Iraq, le tappe di una lunga storia

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viaggio papa

La superficie dell’Iraq misura 434.128 kmq, mentre la popolazione (stima del 2017) è di 38.274.618 di abitanti. La capitale, Baghdad, conta più di sei milioni.

Un viaggio nella storia

L’Iraq è una nazione ricca di storia (prima i Sumeri, regno autonomo, poi, dal 3° secolo il dominio dei Persiani).

Per le religioni monoteiste – le religioni “del Libro” – è la patria nativa di Abramo: Ur si trova presso Bassora. La Mesopotamia (Babilonia) è spesso menzionata nella Bibbia, iniziando dai due fiumi Tigri ed Eufrate. È conosciuta per il grande esilio a cui furono costretti gli ebrei nel VI secolo a.C., ricordato nei loro canti nostalgici (cf. Salmo 137… da cui prese spunto il Va’ pensiero del Nabucco di Giuseppe Verdi); fino a quando Ciro, nel 538 a.C., con nuova linea politica, permise agli ebrei di ritornare in Palestina e di ricostruire Gerusalemme.

Questa terra è stata largamente cristianizzata: Iraq e Siria furono infatti le basi di grandi Chiese transnazionali, missionarie sia verso est sia verso il sud dell’Asia. L’Iraq mantenne una forte cultura cristiana almeno fino al XIII secolo, con grande sviluppo di studi e di spiritualità. Nel Medioevo, tra i capisaldi cristiani del Medio Oriente, vanno ricordati soprattutto Bassora, Mossul, Kirkuk.

L’Iraq fu invaso dai musulmani tra il 635 e il 642; progressivamente essi presero piede al posto dei cristiani presenti in quei luoghi, isolati rispetto al resto della cristianità.

Kufa con Bassora divenne sede dell’impero islamico con il terzo successore di Maometto; in seguito, registriamo vicende alterne. Nel 762 fu fondata Baghdad.

Nel 1268 abbiamo l’invasione dei Mongoli (dapprima favorevoli ai cristiani, poi ai musulmani).

Subentrarono poi i Safavidi di Persia, e più tardi (tra il 1500 e il 1600) la Mesopotamia venne a far parte dell’impero ottomano (con vicende alterne di tolleranza e di persecuzione verso i cristiani) fino al 1920, quando l’amministrazione dello stato fu affidata alla Gran Bretagna.

Nel 1932 si stabilì una monarchia indipendente, fino al 1958, quando l’Iraq divenne una Repubblica dominata dal partito di orientamento sunnita Baath.

Nel 1979 prese il potere assoluto il generale Sadam Hussein. Alla fine degli anni ’70 l’Iraq, grazie alle risorse petrolifere, era un paese sviluppato che assicurava l’alfabetizzazione a tutti; oggi è al 120° posto nella graduatoria dello sviluppo umano.

Sadam Hussein ingaggiò nel 1980 una guerra con l’Iran che durò otto anni e terminò con pesanti perdite per l’Iraq. Nell’autunno 1990 invase il Kuwait, suscitando la reazione dell’Arabia Saudita e l’intervento militare degli USA, nuovamente con molte vittime per Baghdad.

Nel 2003 gli USA e la Gran Bretagna pensarono di porre fine alla dittatura invadendo il paese. Sembrò un’operazione facile, di una-due settimane… Iniziò, invece, la guerriglia, con attentati continui (tra cui Nassirya), reazioni violente, la costituzione di uno stato islamico (califfato), l’uccisione di Sadam nel 2006, le lotte tra sciiti e sunniti…

Le nefandezze del terrorismo fanatico islamista sono indescrivibili… e proseguono tuttora nel mondo. Non si sa quanti siano stati i morti: si calcola da 100.000 a 600.000 e un terrorismo che continua!

La nuova Costituzione prevede uno Stato federale islamico. In realtà, c’è molta instabilità per il continuo contrasto tra gli sciiti (che sarebbero il 64% dei musulmani in Iraq) e i sunniti (il 31%).

Ma non tutti sono arabi, poiché vi è un 20% di curdi, i quali desiderano un loro stato; per fini politici costoro proteggono anche i cristiani. Inoltre, vi sono gli Yezidi (veneratori dell’angelo pavone), una religione avversata. L’insicurezza rende difficile portare aiuti dall’estero, anche se almeno una ventina di ONG cattoliche sono attive.

La presenza della Chiesa

Nel XV secolo la Chiesa si ritirò nel nord della Mesopotamia e il patriarcato cadde vittima di nepotismo, oltre che di persecuzioni. Nel 1552 un contro-sinodo scelse Giovanni Sulaqa come nuovo contro-patriarca; egli voleva farsi consacrare in Terra Santa ma, su consiglio dei francescani, giunse a Roma e, nel 1553, venne confermato patriarca di Mossul. Rientrato in patria, fu ucciso dal pascià, ma il seme della ritrovata comunione con Roma era gettato.

Il suo successore, Abdisho IV, fu a Roma nel 1562 e ottenne il riconoscimento di papa Pio IV.

Vi furono poi altre traversie. Nel 1830 la Chiesa siro-orientale cattolica (caldea) ebbe un solo patriarca (detto di Babilonia); nel 1914, oltre alla sede patriarcale, la Chiesa contava 4 arcivescovi metropoliti e 8 diocesi. Un grande contributo dette alla cooperazione e alla reciproca comprensione il Baghdad College, aperto dai gesuiti americani nel 1938 e nazionalizzato nel 1968.

Alla fine del secolo XX i cristiani (tra ortodossi e cattolici) in Iraq erano circa un milione, dei quali il 30% era cattolico.

Negli ultimi vent’anni subirono persecuzioni varie, alcune terribili; molte chiese furono distrutte, eliminati i segni del cristianesimo; molte le uccisioni, le ruberie da parte di fanatici islamisti e da predoni che profittavano della situazione…

I cristiani sono considerati come “dimi” (cioè non-credenti e, in quanto tali, devono pagare una tassa per sopravvivere nel loro paese). Quanti poterono fuggirono nei Paesi vicini e, se possibile, verso l’Australia, gli USA, la Francia… Altri trovarono rifugio presso i curdi (Erbil, Piana di Ninive, Qaraqosh…). Oggi si tenta un rientro, ma del milione di vent’anni fa sono rimasti vivi 2/300.000 battezzati; qualcuno dice soltanto 100.000.

A Mosul (Mossul) la consistente comunità cristiana sarebbe ora ridotta a 600 persone. Molta parte del patrimonio anche culturale è andato distrutto. Qualcosa si è salvato, nascondendolo in cantine o dietro dei muri costruiti ad hoc.

Nell’Annuario Pontificio del 2020, così sono indicati i cattolici:

Caldei: patriarca di Antiochia con suffraganee le diocesi di Alquoch, Amadiya e Zaku, Aqra, Baghdad; la metropolia di Kerkuk e le arcidiocesi di Arbil, Bassorah, Mossul,

Armeni: arcidiocesi di Baghdad,

Siri: arcidiocesi: Baghdad, Mossul; diocesi: Adiabene,

Latini: arcivescovo a Baghdad.

Il libro di Statistica della Santa Sede (2018, l’ultimo disponibile) dà queste cifre circa i cattolici in Iraq: fedeli 568.000, viventi in 16 diocesi, con 145 sacerdoti, 353 suore, 640 catechisti. Pare che tali statistiche siano quelle precedenti alla persecuzione islamista del califfato islamista; ora è difficile avere statistiche aggiornate.

  • Luigi Bressan, prete nel 1964 e vescovo nel 1989, è stato segretario della Nunziatura Apostolica di Seul in Corea dal 1971 al 1974, e in quella di Abidjan dal 1974 al 1976. Passato poi alla Segreteria di Stato, si occupava dei rapporti con gli organismi internazionali. Nel dicembre 1978 è stato inviato a Ginevra presso le Nazioni Unite. Nel 1983 è diventato inviato speciale della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo. Il 26 luglio 1993 è stato nominato nunzio apostolico a Singapore, in Thailandia e Cambogia e delegato apostolico in Malesia, Laos e Birmania. È stato nominato arcivescovo metropolita di Trento nel 1999. Ora è emerito.
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