Matrimonio e discernimento

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Riflessione di don Davide Barrazoni, direttore dell’Ufficio pastorale della famiglia della diocesi di Senigallia, che prende spunto da un sussidio pastorale e giuridico della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie scritto da don Emanuele Tupputi dal titolo “Misericordia e giustizia. Una Chiesa in cammino: un percorso di discernimento in foro interno”.

Dopo aver letto l’opuscolo Misericordia e Giustizia. Una chiesa in cammino: percorso di discernimento in foro interno scritto da don Emanuele Tupputi, esprimo alcuni elementi di valutazione per uno strumento pastorale che ritendo veramente molto utile e puntuale.

Parlando da presbitero impegnato nella Pastorale familiare nella mia diocesi, e quindi avendo a che fare con tante situazioni di famiglie ferite e nuove unioni, avendo modo anche di parlare con tanti miei confratelli che si trovano a loro volta coinvolti in cammini di accompagnamento, ritengo questo uno strumento molto utile e chiaro nella sua esposizione. Infatti in poche pagine si forniscono i passi essenziali per attivare un accompagnamento personale e ecclesiale mettendo in pratica le indicazioni del magistero e in particolare di Amoris laetitia.

Nel tre passi indicati dal testo (accoglienza-discernimento-integrazione) troviamo indicazioni molto chiare di come approcciarsi a queste situazioni superando pregiudizi o chiusure aprioristiche che, in passato e ancora oggi, hanno creato fratture molto profonde nel cuore di tante persone, sinceramente desiderose di camminare sulle strade del Vangelo.

La parte più utile e interessante per un prete che si trova nelle mani il seguente testo è quella delle domande suggerite nella «traccia di dialogo» perché spesso sono proprio queste che fanno la differenza. Attraverso quelle tracce proposte si coglie la posizione da assumere evitando i due estremi, entrambi dannosi ovvero la chiusura totale o la banalizzazione superficiale dando un consenso generico su situazioni spesso diverse e uniche nel loro vissuto.

Anche se, a volte, il tempo a nostra disposizione non è tanto e magari la coppia stessa o il singolo che viene non ci mettono nelle condizioni di fare un percorso articolato e approfondito, è comunque sempre importante tentare di fare tutti e tre i passaggi: quello dell’ascolto e dell’accoglienza certamente è il primo e non può essere dimenticato, ma anche un sano discernimento e una formulazione di piste di integrazione non sono da trascurare perché consentono alla persona o alla coppia di cogliere una strada nuova, un terreno su cui camminare e muovere i passi.

Considero dunque molto utile questo strumento e anche idoneo a rispondere alla richiesta di tanti preti che, alle prese con tante realtà complesse, a volte lamentano l’assenza di materiali pastorali agili e chiari da consultare e da utilizzare per proporre un cammino comune come Chiesa e come presbiterio.

Altrettando interessanti solo gli allegati che seguono, in particolare quello della «situazione attuale dei divorziati risposati», perché anche su questo punto molti presbiteri e laici lamentano poca chiarezza e tanta confusione espositiva nei vari contenuti che si possono reperire su internet o nelle librerie. In questo opuscolo in due pagine si chiariscono bene i termini della questione e anche i passaggi magisteriali degli ultimi decenni con riferimenti chiari dal punto di vista sia teologico sia canonico.

Anche il secondo allegato che risponde alla domanda «la mancanza di fede può rendere nullo il matrimonio tra i battezzati?» credo che sarà utilissimo per chiunque prenda in mano questo vademecum perché oggi questo è un interrogativo ricorrente e un tema molto dibattuto che trova, a volte, posizioni contrastanti e spesso poco sostenute dal punto di vista giuridico e bibliografico.

Emanuele Tupputi essendo, nello stesso tempo, un canonista preparato e rigoroso e un sacerdote che, negli ultimi anni, si è dedicato pastoralmente all’accompagnamento delle famiglie, sa trovare la giusta sintesi espositiva e di contenuto per dirimere un interrogativo di non facile soluzione.

Il riferimento artistico finale e l’ampia bibliografia non fanno che arricchire ulteriormente il lavoro presentato consentendo, a chi vuole, di approfondire ulteriormente le varie questioni citate.

Lo considero dunque, nel complesso, un ottimo strumento pastorale e auspico che trovi la più ampia diffusione tra i nostri presbiteri e tra gli operatori della pastorale familiare.

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2 Commenti

  1. Emanuele 18 ottobre 2022
  2. Fabio Cittadini 18 ottobre 2022

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