo d’occhio rivolto alle tre colonne in cui si può distribuire il loro materiale per lo più simile ed esposto in una sequenza quasi sempre uguale) e il quarto vangelo, quello di Giovanni. Nel primo capitolo di ciascuna parte egli espone sinteticamente le questioni principali introduttive: autore, destinatari, datazione, testi, fonti…

I Sinottici

Nel Vangelo di Matteo (pp. 47-198) Ravasi sottolinea il progetto dell’evangelista, segnato soprattutto dal suo riferimento all’AT e dal tema del regno di Dio. Commenta poi brevemente le linee esegetiche e teologiche che emergono dai grandi blocchi compositivi di Mt: Il Vangelo dell’infanzia, l’importante Discorso della montagna, gli altri quattro grandi discorsi, per terminare con la narrativa riguardante la passione e la risurrezione.

Il Vangelo di Marco (pp. 199-332), il primo e più breve dei vangeli, si presenta a una comunità di cultura romana che non aveva dimestichezza con il mondo biblico e giudaico. Inventore del genere letterario «vangelo» (di fatto una biografia storico-salvifica, sulla linea – ma distinta – dei bioi-«vite» degli uomini illustri della cultura greca), Marco espone la buona notizia su Gesù seguendo un canovaccio generico che segue lo snodarsi della vita di Gesù. Il suo essere Messia e il modo concreto di esercitarlo è un segreto che non può essere frainteso frettolosamente, ma si apprende solo sotto la croce. Importante è interrogarsi e comprendere sempre di più la sua figura, per poi impegnarsi in una generosa sequela. La professione di Pietro a Cesarea di Filippo in Mc 8,27-30 segnala la svolta decisiva di questo primo «vangelo».

Luca (pp. 333-468) è un evangelista che scrive molto bene in greco, è attento alla storia in cui Gesù e il cristianesimo si pone e nella sua opera doppia (Vangelo e Atti) testimonia, fra l’altro, come l’impero romano non abbia niente da temere da questa nuova ed effervescente novità religiosa. Dopo i cc 1–2 dedicati al Vangelo dell’infanzia, ricco di apparizione e di canti, il Vangelo di Luca si snoda come un viaggio continuo e unico verso Gerusalemme, la città santa. In Lc 9,51 Gesù prende «a muso duro» la decisione di andare incontro al dono generoso di sé nella città dei re e dei profeti, uccisi perché la città, su cui egli piange lacrime amare, non ha conosciuto il tempo in cui è stata visitata (da Dio in Gesù, cf. Lc 19,44).

Evangelista della mansuetudine di Cristo, Luca intarsia il suo testo con gli stupendi brani sulla misericordia di Dio, con cinque miracoli solo lucani, che esaltano la dimensione della fede e dell’amore (la vedova di Nain, la donna ricurva sanata di sabato, l’idropico guarito di sabato, i dieci lebbrosi, l’orecchio guarito al servo del sommo sacerdote). Molto conosciute le bellissime parabole del c. 15, come pure, con tratti originali, sono narrate la passione e la risurrezione di Gesù. L’ammirabile quadro del due discepoli di Emmaus, fanno invocare anche al lettore di oggi: «Resta con noi, perché si fa sera…» (Lc 24,29). Gesù e la vicenda della sua Chiesa inviata ai confini della terra si può comprendere per Luca solo alla luce dell’AT, che aveva preannunciato i suoi dolori e morte ma anche la conversione e il perdono dei peccati degli uomini, a partire da Gerusalemme (cf. Lc 24,46).

Il quarto Vangelo

Al Vangelo dell’aquila giovannea sono dedicate giustamente molte pagine di commento (pp. 469-692). Dopo una trattazione degli enigmi della nascita del vangelo, dell’autore, dei destinatari e della parola stessa, il commento si snoda a partire dal grande inno del Prologo per descrivere la rivelazione iniziale della gloria di Gesù con tre risposte di fede incoraggianti. Il «segno» del pane è seguito da un lungo discorso esplicativo, mentre la festa giudaica della Capanne diventa occasione di rivelazione della vera acqua e della vera luce. Con delicatissime immagini Gesù è descritto come il pastore bello e buono, la porta delle pecore, colui che rivivifica l’amico Lazzaro, colui riceve l’unzione che preannuncia la sua sepoltura e vive con gesti e parole illuminanti la serata dell’addio da questo mondo al Padre. In Giovanni la passione è solenne e intrisa di elementi di gloria già presente. Il Cristo pasquale di Giovanni è già un Cristo glorificato. Giovanni ama il linguaggio dell’esaltazione-ascensione-innalzamento per esprimere il compimento del mistero pasquale in Gesù.

Ogni capitolo del libro è impreziosito da brevi note di bibliografia di approfondimento. Un volume che sarà senz’altro un ricco punto di riferimento per tanti lettori desiderosi di approfondire la persona di Gesù come è stata “at-testata” in maniera non casuale in quadruplice forma… Cristo uomo-Dio.

Da brivido la poesia di Ungaretti citata da Ravasi:

«Cristo, pensoso palpito,
Astro incarnato nell’umane tenebre,
Fratello che t’immoli
perennemente per riedificare umanamente l’uomo, […]
Ecco Ti chiamo,
Santo,
Santo, Santo che soffri» (G. Ungaretti, cit. a p. 41).

Gianfranco Ravasi, I Vangeli, EDB, Bologna 2016, pp. 718, € 44,50. 9788810558751

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