Siria: raccontare storie in musica

di: Nahel Al Halabi

Nahel Al Halabi, direttore d’orchestra e compositore siriano, vive dal 2012 in Italia dove ha fondato la C.R.C. World con l’intento di creare un ponte culturale e artistico tra l’Europa ed il Mondo Arabo, attraverso iniziative che mettano a confronto le diverse esperienze. L’ultimo progetto è AMATA SIRIA, una performance musicale multimediale a scopo benefico che attraverso le sue composizioni originali racconta storie vere del popolo siriano, in particolare di bambini. A favore della Siria ha collaborato con UNHCR, UNICEF, Fondazione R. F. Kennedy Human Rights e molti altri enti internazionali. Ringraziamo il maestro Al Halabi per la disponibilità a presentare questo suo ultimo progetto su SettimanaNews.

AMATA SIRIA, «musica che racconta storie», è un progetto artistico-culturale con fini umanitari la cui attività principale è la trattazione di cause umanitarie internazionali attraverso la creazione e realizzazione di eventi artistici di alto livello.

Valorizzando quindi l’arte come promotrice di pace e di interazione tra culture. Si sostengono programmi di formazione di giovani artisti e, in collaborazione con organizzazioni internazionalmente riconosciute, si offrono aiuti a famiglie nei campi profughi con particolare attenzione alla formazione.

Il Progetto è indipendente da qualsiasi credo politico, etnico e/o religioso. Si unisce a tutti coloro che operano a favore del bene umanitario.

La prima causa trattata dal Progetto è la promozione della pace in Siria: si presenta in forma di concerto e/o performance musicale che racconta storie vere di vittime siriane. Entrambe le forme sono state pensate per essere adattabili ed adattate a vari contesti di rappresentazione.

La forma concerto viene accompagnata da letture recitanti le storie, da interventi brevi e da testimonianze per sintetizzare gli ultimi importanti aggiornamenti sulla realtà siriana. La forma performance interpreta le storie con dialoghi recitati/cantati e con movimenti corporei.

L’ambizione di un progetto

Diversi sono gli obiettivi di AMATA SIRIA:

  1. Amplificare la voce del popolo siriano. Il progetto, realizzabile in tutto il mondo e traducibile in diverse lingue, vuole raccontare storie vere di siriani, in particolare di bambini, alcuni dei quali sono ancora in vita, vissute durante questi lunghi anni di tragica guerra, stimolando un pensiero di solidarietà fattiva, sensibilizzando quindi l’umanità rispetto all’urgenza di un popolo di vedere realizzate le proprie speranze di pace, di ritorno a casa, di giustizia e di perdono.
  2. Supportare la raccolta fondi. Durante le tappe del progetto si raccolgono fondi per Organizzazioni riconosciute internazionalmente che svolgono attività di formazione, offrono aiuti generali ed operano direttamente sul campo in favore dei bambini e delle famiglie siriane. Viene sensibilizzato il pubblico riguardo le attività delle Organizzazioni attraverso i comunicati e/o interventi inseriti nell’evento e gli viene data quindi la possibilità di esprimere la solidarietà.
  3. Maturare un modello facilmente applicabile per molte altre cause umanitarie. Esistono purtroppo nel mondo molte cause umanitarie bisognose di particolari e urgenti attenzioni, hanno molte storie da raccontare e hanno estrema necessità di aiuti. AMATA SIRIA maturerà un percorso di lavoro artistico, organizzativo, umanitario e formativo: la scelta delle storie da raccontare, il coinvolgimento degli artisti locali per la creazione artistica, la realizzazione artistica, la divulgazione del risultato artistico e collaborazione con Enti riconosciuti per la destinazione degli aiuti.
  4. Documentare, pubblicare e far memoria di storie di vittime per far sì che la vicenda siriana divenga spunto di meditazione sulla risoluzione di altri conflitti presenti attualmente nel mondo.
  5. Incoraggiare la creazione artistica e la formazione nonostante le condizioni di crisi.
  6. Mettere in pratica la tesi che l’arte è portatrice e sinonimo di cultura, che è un ideale mezzo di comunicazione e sensibilizzazione e che è in grado di generare aiuti concreti.

Progetto Amata SiriaIl progetto AMATA SIRIA è stato benedetto da Papa Francesco e possiede il patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), della Diocesi di Mantova e del Comune di Mantova.

Papa Francesco e la Siria

Il nome AMATA SIRIA è stato ispirato dalle diverse toccanti citazioni di Papa Francesco dove la Siria viene accompagnata dall’aggettivo «amata».

Le toccanti espressioni trasmettono messaggi forti e chiari di pace e solidarietà con il popolo siriano:

  • “…Penso in primo luogo all’amata Siria, lacerata da una lotta fratricida che dura da ormai tre anni e ha già mietuto innumerevoli vittime, costringendo milioni di persone a farsi profughi ed esuli in altri Paesi. Tutti vogliamo la pace!”
  • “… In questo momento vorrei fare mia la speranza di pace dei bambini della Siria, dell’amata Siria, martoriata da una guerra che dura ormai da otto anni.”
  • “Preghiamo per la pace dell’amata Siria”
  • “Spirano ancora venti di guerra e giungono notizie inquietanti sui rischi di una possibile catastrofe umanitaria nell’amata Siria…”
  • “… negli abitanti dell’amata Siria noi vediamo Gesù sofferente”
  • “… perché cessi definitivamente ogni violenza, e, soprattutto, per lamata Siria, per la sua popolazione ferita dal conflitto e per i numerosi profughi, che attendono aiuto e consolazione. Quanto sangue è stato versato! E quante sofferenze dovranno essere ancora inflitte prima che si riesca a trovare una soluzione politica alla crisi?”
  • “… preghiamo tutti insieme la Madonna per l’amata Siria”
  • “… e mi ha fatto pensare ancora a tanta gente che soffre e muore in quel martoriato Paese, la mia amata Siria, già da troppo tempo preda di un sanguinoso conflitto, che continua a mietere morte e distruzione.”
  • “… Possa l’amata Siria ritrovare finalmente il rispetto della dignità di ogni persona, …”
  • “Uniamo le forze, a tutti i livelli, per far sì che la pace nell’amata Siria sia possibile.”
  • “In questi giorni il mio pensiero è rivolto alla mia amata Siria dove la guerra si è intensificata.”
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