Polonia: il caos

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La Repubblica si estende su una superficie di 312.695 kmq e ha una popolazione di 38.131390 abitanti. I cattolici praticanti sono oltre il 45%: percentuale molto elevata, considerando il clima di secolarizzazione che continua ad investire l’Europa.

Nell’Assemblea Nazionale prevale il partito PiS (Diritto e Giustizia, conservatore) con 237 seggi. Distaccato di oltre un centinaio di seggi il PO: Coalizione Civica (Piattaforma civica, liberale). Seguono altri partiti minori.

Prosegue con accenti aspri lo scontro con l’Unione Europea sul rispetto dello Stato di diritto. Nell’ottobre 2018 la Corte di Giustizia della UE ha bocciato alcune misure che interferivano nella carriera dei giudici della Corte Suprema polacca, imponendo al governo di tornare sui suoi passi. Percorso estremamente arduo.

Nelle elezioni europee del maggio 2019 il partito al governo PiS si è imposto con il 45% dei voti, mentre una coalizione di stampo europeista ha ottenuto il 38%.

Che cosa sta avvenendo di sconvolgente? Lo dice fuori dai denti a SettimanaNews un attento osservatore: «Il concubinato tra la Chiesa in Polonia e la politica non regge più. La società è spaccata in due. Tutto si basa sulle emozioni e non sugli argomenti».

Imperversano in tutto il Paese le manifestazioni. A Varsavia una grande manifestazione di donne, giovani, oppositori dell’attuale governo PiS ha scosso il territorio.

Nessuno sa da dove sia partita l’ondata di rabbia, che ha coinvolto in maniera massiccia la stessa Chiesa. La scintilla è stata comunque la sentenza della Corte Costituzionale sull’incompatibilità dell’aborto eugenetico con la Costituzione del Paese. Un problema sollevato già da tempo, ma i politici non volevano toccarlo. Ora, proprio per motivi politici, tutto si è sbloccato, seminando odio e divisione. Una cosa è evidente: l’attuale sistema giudiziario in Polonia non è indipendente ed è molto influenzato dal partito al governo.

Il presidente dell’episcopato, Stanislaw Gadecki, arcivescovo di Poznam, appena formulata la sentenza, si è subito congratulato con i giudici della Corte Costituzionale. Molti l’hanno interpretato come appoggio incondizionato della Chiesa alla politica dell’attuale governo conservatore, abilmente manovrato dal potente Kaczynski.

I vescovi sono disorientati, anche perché le rivolte si stanno verificando in molti luoghi del Paese. E va detto che slogan e manifesti sono “volgari”. Lo slogan di effetto sulla bocca di molti e che si legge sugli striscioni è il noto: “ vaffa…” E altri similari.

Incidenti si sono verificati dentro e fuori delle chiese. Nella cattedrale di Poznam, sede dell’arcivescovo Gadecki che, come presidente dei vescovi, non gode di buona reputazione, è entrato un gruppo di manifestanti durante la messa con grida e striscioni. Parecchie chiese sono state coperte di slogan inneggianti all’aborto. Si sono registrati episodi di violenza.

Il capo del partito al governo, Kaczynski, ha chiesto ai giovani attivisti del partito PiS di mettersi a difesa degli edifici della chiesa. Timidamente alcuni vescovi ora stanno prendendo le distanze dagli appelli del partito. In questa caotica situazione si inserisce la pandemia.

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3 Commenti

  1. Barbara 7 novembre 2020
  2. Eva 5 novembre 2020
  3. Emilia 5 novembre 2020

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