Spagna: una nuova Valle dei Caduti

di: Miguel Angel Malavia

La riesumazione e traslazione della salma del dittatore Francisco Franco può essere l’occasione per andare verso una Spagna riconciliata ricordando tutti i caduti.

Due tombe vuote nella Valle dei Caduti: una per un soldato della parte nazionale e l’altra per un repubblicano.

Non mi rivolgo alla minoranza dei cattolici spagnoli (vescovi, sacerdoti, religiosi e laici) che pregano colui che per loro è san Francisco Franco. Con loro, temo, non ci sia niente da fare… Mi rivolgo alla maggioranza del popolo di Dio che vive in Spagna e che, poche ore dopo l’esumazione del dittatore dalla Valle dei Caduti, se ne felicita.

Riesumazione spoglie Franco

Perché sono convinto che l’esumazione di Franco costituisca un’opportunità per la Chiesa in Spagna. Quarant’anni di nazional-cattolicesimo, dell’essere la Chiesa uno strumento di potere in una dittatura, offrendosi come suo nutrimento spirituale e ideologico, non sono stati cancellati con la coraggiosa azione iniziata prima della morte del dittatore.

Stimolati da Paolo VI e dal concilio Vaticano II, molti vescovi, sacerdoti, religiosi e laici si impegnarono per l’avvento della democrazia. Cosa che costò loro l’attacco viscerale del regime. Poi, nel periodo di transizione, il cardinale Tarancón fu un protagonista nel guidare il cambiamento nell’ambito ecclesiale. Ma praticamente nulla di ciò è conosciuto oggi nella nostra società… La realtà, nel 2019, è che molta gente (non solo i giovani) continuano a equiparare la Chiesa con il franchismo. Come venirne a capo? Insisto nel dire che l’esumazione di Franco lo facilita, è un’opportunità…

La mia proposta: la Chiesa spagnola deve volgersi alla legge della memoria storica. Sarebbe un segno di speranza se molti sacerdoti dedicassero una parte delle loro omelie di questa domenica, approfittando della congiuntura storica (come fanno tante altre volte), per domandare che siano ricordate tutte le vittime della guerra civile e chiedere che siano identificate tutte le persone assassinate di parte repubblicana sepolte in fosse comuni.

È Vangelo genuino esaltare la memoria dei nostri fratelli, compatrioti di tutti i segni e di tutte le idee che, dopo 83 anni, continuano a essere sepolti come cani in fosse comuni, moltissimi dei quali senza essere identificati.

La Chiesa deve sentirsi investita in questa giusta causa. Non vale ripetere che «dobbiamo dimenticare e non riaprire le ferite». Siamo una società matura. Ciò che non si poté fare in piena catarsi, alla morte del dittatore e durante l’incipiente democrazia, sempre con la ghigliottina sul collo, dev’essere fatto ora. Con determinazione e con spirito sempre generoso.

Infine, abbiamo anche l’opportunità di proporre, come Chiesa, una nuova Valle dei Caduti, simbolo di verità di una Spagna riconciliata. Come? Con una lapide monumentale all’ingresso che elenchi i nomi di tutti coloro che vi sono sepolti, repubblicani inclusi.

Il grande simbolo in questa nuova Valle dei Caduti sarebbe che, sull’altare, ora senza Franco e con José Antonio spostati in una cappella laterale, occupassero le tombe due semplici soldati: uno della parte nazionale e uno della parte repubblicana. Così, finalmente, sarebbe la Valle dei Caduti… Quella di tutti…

La Chiesa spagnola scommette sulla riconciliazione? Bene, questa è l’occasione per dimostrarlo. La più grande dopo la morte di Franco e dopo la difesa dei valori democratici nella transizione. Approfittiamone…

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