USA: Southern Baptist Church e gli abusi

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La Southern Baptist Church (SBC), che è la più grande denominazione protestante degli Stati Uniti, sta attraversando un periodo di forti frizioni interne per ciò che concerne un’indagine legale indipendente sulla gestione degli abusi avvenuti nelle Chiese affiliate da parte del Convention Executive Committee (CEC) – organo di leadership a livello nazionale.

Nel corso dell’Assemblea generale annuale della SBC i delegati regionali delle Chiese affiliate avevano creato un gruppo indipendente di lavoro con il compito di supervisione sulle indagini affidate dal CEC alla Guidepost Solutions – uno studio legale internazionale che sta affiancando molte Chiese protestanti in materia di abusi sessuali al loro interno.

L’Assemblea generale aveva, inoltre, richiesto al CEC e ai suoi membri di rinunciare al segreto professionale nel rapporto avvocato-cliente in modo da garantire pieno accesso ai documenti in fase di indagine, così che questa potesse risultare completa, trasparente e affidabile.

Nei giorni scorsi si è svolta una riunione dei membri del CEC che ha deluso le aspettative dei delegati regionali. Pur sostenendo l’indagine nella gestione da parte del CEC delle denunce di abusi nelle Chiese affiliate (con un fondo di 1,6 milioni di dollari), quest’ultimo ha rifiutato di rinunciare al segreto professionale da parte degli avvocati – impedendo così l’accesso a tutta una serie di documenti che la stessa Guidepost ritiene necessari per un esito attendibile dell’incarico che le è stato affidato.

Un altro punto conteso riguarda la versione finale del rapporto scritto dalla Guidepost: il gruppo di lavoro incaricato dai delegati regionali ha tassativamente escluso la possibilità di controllo e di aggiustamenti redazionali del rapporto da parte del CEC; che, da parte sua, non sembra essere ancora disposto a concedere la cosa.

All’interno dello stesso CEC si è creata una linea di spaccatura tra coloro che ritengono necessario corrispondere in pieno alle richieste dell’Assemblea generale dei delegati delle Chiese affiliate e coloro che, invece, avanzano dubbi di carattere legale sulla loro viabilità. I rappresentanti della prima posizione hanno esternato la loro delusione per le resistenze interne al CEC, affermando che esso è venuto meno a un dovere che aveva nei confronti dell’Assemblea generale – minando così la credibilità della SBC davanti ai suoi membri e, soprattutto, davanti alle vittime di abusi.

Queste ultime hanno affermato di essere “state messe da parte per anni e ignorate dai leader della SBC”; mostrando però riconoscenza verso i delegati regionali per la loro volontà di trasparenza e azione. “Non stiamo facendo tutto questo per spettacolo. Questo processo significa molto per noi e ci costa tanto. Non è una cosa facile”. Rimane da vedere quanto la leadership nazionale della SBC è disponibile a pagare (non in termini economici) per rendere giustizia alle vittime di abuso al suo interno.

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