Sopravvivere con l’arte in un lager nazista

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Un uomo resiste alla brutalità di un campo di concentramento raccontando ai compagni di prigionia. scene, dettagli e colori di opere d’arte. E fa rivivere, nel luogo più improbabile, i capolavori della pittura che si sono depositati nella sua memoria come in un prezioso archivio.

Di questo parla il libro Dipinti a voce. Sopravvivere con l’arte in un lager nazista di François Le Lionnais, una delle più brevi e sorprendenti testimonianze sulla seconda guerra mondiale, pubblicato da Marietti 1820.

Fuggire con la fantasia

Ingegnere chimico, matematico e letterato, appassionato di scacchi, uomo enciclopedico dai mille interessi e, dopo la guerra, fondatore dell’Oulipo con Raymond Queneau, Le Lionnais entra nella Resistenza nel 1942, animato da ideali comunisti. Arrestato nell’aprile 1944, interrogato e torturato dalla Gestapo, viene rinchiuso nel carcere di Fresnes, nella Valle della Marna, utilizzato durante l’occupazione nazista della Francia per imprigionare i partigiani.

Alcuni mesi dopo viene deportato a Mittelbau-Dora, in Germania. Qui, durante gli interminabili appelli sul piazzale del campo di concentramento, descrive, con straordinaria minuzia, dettagli e colori di dipinti che conosce a memoria, valorizzando una specie di esercizio di osservazione che era solito fare con gli amici prima della guerra: scegliere un dipinto del Louvre, guardarlo assieme agli altri, poi girare le spalle e descriverne delle parti su richiesta. Nel lager quel gioco assume un’imprevista serietà, diventa un modo per fuggire con la fantasia e viaggiare in un mondo dipinto.

Resoconto di un originale tentativo di sopravvivenza, la testimonianza di François Le Lionnais non è un esercizio descrittivo fine a sé stesso, ma la testimonianza strabiliante del potere dell’astrazione, un atto di estrema resistenza che segna la vittoria della bellezza sull’orrore, trasformandosi in un autentico inno alla vita.

Giorno della Memoria 2021

Una videolettura del testo, realizzata senza pubblico nella Sala del Memoriale del Museo Ebraico di Bologna, viene proposta sui siti del Museo (www.museoebraicobo.it) e della casa editrice (www.mariettieditore.it) a partire dalle ore 10 di lunedì 25 gennaio, con due giorni di anticipo sul Giorno della Memoria, che il 27 gennaio di ogni anno ricorda la liberazione di Auschwitz, avvenuta nel 1945.

Accompagnata da immagini e musiche, la lettura è organizzata dal Museo Ebraico di Bologna e dalla casa editrice Marietti 1820; si avvale dell’ideazione e della direzione di Roberto Alessandrini, della progettazione e dell’organizzazione di Giulia Chinellato e Caterina Quareni, della regia e della voce narrante di Cesare Barbieri, delle riprese di Giacomo Manghi, del coordinamento generale di Vincenza Maugeri e dell’assistenza tecnica di Enrico Baraldi.

La lettura del libro di François Le Lionnais è al centro dello «Speciale Giornata della Memoria 2021″» di Radio Marconi, emittente dell’Arcidiocesi di Milano. Il programma di trenta minuti, condotto da Marco Casa, andrà in onda mercoledì 27 gennaio alle 20.30 e alle 24 su Radio Marconi e alle 21.30 e in replica alle 00.30 su Radio Marconi 2 (solo musica classica), che si possono ascoltare in FM e in TV in Lombardia, Piemonte Orientale e parte dell’Emilia, in streaming sul sito internet e tramite le App gratuite nelle altre zone d’Italia e del mondo.

Alcune pagine del libro di François Le Lionnais vengono proposte mercoledì 27 gennaio anche dalla rubrica «Racconti d’autore» di Radio Emilia Romagna. L’attore Faustino Stigliani legge le pagine iniziali del testo con musiche scelte dalla redazione.

Il giorno precedente, martedì 26 gennaio alle 21, Emilia Romagna Teatro Fondazione, il teatro stabile pubblico della regione Emilia-Romagna e dal 2015 nel novero dei Teatri nazionali italiani, propone, in prima visione sulla sua pagina Facebook, un omaggio al libro digitale del giornalista e scrittore Roberto Franchini Cartoline da Auschwitz (Marietti 1820). La produzione, realizzata in collaborazione con l’Istituto Storico di Modena e con il coordinamento del Comune di Modena, si avvale della dammaturgia di Sergio Lo Gatto, delle elaborazioni grafiche di Riccardo Frati e delle letture di Daniele Cavone Felicioni, Michele Lisi, Maria Vittoria Scarlattei e Cristiana Tramparulo, attrici e attori della Compagnia permanente di Emilia Romagna Teatro.

 

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