“Lasciate cadere i coltelli…”

di: Crescenzio Sepe

“Nuova Stagione”, il periodico dell’arcidiocesi di Napoli, dopo gli episodi di violenza avvenuti in questi ultimi giorni da gruppi di minorenni e dopo la proposta avanzata dal’arcivescovo, card. Crescenzio Sepe, di costituire un tavolo permanente per affrontare concretamente le problematiche e le devianze che si verificano nel mondo giovanile, ripubblica la “Lettera ai giovani”, che il cardinale, a pochi mesi dal suo arrivo a Napoli, indirizzò a tutti i giovani, il 2 febbraio 2007, in seguito dell’uccisione a coltellate di un sedicenne.

 

«Ho scritto a voi, giovani, perché siete forti…» (1Gc 2,14).

Miei cari giovani, vi porgo il mio affettuo­so saluto nel nome del Signore.

È mio vivo desiderio comunicare con voi, e farvi giungere la mia voce ovunque voi siate, e in qualunque ambiente, situazione o condi­zione in cui vi trovate a vivere. Vi parlo come padre, con la voce del mio cuore, convinto che solo il linguaggio dell’amore può scardinare ogni sordità e indifferenza.

Vengo a voi, quasi con trepidazione, e bus­so alla porta della vostra vita, così preziosa e bella, per dialogare come vecchi amici, con fa­miliarità e in confidenza, e perché siete parte importante della mia grande Famiglia. So che tanti, forse troppi, gridano, urlano slogans per conquistarvi, per proporvi una felicità effime­ra e insignificante.

Quante belle parole, per non dire niente; quante morti mascherate da bellezze inconsi­stenti; quante promesse vuote che, alla fine, lasciano delusi; quanto miele per attirare nella trappola dell’apatia, della noia, della sfidu­cia… Quante false libertà offerte gratis, per imprigionare poi la vostra volontà, incatenan­dola con la sete di potere e di successo ad ogni costo!

Costoro possono conquistare il vostro corpo, perfino la vostra mente, scuotere con forza il vostro essere, ma non potranno mai colmare il vostro cuore, continuamente alla ri­cerca del Bene infinito. È questo Bene che vi offro, per rendervi liberi nella Verità.

Da qual­che tempo, si avverte un esasperato clima di violenza. Spesso, si ha la sensazione che la via per ar­rivare ad affermare la propria autonomia sia la sopraffazione; talvolta, si pensa di conqui­stare il rispetto degli altri incutendo in loro il timore. Tra alcuni di voi si è diffusa una certa mentalità di bullismo, ritenendo che la via più facile per farsi strada o risolvere rapidamente conflitti e contrasti sia la violenza. No, cari giovani, non è questa la via. Così non si va lon­tani, non si costruisce nessun domani miglio­re. Questa strada porta alla rovina, alla frantu­mazione delle vostre e delle nostre attese.

Molti dicono che voi siete l’avvenire, ed è vero, ma io credo che non si può edificare il fu­turo senza seminare oggi, nel solco di ogni vi­ta, il germe della pace. Una mano aperta è pronta a donare e ricevere, una mano chiusa, spesso può diventare un pugno per ribellarsi e colpire. Perciò io vi dico: Aprite le vostre mani! Siate pronti a offrire i tesori preziosi che cia­scuno si porta dentro! Accogliete con fiducia i tanti semi di bene che vi vengono offerti! Aprite le vostre mani! Lasciate cadere i coltelli che spargono solo sangue, morte e lutto. Aprite le vostre mani! Lasciate cadere i coltelli che recla­mano vendetta, che rispondono all’odio con l’odio. Aprite le vostre mani! Lasciate cadere i coltelli che tagliano i legami di amicizia, lace­rano i rapporti, fanno versare lacrime e colpi­scono al cuore la vostra dignità di giovani. Aprite le vostre mani per salutare, fare amici­zia, per solidarizzare.

Particolarmente in questo tempo di Quaresima, vi chiedo un atto di coraggio, quasi una risposta all’accorato appello di Cristo che vi invita ad essere suoi amici e vi offre il suo di­sarmante amore. “Sfoderate” il vostro corag­gio e, in questi giorni che ci separano dalla Pasqua, portate nelle chiese le armi, tutte le ar­mi che rinnegano la vita; deponete, davanti all’altare di Cristo, i coltelli, le lame che uccido­no la speranza e infangano la vostra giovinezza e la vostra dignità di uomini.

Non abbiate paura! Siate forti, non chiude­tevi all’Amore! Dio non delude mai! Gesù ha dato la vita per amore, ha versato il suo sangue una volta per tutte; non spargete altro sangue fraterno. Se accettate questo invito, entrate in una chiesa e deponete questi strumenti di morte in una cesta che si trova ai piedi di Cristo crocifisso, Principe della pace e nostro Salvatore.

Questi coltelli che deporrete diventeranno segni di vita. Insieme a tutti gli altri strumenti di morte saranno distrutti e saranno trasfor­mati in arnesi utili a coltivare la terra. Così rea­lizzeremo ciò che dice la parola di Dio: «Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lan­ce in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra» (Is 2,4).

Sono certo che, con l’aiuto di Dio e la prote­zione della Madonna, riusciremo a vincere il male con il Bene. Ve lo assicuro nel nome del Signore.

Il vostro vescovo Crescenzio

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