Pedofilia e Chiesa di Francia

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Il recente comunicato del 12 aprile della Conferenza episcopale francese e del suo presidente mons. Georges Pontier, arcivescovo di Marsiglia, riguardo alle vittime della pedofilia, manifesta una presa di coscienza approfondita di questo dramma e una rinascita della collegialità della Conferenza.

Da sottolineare è soprattutto l’affermazione che le vittime restano vittime al di là della «prescrizione legale» del crimine. Grazie a Dio la memoria cristiana è più forte della dimenticanza legale dell’errore commesso. Certe dichiarazioni infelici o certi atteggiamenti ambigui avevano potuto far pensare il contrario. La pedofilia praticata, la violenza fisica su un minore restano peccati.

I crimini di pedofilia hanno provocato un raggiustamento della coscienza delle Chiese nei confronti della legge civile. In questa materia, esse non sono al di sopra delle leggi. Come non lo sono più in materia di diritto fiscale o di diritto sociale. Il tentativo di definire la Chiesa come una «società perfetta» ingombra ancora la coscienza ecclesiale.

Un secondo punto va sottolineato. Una commissione nazionale, presieduta da un laico, sarà il riferimento delle iniziative pastorali e delle «cellule di accoglienza» delle vittime, messe in piedi in ogni diocesi.

Questo riferimento s’imporrà, nel contesto attuale, e questo al di là dell’autonomia dei vescovi. Il gioco mediatico e l’espressione delle vittime faranno sì che non sarà possibile non seguire i pareri espressi. Occorre aiutare i chierici ad abbandonare una mentalità di autonomia nei confronti delle leggi civili; bisogna istruire la Chiesa sulla competenza autorevole di specialisti in materia di sessualità e di traumi causati da chi violenta. Si può anche sperare che questa competenza riconosciuta copra anche «il mancato rispetto delle opinioni altrui», che certi atteggiamenti dettati da influenza spirituale provocano.

È una specie di rinascita del potere proprio della collegialità della Chiesa e dunque di una forma di sinodalità che ha manifestato mons. Pontier. È una forma di saggezza conciliare; è una felice risonanza di papa Francesco. Viene ripresa la tradizione di slancio della Chiesa di Francia.

(testo raccolto da Francesco Strazzari)


Hugues Derycke è prete della Missione di Francia ed Educatore

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