La profezia ai tempi del Covid-19

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Dal momento che tutto è intimamente relazionato e che gli attuali problemi richiedono uno sguardo che tenga conto di tutti gli aspetti della crisi mondiale, propongo di soffermarci adesso a riflettere sui diversi elementi di una ecologia integrale, che comprenda chiaramente le dimensioni umane e sociali (Laudato si’, 137).

La situazione di epidemia diffusa a livello mondiale ha reso evidente che nessuno si salva da solo ed è tempo «di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale» (papa Francesco), soprattutto nella constatazione che le sofferenze legate al Covid-19 hanno avuto una ripercussione maggiore sulle persone più fragili e vulnerabili. È necessario dunque riconoscere l’interconnessione della vita dell’uomo con l’ambiente e riformare profondamente i principi dell’economia e della società che sappiano valorizzare lo scarto in una circolarità generativa.

Il 56° Dossier Caritas

A questi temi Caritas italiana dedica il suo 56° Dossier con Dati e Testimonianze (DDT), dal titolo Sviluppo umano integrale al tempo del Coronavirus. Ipotesi di futuro a partire dalla Laudato si’ .

Il Dossier affronta molte tematiche: la globalizzazione dell’epidemia e le reazioni adottate a livello nazionale; la necessità di sostenere le attività lavorative e il debito pubblico che frena le istanze dei singoli Stati; i pregi e limiti della tecnologia che sostiene il lavoro agile ma penalizza chi può lavorare solo in presenza; la necessità di riconoscere una dimensione di responsabilità globale e di trovare personalmente la strada di azioni incisive. E riporta alcune storie che raccontano cosa sta avvenendo in alcuni Paesi, a cui se ne possono aggiungere infinite altre di fronte alle quali «il necessario riavvio delle attività […] dovrà avvenire in una dimensione di reale sostenibilità, attraverso un riorientamento del nostro modello di sviluppo» (cit. Dossier).

Il rischio che la situazione attuale continui e che negli anni a venire possano ripresentarsi epidemie diffuse non può non metterci di fronte alle domande profonde che segnano il vivere su questa terra, in quest’epoca caratterizzata in modo pervasivo dall’agire dell’uomo e per questo definita Era Antropocene.

Bisogna acquisire consapevolezza che tutto è interconnesso, non possiamo più ignorare le conseguenze di un agire senza rispetto né rimandare le azioni necessarie.

E siamo tutti chiamati, uomini e donne, laici e religiosi, a farci carico responsabilmente del proprio zaino e marcare passi su una strada di relazione, azioni quotidiane e concrete, di attenzione a chi ci cammina accanto e a chi incontriamo lungo il cammino.

Ne è convinto papa Francesco che, al termine di un’udienza nel settembre scorso, ha fatto riferimento alla strada da percorrere per uscire dalla pandemia: «Non ce n’è un’altra: o andiamo avanti con la strada della solidarietà o le cose saranno peggiori». «Da una crisi non si esce uguali a prima», ha ribadito: «Da una crisi si esce o migliori o peggiori, dobbiamo scegliere. E la solidarietà è una strada per uscire dalla crisi migliori».

Possibili piste di azione

Allora, cosa fare concretamente, in quale direzione muovere i passi?

La risposta la troviamo nel Vangelo, in tutti i passaggi di invito all’amore nelle sue multiformi manifestazioni, a rivedere le esigenze personali che spesso riteniamo imprescindibili, a favore di una maggiore sobrietà, rispetto e accoglienza. In questa direzione vanno le ultime due encicliche di papa Francesco: la profezia della Laudato si’ del 2015 di un sostenibilità che sappia caratterizzare in modo integrale gli aspetti ambientali, sociali ed economici, e ora l’enciclica Fratelli tutti, invito alla fraternità e all’amicizia sociale.

Papa Francesco invita ognuno a farsi prossimo, a sognare un’altra umanità, a rendere reale l’amore evangelico, ricordando come occorra «rigenerare la società e non ritornare alla cosiddetta “normalità”, che è una normalità ammalata, anzi ammalata prima della pandemia».

Le piste possibili da seguire sono molte, ognuno le può e le deve vivere nel proprio contesto di vita, senza rimandarle ad altri, né a un domani non definito. Per tutti è necessario sapersi mettere nei panni dell’altro, guardare con uno sguardo nuovo, uscire dalla propria “zona di comfort”, lasciandosi interrogare da azioni necessarie che, per pigrizia, fatica, abitudine, si è soliti lasciare scivolare via.preghiera coronavirus

In tutti i contesti in cui ci si trova a vivere – famiglie, comunità, congregazioni, parrocchie, ambienti lavorativi – non possiamo esimerci dal mettere in atto azioni di relazione.

Il primo passo è la consapevolezza; non a caso molte realtà stanno lavorando per la redazione dei propri bilanci sociali. Sono poi necessarie azioni virtuose, che possiamo imparare ad osare prima e a rendere quotidiane poi, per far sì che possano avere una reale incisività ed essere occasione generativa, aprendo cerchi d’onda che moltiplicano la forza incontrando quelli di altri.

Azioni che possono essere messe in opera in rete con altri, o che possiamo portare avanti con il supporto reciproco di chi ci sta a fianco ma che, per rappresentare una vera transizione ecologica, devono partire dal cuore di ognuno.

Una Guida per le comunità

A tal proposito, il Dossier evidenzia che «nessun cambiamento ha una prospettiva se non viene assunto dalle singole persone; nessuna sensibilità si può diffondere se non si riconosce la possibilità di un’alternativa in azioni promosse da un gruppo, una comunità; ogni cambiamento strutturale ha bisogno di una presa in carico da parte dei decisori politici» ed è ricco di spunti e altri possono essere presi a riferimento secondo i propri carismi.

Un primo è l’attività delle Caritas, che ha rappresentato una risorsa fondamentale su tutto il pianeta a servizio delle comunità di ogni latitudine, in un appello alla solidarietà con i membri più vulnerabili della nostra società maggiormente colpiti da questa emergenza globale. Nella sezione del sito della Caritas sono raccolte notizie e testimonianze sull’impegno delle Caritas diocesane, di Caritas italiana e delle altre Caritas nazionali nell’emergenza Covid-19.

La pandemia ci ricorda che, qualunque sia il futuro, possiamo solo affrontarlo insieme e accompagnando i più vulnerabili. Tutte le organizzazioni della confederazione di Caritas internationalis stanno cercando di mantenere il maggior numero possibile di servizi di supporto alle persone, nonostante le difficoltà e i lockdown (Caritas global response to COVID-19 crisis).

È chiaro che la prospettiva di futuro non può che essere portata avanti in convergenza con la comunità globale che ha adottato l’Agenda 2030 (Sustainable Development Goals): in Italia l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile riporta periodicamente lo stato di avanzamento della società italiana rispetto ai 17 obiettivi dell’ONU.

Un ambito su cui è importante, inoltre, dare il proprio contributo è quello dei consumi, per orientare le aziende verso scelte etiche, a favore dell’ambiente, dei lavoratori e della salute delle persone. Su questa linea è la campagna Vota con il portafoglio di NeXt–Nuova Economia per Tutti, nata per promuovere e realizzare una nuova economia, civile, partecipata e sostenibile.

Nel Dossier è riportata anche la raccolta di buone pratiche della Guida per comunità e parrocchie ecologiche, appena giunta alla seconda edizione.

La Guida è il risultato del lavoro di traduzione e adattamento da parte di FOCSIV della Eco-Parish Guide prodotta dal Global Catholic Climate Movement (GCCM). La prima edizione focalizzata su iniziative di carattere internazionale è stata arricchita con esperienze di diocesi e parrocchie italiane, azioni concrete alla portata di mano di ciascuno, diverse tra loro ma con ispirazione comune, convergenti in una visione di ecologia integrale.

Ancora sulla scia generativa del magistero di papa Francesco, sono nate le Comunità Laudato si’ e i Circoli Laudato si’.

Le prime nascono da un incontro tra Domenico Pompili, vescovo di Rieti, e Carlo Petrini, presidente di Slow Food, nel 2017, pochi mesi dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia. Le Comunità Laudato si’ sono un movimento di pensiero e azione che promuove consapevolezza sui temi dell’ambiente e della giustizia sociale, ricorda che ambiente ed economia possono procedere insieme, favorisce nuovi stili di vita.

I secondi, nati nell’ambito dell’azione del GCCM, sono piccoli gruppi di persone, basati su tre pilastri di preghiera, riflessione e azione, che si riuniscono per approfondire il loro rapporto con Dio Creatore e tutti i membri del creato, alla luce dell’enciclica Laudato si’ e nel bisogno di affrontare urgentemente il cambiamento climatico e la crisi ecologica.

La mia personale esperienza

Ognuno deve trovare la sua strada per limitare la sua impronta ecologica e per imparare a farsi prossimo di chi incontra sulla propria via, partendo dall’interiorizzazione di una riflessione personale.

Occasione per un percorso di approfondimento e di cui ho goduto la ricchezza e gli stimoli nel 2019-20 è il Joint Diploma in Ecologia Integrale, promosso da sette università pontificie di Roma, percorso di studi, annuale e aperto a tutti, che intende promuovere il messaggio dell’enciclica Laudato si’ per generare consapevolezza, incoraggiando e sostenendo i suoi partecipanti nell’avvio di iniziative personali e comunitarie per la cura della Casa Comune.

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Personalmente posso aggiungere la testimonianza del percorso generativo in cui ho scelto di vivere, frutto di scelte personali che si sono consolidate nel tempo, ma reso possibile dal mutuo aiuto, sostegno ed incoraggiamento di tanti. Da dieci anni con la mia famiglia e altre quattro, vivo in una comunità di famiglie (La Collina del Barbagianni di Roma) facente parte della rete di Mondo comunità e famiglia, Associazione di Promozione Sociale, nata guardando all’esperienza della comunità di Villapizzone a Milano, avviata nel 1978 dai coniugi Volpi, Nicolai e ad un gruppo di padri gesuiti.

Essenza di questa associazione è la convinzione che le persone e le famiglie, scegliendo di fidarsi le une delle altre e di valorizzare le reciproche diversità, potranno camminare verso la realizzazione della propria vocazione arrivando nel contempo ad un altro modo di vivere che renderà felici loro e chi sarà loro vicino.

Tale cammino è reso possibile dalla pratica quotidiana di fiducia, accoglienza, apertura, condivisione, sobrietà, solidarietà, responsabilità e accompagnamento reciproco.

La nostra esperienza è stata guidata dalla volontà di provare a vivere pienamente la vita in cammino con gli altri, non rimandando ad un domani ideale ciò che è possibile oggi. Insieme alla congregazione che ci ospita, la Provincia italiana delle Maestre Pie Venerini, come persone, famiglie, comunità religiose ed esperienze lavorative, abbiamo sperimentato un vicinato solidale, reso possibili accoglienze e reti territoriali di solidarietà, aspetto particolarmente importante in questa epoca di crisi.

Da quest’anno poi abbiamo deciso di entrare a far parte di un Circolo Laudato si’, rendendoci disponibili ad un percorso ecologico ed ad ospitare mensilmente le messe Laudato si’ (cf. articolo di Francesca Giani).

Il tema urgente è provare a farsi isola disponibile per approdi di naviganti in balìa del mare in tempesta. La seconda ondata del Covid-19 aumenta la situazione di crisi attuale, che non sembra fermarsi. Una crescita esponenziale, secondo l’OMS, che colpisce duramente i più fragili, già sacrificati da una globalizzazione dell’indifferenza e dello scarto.

Il tempo attuale è quindi un invito a focalizzarsi sulle cose essenziali, ma sappiamo bene come il percorso verso un’ecologia profonda seppur affascinante, non è scontato, ma è quanto mai necessario. Le strade possibili sono tantissime, ognuno è chiamato a trovare la sua, a condividere il pane, ripensare il modo di starsi vicini, in prossimità, moltiplicando la speranza in un’ottica generativa, essendo capaci di avviare processi i cui frutti possano essere raccolti da altri, dalle generazioni future.

Sulla scia della Laudato si’ si sono aperti moltissimi nuovi corsi d’acqua viva; allo stesso modo speriamo che, nel terreno fertile degli spunti di Fratelli tutti, i nostri piccoli semi possano diventare rami frondosi e fruttiferi nel grande albero della fraternità.

  • Enrico Grillo è ingegnere eco-sostenibile, membro della Comunità di Famiglie “La Collina del Barbagianni” di Roma.
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