Una Chiesa diversa

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sinodo

Con il Cammino sinodale, papa Francesco intende proporre una Chiesa aperta alle novità che Dio le vuole suggerire in ascolto di tutti i battezzati.

C’eravamo preparati all’evento con la preghiera, ma il Concilio Vaticano II la televisione l’ha portato nelle nostre case. Il papa aveva invitato a Roma 3.000 vescovi, ma non ci si rendeva conto della ragione di una simile convocazione. Ciò che si coglieva era un’insolita bella ce-lebrazione, ma non più di tanto. Non solo noi che bazzicavamo attorno alle parrocchie non eravamo preparati, pure i nostri preti non ci aiutavano a comprendere cosa stava accadendo a Roma.

Alla televisione vedevamo che le uniche persone coinvolte erano il papa e i vescovi. Solo in seguito si verrà sapere che c’erano pure teologi ad aiutarli.

Il nostro arcivescovo Montini ogni settimana sul giornale cattolico LItalia informava la diocesi sui lavori conciliari. Ma chi lo illustrava ai fedeli che, allora, ancora numerosi frequentavano le chiese?

Le riunione conciliari si tenevano lungo la navata principale della Basilica di San Pietro. Nel complesso della Città del Vaticano non c’era un’altra struttura che fosse in grado di raccogliere un numero così elevato di persone!!!

Era un evento che ovviamente non si esauriva in quello che si poteva vedere alla televisione. Aveva in se stesso un’importanza la cui comprensione non era possibile ai più…

A me vien da paragonarlo a ciò che sta iniziando in questi giorni: il Cammino sinodale della Chiesa universale. Entrambi sono il frutto dell’intuizione di chi nella nostra Chiesa è posto al vertice e lo reputa una iniziativa necessaria. La differenza è che, mentre allora erano coinvolti solo i vescovi, stavolta è un invito rivolto a tutti i battezzati ad esprimersi, ad ascoltarsi reciprocamente e prendersi le proprie responsabilità… Un compito non tanto usuale nella nostra Chiesa, ma necessario…

Non è nemmeno il caso di chiedersi cosa di concreto produrrà in quanto è nel camminare che si aprirà il cammino ed è nel suo svolgimento che gradualmente coloro che si lasceranno coinvolgere coglieranno l’importanza e l’esigenza di una simile proposta!

Il più solenne dei documenti

Paolo VI nel giorno della chiusura di Concilio, l’8 dicembre del 1965, ebbe a dire che: «il più solenne dei documenti di tutto il Concilio, comincia con le parole Lumen gentium» (luce dei popoli)». E continuava: «Si tratta della costituzione dogmatica sulla Chiesa. Il cui primo capitolo parla del mistero della Chiesa… il secondo presenta la Chiesa come il Popolo di Dio, costituito dal battesimo… Popolo di Dio che comprende la gerarchia (vescovi, preti e diaconi) e i laici… E il terzo capitolo, tratta della gerarchia… coadiuvata dai sacerdoti e i diaconi… Il quarto capitolo, sui laici, mostra la loro partecipazione alla vita e alla missione della Chiesa…».

Purtroppo, nei decenni successivi si è continuato a comportarsi come se questo documento conciliare iniziasse dal terzo capitolo, ignorando il contenuto dei primi due che lo precedevano. Peggio ancora, tra coloro che lo avevano firmato c’era chi non cessava di sbandierare che c’era continuità da ciò che aveva affermato il Concilio e come la Chiesa si pre-sentava nel post concilio. Mentre c’era chi era convinto del suo contrario e cioè che il Concilio avesse proposto una svolta.

Costoro parlavano quindi di rottura rispetto a ciò che aveva proposto la maggioranza dei padri conciliari. Costoro propendevano per un nuovo modo di essere Chiesa. Se costoro fossero stati ascoltati, molto probabilmente si sarebbe evitato un consolidamento del clericalismo coi suoi aspetti deleteri e il loro insabbiamento…

Generare una profezia

Per ovviare a questo inconveniente di trovarsi di fronte a delle interpretazioni divergenti su uno stesso documento, papa Francesco indica nella meta del Cammino sinodale, il generare una profezia: quale frutto della conversione di tutti i cristiani impegnati a vivere il loro battesimo.

Una delle pagine bibliche proposte nel Documento preparatorio (22-24), è quella di Atti 10: sia per Pietro come per Cornelio, guidati dallo Spirito che ha fatto dì tutto perché si incontrassero, si realizza una vera e propria conversione. Una uscita non facile dalle rispettive divisioni culturali e religiose: Pietro accetta di mangiare insieme a dei pagani il cibo che aveva sempre considerato proibito. Così facendo, lo riconosce come strumento di comunione con Dio e con gli altri. È nell’incontro con le persone, accogliendole, camminando insieme a loro e entrando nelle loro case, che Pietro e Cornelio si rendono conto che nessun essere umano è indegno agli occhi di Dio.

Una Chiesa “diversa”

Papa Francesco nella sua proposta di iniziare il Cammino sinodale va oltre il desiderio di papa Giovanni XXIII di ascoltare tutti i vescovi del mondo. Supera anche l’intuizione di Paolo VI che iniziò a riunirsi in Sinodo coi vescovi per essere aiutato a gestire la Chiesa universale…

Ecco cosa intende papa Francesco per Sinodo: «È un esercizio lento, forse faticoso, per imparare ad ascoltarci a vicenda – vescovi, preti, religiosi e laici, tutti, tutti i battezzati – evitando risposte artificiali e superficiali, risposte prêt-à-porter, no. Lo Spirito ci chiede di metterci in ascolto delle domande, degli affanni, delle speranze di ogni Chiesa, di ogni popolo e nazione. E anche in ascolto del mondo, delle sfide e dei cambiamenti che ci mette davanti. Non insonorizziamo il cuore, non blindiamoci dentro le nostre certezze. Le certezze tante volte ci chiudono. Ascoltiamoci!». (Omelia della messa di apertura del Cammino sinodale, il 10 ottobre scorso).

Il Logo del Sinodo plasticamente indica cosa si intende per cammino si-nodale: sotto un grande albero che tocca il cielo, il popolo di Dio è in movimento. Ed è proprio questo il significato del termine sinodo, camminare insieme. Le persone sono unite dalla stessa azione che questo albero comunica loro, da cui prendono l’energia per iniziare il loro cammino.

Si vedono tante persone di diverso colore a indicare il pluralismo presente nel popolo di Dio Le persone sono poste tutte sullo stesso piano: giovani, vecchi, uomini, donne, adolescenti, bambini, laici, religiosi, genitori, coppie, single; il vescovo e la suora non sono davanti a loro, ma in mezzo a loro…

E qui è messa in evidenza la realizzazione della profezia! Bambini e adolescenti alla testa del cammino, come desiderio di Gesù: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli» (Mt 11,25).

Papa Francesco nel discorso tenuto il 9 ottobre scorso, citando Congar, ci teneva a precisare che l’intento del cammino non è quello di fare un’altra Chiesa, bensì una Chiesa diversa dall’attuale. Una «Chiesa diversa», aperta alla novità che Dio le vuole suggerire: rendere tutti i battezzati testimoni del Vangelo, discepoli del Signore Gesù, ognuno col proprio specifico carisma.

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