“Non c’è solo il sesto comandamento”

di: KNA

In un’intervista al quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, il vescovo di Hildesheim, Heiner Wilmer, ha affermato che la Chiesa cattolica ha bisogno di una nuova teologia, in seguito ai casi di abuso. «La crisi di fiducia soffia con tutta forza dentro le nostre Chiese, noi non ce ne accorgiamo ancora».

A riguardo degli abusi, il vescovo ha affermato che la risposta attraverso la legge disciplinare ed ecclesiastica, come pure la prevenzione e la comunicazione, sono migliorate, e anche la collaborazione con la giustizia e la politica. Tutto ciò va bene ed è giusto. «Ma, non affrontiamo ancora il problema alle radici: cosa significa tutto ciò per il nostro discorso su Dio, la Chiesa, per l’annuncio del Vangelo?».

«L’immagine di Chiesa è stata una delle ragioni per cui si è potuti arrivare a questo grado di violenza sessuale. Non abbiamo considerato la persona; ci ha interessato piuttosto un’immagine pulita di Chiesa, cosa che trovo del tutto grottesca».

Nel secolo scorso si era scivolati su una specie di predicazione che ha portato la Chiesa ad essere «un’istituzione morale degenerata» nel senso che l’attenzione era centrata su «ciò che si può o non si può fare sotto le lenzuola». «Abbiamo dieci comandamenti, non solo il sesto». Ci sono problemi morali più urgenti, per esempio, se esistono guerre giuste, una giusta distribuzione dei beni e una giustizia tra le generazioni.

«Il messaggio di Gesù – ha sottolineato Wilmer – non è prima di tutto – morale. Riguarda piuttosto la redenzione e la liberazione dell’uomo. Decisivo è come il Vangelo possa essere testimoniato in modo che torni a risplendere di nuovo la fiamma che sta sotto la cenere. A questo scopo dobbiamo cominciare da quelli che sono i profondi desideri della gente. Chi si interessa solo della sopravvivenza della Chiesa è perduto».

Le discussioni sugli ordini sacri e il celibato – ha aggiunto Wilmer – vanno bene. Egli stesso si è dichiarato «un celibe appassionato come persona appartenente ad una congregazione religiosa». Per questo – ha aggiunto – occorre «mettere «ancor più in luce» il celibato, non stare semplicemente a insistere sull’obbligo per tutti gli ecclesiastici. «E le donne devono con urgenza giungere a posti di leadership e di responsabilità. Non possiamo più ripetere semplicemente: il problema dell’ammissione delle donne agli ordini sacri è già stato risolto. Per questo io confido nello Spirito Santo». (KNA)

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