Tutti i numeri della «Rerum familiarium novarum»

di: Andrea Grillo

Dalle mezze parole che sfuggono agli “esperti” possiamo desumere una serie di caratteristiche “numeriche” della prossima esortazione apostolica sulla famiglia:

a) Della lunghezza

Prima si è detto che il prossimo documento ha “quasi 100 pagine”, poi “più di 100 pagine”, ieri si è arrivati a dire “di circa duecento pagine”…non sarà certo un testo breve.

b) Senza fare paragoni…

Vi è poi chi ha parlato non del numero delle pagine, ma del numero dei paragrafi: sarebbero ben 323 (da cui si capisce il lievitare delle pagine!)

Se consideriamo che Familiaris Consortio aveva 86 paragrafi, per arrivare a 323 è necessario pensare ad un incremento di 3,5 volte! Possiamo desumerne una bella proporzione:

323 sta a 86 come la Adhortatio di Francisco sta a Familiaris Consortio.

Il che significa che la nuova Esortazione sarà 4 volte la precedente. E che per 3/4 dirà res, se non “novae”, certo “nove”.
E se si chiamasse “Rerum familiarium novarum“?

c) Back to the Future

Nelle parole di Kasper, pronunciate l’altro ieri a Lucca, si potrebbe leggere qualcosa di molto preciso. Ascoltiamole:

«Tra pochi giorni (19 marzo) uscirà un documento di circa duecento pagine in cui Papa Francesco si esprimerà definitivamente sui temi della famiglia affrontati durante lo scorso sinodo e in particolare sulla partecipazione dei fedeli divorziati e risposati alla vita attiva della comunità cattolica. Questo sarà il primo passo di una riforma che farà voltare pagina alla Chiesa dopo 1700 anni».

«Non dobbiamo ripetere formule del passato e barricarci dietro il muro dell’esclusivismo e del clericalismo, la Chiesa deve vivere i nostri tempi e saperli interpretare»

Quello che mi colpisce è che Kasper abbia detto non 100, 200, 500 anni, ma 1700! La cifra non può essere casuale. Il che ci riporta dritti dritti al IV secolo. Che cosa è accaduto di fondamentale nel IV secolo? Molte cose. Da un lato il riferimento potrebbe essere al 313 e alla riformulazione del rapporto tra Chiesa e Impero. Questo sarebbe un riferimento altamente significativo, ma generico. Se invece Kasper si fosse riferito alla disciplina matrimoniale, sarebbe quasi inevitabile pensare alla “disciplina sui digamoi” del Concilio di Nicea.

Il canone 8 del concilio di Nicea dice infatti: «A proposito di quelli che si definiscono puri, qualora vogliono entrare nella Chiesa cattolica, questo santo e grande concilio stabilisce […] prima di ogni altra cosa che essi dichiarino apertamente, per iscritto, di accettare e seguire gli insegnamenti della Chiesa cattolica: e cioè essi entreranno in comunione sia con coloro che sono passati a seconde nozze, sia con coloro che hanno ceduto nella persecuzione, per i quali sono stabiliti il tempo e le circostanze della penitenza, così da seguire in ogni cosa le decisioni della Chiesa cattolica e apostolica».

In ogni caso si tratterebbe di una novità molto significativa, in un senso o nell’altro.

Pubblicato il 17 marzo 2016 nel blog: Come se non

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