Non vedenti a Roma in bicicletta

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Tutte le strade portano a Roma: così recita da tempo immemorabile un adagio, ma tanti possono essere i modi per percorrerle, per individuarle; dall’alto, con un aeroplano, o su rotaie con un treno, o in auto, in pullman, in moto e – perché no? – … a piedi, magari seguendo la Via Francigena, o in bicicletta. E se un non vedente volesse arrivarci proprio in bici, come fa? Cerca un compagno, una guida, e ci prova…

Ecco che il Gruppo sportivo non vedenti di Vicenza, dopo l’esperienza vissuta nel 2013 e 2014 raggiungendo a piedi Santiago de Compostela, la prima volta lungo il Cammino francese e la seconda per quello portoghese, ha immaginato e organizzato il raid Vicenza-Roma 2016 in occasione del Giubileo della misericordia: sono notevoli le distanze tra un sogno e un’idea, tra un progetto e un’organizzazione, tra il Veneto e Roma. Ma quando la volontà è energia pura, tutto si accorcia ed ecco che addirittura vengono realizzati due eventi, distinti ma con la stessa finalità. Il primo dal 27 maggio al 3 giugno vede la partecipazione di 9 persone, che affrontano chilometri e dislivelli, ma anche tanta pioggia, prima di giungere nella Città caput mundi; il secondo dall’1 all’8 luglio con la sostituzione, oltre che degli attori (sempre 9), della pioggia con un grande caldo e tanto sole. Qualche dato: quasi 800 i chilometri, compresa una “divagazione” in Ciociaria, oltre 7.000 metri di dislivello (smentendo l’espressione: “scendere a Roma”), un consumo di acqua incalcolabile, l’attraversamento di tante regioni (Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio), avendo come direttrice gli Appennini.

Il tandem impone per sé stesso sincronia nei movimenti e nel dosaggio della fatica o del rilassamento, ma soprattutto totale fiducia: tra la guida e il non vedente – che al primo totalmente si affida per quanto riguarda tecnica e sicurezza – si costruisce uno speciale cordone ombelicale che ha il materiale di una bici ma anche quello più robusto e delicato dei sentimenti. Sopra un tandem si stabilisce una relazione unica che consente, con il formidabile vincolo della reciprocità, di “andare dovunque”. Tanto “dovunque” da poter godere alla fine insieme, dopo un pomeriggio in Villa d’Este a Tivoli, i grandi monumenti di Roma (dal Colosseo al Campidoglio al Pantheon, a San Clemente, a San Giovanni in Laterano, all’Altare della Patria). Tanto “dovunque” da entrare (e non metaforicamente) in Vaticano, accolti da un generosissimo e umanamente dolce segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, che ha dedicato al secondo gruppo, con la più spontanea e accattivante semplicità, tempo, curiosità, simpatia. E un suo segretario ci ha poi fatto vivere in bellezza e in profondità il Giubileo della misericordia, attraverso la Cappella Paolina con gli ultimi due affreschi di Michelangelo, la Cappella Sistina, la Porta santa, la Pietà sempre di Michelangelo, le tombe di Giovanni Paolo II e di Giovanni XXIII. Due ore che hanno cancellato ogni fatica e tenuto insieme, come in una meravigliosa sfera da incanto per bambini e per adulti ancora curiosi e disponibili all’incanto… con o senza gli occhi…, il fascino di una settimana davvero straordinaria. Da consigliare!

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Un commento

  1. Giancarlo 13 luglio 2016

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