Germania: nuovo presidente della CDU

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Il primo congresso online della storia della CDU ha portato all’elezione di Armin Laschet quale presidente del partito, a cui spetterà il compito di guidarlo alle prossime elezioni federali con le quali si chiuderà l’era Merkel.

Laschet, attualmente primo ministro del Nordrhein-Westfalen, ha prevalso di poco al ballottaggio su F. Merz, dopo che nella prima tornata nessuno dei tre candidati aveva raggiunto la maggioranza necessaria. Se Laschet non potrà guidare il partito, e le sue politiche soprattutto a livello europeo, senza tenere conto di quest’altra anima prettamente neo-liberale rappresentata da Merz, rimane il fatto che la sua elezione mantiene la CDU nell’orizzonte di un’attenzione non di maniera per la giustizia sociale e un coordinamento solidale e non competitivo delle politiche europee.

Da notare che il cattolicesimo tedesco è stato ancora in grado di esprimere non solo il nuovo presidente della CDU, ma tutta la terna di candidati. Segno, comunque, di una vitalità culturale e di un impatto civile che continua a tenere nonostante l’erosione di partecipazione alla vita della Chiesa cattolica da parte della cittadinanza tedesca. Proprio la venatura di cattolicesimo sociale, che caratterizza la biografia di Laschet, potrebbe rappresentare un’occasione per rendere meno rigido il posizionamento della Germania nella concertazione europea – superando il dogma del controllo ossessivo sul bilancio degli stati membro e sul loro debito pubblico.

Si tratta, ovviamente, di un’ipotesi – la cui realizzazione sarà strettamente legata alla persona che la CDU presenterà alle prossime elezioni come candidato/a alla Cancelleria federale. Se così fosse, la Germania potrebbe presentarsi come partner creativo in grado di immaginare un percorso dell’Unione Europea che si spinga oltre il modello federativo immaginato da Macron. Percorso di coordinazione solidale a livello di bilancio e debito pubblico degli stati sicuramente più corrispondente alla filosofia costituzionale tedesca e più efficace nel proporre l’Unione Europea come soggetto politico pensato quale governo condiviso nella zona Euro dei processi di globalizzazione – anziché come mero adeguamento alle sue logiche, di cui Merz è il paladino all’interno della CDU.

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