Quale Pasqua per il Myanmar?

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Che la pace e le benedizioni della Pasqua, il giorno della risurrezione di nostro Signore Gesù riempiano tutti voi, dissipando tutte le tenebre di morte e distruzione. Cristo è risorto. Alleluja!

So che è difficile dire buona Pasqua in Myanmar oggi.

La più grande festa del cristianesimo arriva nei giorni più tristi della storia del Myanmar. Negli ultimi due mesi il nostro popolo ha percorso una vera via crucis. Continuiamo ad essere sul monte Calvario. Centinaia di persone sono state uccise. Un bagno di sangue è stato fatto scorrere sulla nostra terra sacra. Giovani e vecchi e persino i bambini sono stati uccisi senza pietà. Giorni bui. Migliaia di persone sono state arrestate e gettate in prigione. Migliaia sono in fuga per sfuggire agli arresti. Milioni stanno morendo di fame.

È normale per molti porsi la domanda come il biblico Giobbe: Dov’è Dio? Perché il nostro Dio, che ha promesso di non dimenticarci, anche se nostra madre ci dimenticasse, sembra averci abbandonato? Queste sono domande del popolo ferito e noi dobbiamo accompagnarlo nella sua silenziosa sofferenza. L’evento della risurrezione è il richiamo della speranza.

In questa Pasqua deve iniziare il processo di guarigione di questa nazione. Una nazione ferita può trovare conforto in Cristo che ha subito tutto ciò che noi stiamo subendo: è stato torturato, ha subito abusi ed è stato ucciso sulla croce da poteri arroganti. Ha provato lo stesso senso di abbandono da parte di Dio, sperimentato da tanti nostri giovani, quando ha gridato dalla croce: «Eli, Eli, lama sabachthani? Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mt 27,46).

Ma Dio nella sua gloria ha dato a Gesù la vittoria attraverso la risurrezione. Il messaggio della croce finisce nella gloria della risurrezione. L’impero romano che ha crocifisso Gesù è diventato nota a piè di pagina della storia. Ma Gesù vive nel cuore di miliardi di persone come Emmanuele. Quindi, con coraggio proclamiamo il grido di battaglia degli oppressi: Gesù è risorto, alleluia!

In questo giorno di risurrezione le Scritture ci offrono importanti parole di consolazione. La Genesi dice: siamo creati a immagine di Dio. Sì. Siamo creati da Dio e per Dio. Dio ci ha dato la vita attraverso il suo respiro. Il nostro valore infinito è legato a Dio. Ognuno è l’immagine di Dio. La guerra contro i nostri giovani, uccisi per strada, è una guerra contro la dignità umana.

Chiunque uccida il popolo innocente di Dio dovrà rispondere a Dio. Nessuna agenzia internazionale è potente come Dio. Ricordate Caino che uccise Abele. Dio lo chiamò e gli disse: «La terra che è bagnata dal sangue di tuo fratello grida» (Gen 4,10). Sì, il sangue innocente griderà a Dio, generazione dopo generazione, finché non sarà fatta giustizia. Ciò che è stato perpetrato contro le persone non passa inosservato o inascoltato. Dio ha il suo tempo. Non è solo un Dio d’amore, ma è anche un Dio di giustizia. Egli sta con i più vulnerabili.

La seconda lettura dal Libro dell’Esodo è più potente. Gli schiavi ebrei sofferenti in Egitto cercano la libertà e una terra promessa. Con Mosè iniziano una lotta contro il faraone. Il libro dell’Esodo è un esempio esaltante per chiunque lotti per la giustizia e la dignità umana. Quando i popoli lottano per la giustizia, è Dio che si schiera con gli oppressi e abbatte tutti i faraoni arroganti. La storia si ripeterà, perché YHWH è il Dio vivente e non dimentica mai il suo popolo.

Non abbandoniamo mai la speranza. Nella lotte di tutti i popoli vincerà la giustizia, questo è il messaggio dell’Esodo. Quindi, nonostante tutte le battute d’arresto, le paure e le ansie per il Covid e il colpo di stato, dite con fiducia il grido di battaglia:

Gesù è risorto, alleluia

Nella Lettera ai Romani, san Paolo consola coloro che sono crocifissi ingiustamente. 500 uomini e donne del nostro paese sono stati crocifissi. Sappiamo che, negli ultimi due mesi, il Myanmar è stato testimone di una via crucis in tempo reale. Torture, abusi, uccisioni senza pietà ne hanno fatto il Calvario del 21° secolo. Mentre la brutalità si diffondeva ovunque, la depressione e la perdita della fede si sono insinuate.

San Paolo consola: Coloro che lottano per la dignità degli altri non muoiono mai. Vivono nella storia. Dice: «Se dunque siamo morti con Cristo, crediamo che vivremo anche con lui». La croce si è risolta nella risurrezione. Una nuova era è iniziata. Coloro che torturarono Cristo, coloro che gridarono di essere bagnati dal suo sangue, coloro che lo crocifissero divennero note a piè di pagina della storia. Gesù è il centro della storia. Fatevi coraggio.

La via della croce del Myanmar non sarà mai vana. Finirà nella risurrezione della libertà, della democrazia e della pace e della prosperità per tutti. Con questa speranza, danzate con gioia e proclamate a tutte le potenze delle tenebre:

Il Vangelo di oggi rappresenta la scena gloriosa della risurrezione. Tre donne vanno alla tomba per ungere il corpo di Gesù. Non lo trovano, ma trovano un giovane. Sì. Ci ricorda ciò che sta accadendo intorno a noi. Donne e giovani del Myanmar. Si svuotano le tombe. Il messaggio che ne esce è la risurrezione, un mondo nuovo.

Alle donne presso la tomba è stato annunciato un messaggio di speranza. Il messaggio dalla tomba non è di vendetta, non di violenza, non di disperazione: è di speranza. È un messaggio di vittoria della luce sulle tenebre. La vittoria del bene sul male. Uomini e donne del mio paese, credete che dalle tombe arriva una grande notizia: Non stupitevi! Voi cercate Gesù di Nazareth, il crocifisso. Egli è risorto.

Cantiamo alleluia

Qual è il messaggio della Pasqua per il Myanmar di oggi?

Mi prendo il rischio di contestualizzare il messaggio pasquale a tutti: ai giovani, all’esercito, alla società civile, ai gruppi etnici e a tutti i gruppi religiosi.

La risurrezione ha due simboli potenti:

  • una tomba vuota aperta,
  • Gesù torturato e crocifisso risuscitato nella gloria, che sconfigge le tenebre.

Questi due sono i messaggi pasquali per il mio caro popolo del Myanmar.

  1. Che tutte le tombe siano aperte: La situazione della nostra nazione negli ultimi due anni è triste. Ha sepolto più di 3.000 persone durante il Covid. Ha sepolto più di 500 persone durante il colpo di stato. Il colpo di stato è una catastrofe sconvolgente. I sogni del nostro popolo sono diventati mare notturno. Abbiamo sofferto 70 anni. Pensavamo che la democrazia fosse la luce: la profezia di Isaia la quale diceva che il popolo che ha camminato nelle tenebre ha visto la luce! Che risorgano i sogni di democrazia sepolti negli ultimi due mesi nelle tombe dell’oppressione!
  2. Il messaggio di risurrezione: Vediamo quattro elementi contestuali della risurrezione.
  3. Facciamo risorgere la situazione di prima del 1° febbraio. Facciamo risorgere la democrazia. È necessario far terminare il colpo di stato il più presto possibile. Il mondo non l’ha riconosciuto. Nessuna oppressione, per quanto vasta, può far sì che il nostro popolo l’accetti.
  4. Lasciate risorgere il governo civile che è stato abortito e sepolto e lasciate che l’esercito ritorni nelle sue caserme; non attaccate i cittadini del Myanmar e non uccideteli.
  5. Che tutto l’odio tra gruppi etnici e religioni sia sepolto per sempre, che un nuovo Myanmar di pace, di inclusione, di preoccupazione per i vulnerabili sorga dalle tombe dell’odio storico. Che ogni cittadino condivida ciò che può fare e che ha.
  6. Nelle tombe vuote aperte, seppellite i sette decenni di totalitarismo. Che vi sia scritto l’ultimo epitaffio del colpo di stato. Esorto tutti i potenti: se Gesù, il povero figlio del falegname, è sopravvissuto all’impero romano, la lotta del nostro popolo sopravviverà oltre le loro tombe.

Questi sono i messaggi di Pasqua per coloro che sono al potere.

Per coloro che protestano, la festa della risurrezione, la Pasqua, ha un messaggio molto forte.

Desidero articolare questo messaggio di pace e riconciliazione, nonostante la mia esitazione. So che potrei essere impopolare. Seguo Madre Teresa che diceva che non siamo chiamati ad essere popolari ma ad essere fedeli. Non sono un politico; sono un leader religioso; sono un seguace di Gesù. Il mio messaggio scaturisce da Gesù che, nonostante tutte le torture e i dolori inflitti sulla via della croce, poté dire magnanimamente dalla croce dei suoi torturatori: «Padre, perdonali, non sanno quello che fanno» (Lc 23,34).

Sì. Questo provoca indignazione soprattutto tra i giovani. Quando le emozioni da montagne russe schiacciano, gli esseri umani cercano la vendetta. Questo è comprensibile. Il metodo di Gesù è diverso. Come ha fatto Gesù a riconciliarci e a salvarci? In un solo modo: con la sua croce. Passione, morte e risurrezione. San Paolo afferma candidamente: «Noi predichiamo Cristo crocifisso, pietra d’inciampo per i giudei e stoltezza per i gentili» (1Cor 1,23).

Il messaggio della Bibbia è semplice: riconciliazione. Umanizzazione del tuo nemico. Dargli il beneficio dell’amore. Uno dei versetti gloriosi della Bibbia ci guida: “Dio ha tanto amato il mondo che ha mandato il Figlio, non per condannare, ma per redimere e riconciliare”. Dice san Paolo: «Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo» (2Cor 5,19).

Il mondo non potrà mai essere redento dalla violenza, ma solo attraverso l’amore redentore.

Anche come strategia, la gioventù del Myanmar deve abbracciare la nonviolenza. Nel ventesimo secolo sono state più efficaci le lotte nonviolente che quelle violente. Esse attirano una grande parte della popolazione. Conquistano l’ammirazione del mondo. Il messaggio della croce è che il tuo nemico ha bisogno di essere liberato dal suo odio, nella stessa misura in cui tu cerchi la tua liberazione dall’oppressione. La gente come noi ha bisogno di affermare questo messaggio duraturo della croce.

La lotta finora ha ottenuto un enorme sostegno da parte di tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Avete dimostrato al mondo che quando il Male si afferma bisogna resistere, anche a rischio della vita. In struggente dimostrazione di umanità, coloro che sono morti giovani hanno donato il loro corpo e il loro sangue per il futuro degli altri, svergognando i codardi che godevano di ogni morte.

Suscitate una grande ammirazione. Questa è la strada che si deve seguire. Se non vi piacciono i metodi del nemico, non potete giustificare l’adozione dei suoi metodi per resistergli. L’oscurità non può mai essere dissipata dall’oscurità, solo dalla luce. L’odio non può mai essere dissipato dall’odio, solo dall’amore.

La vostra lotta non è solo per la democrazia, ma per l’umanità. Mentre lottate, vi siete resi conto anche delle mancanze: del fatto che la nostra umanità era in letargo quando le minoranze etniche e religiose soffrivano in passato. Questa lotta ha risvegliato una grande ondata di umanità e di fratellanza tra tutte le persone. Quindi, adottate metodi non violenti. Non morite inutilmente. Se vivete a lungo, la democrazia si rafforza, il male si indebolisce.

Il nemico conosce un solo linguaggio: la violenza spietata. Mettete a tacere questo linguaggio. Vuole attirarvi nel suo terreno violento, dove lui è potente. Negategli questo vantaggio. Sconfiggilo con l’amore, sconfiggilo con l’umanità. Questo era il messaggio della croce. Questo è il destino di questa nazione. Che un nuovo Myanmar di pace e prosperità sorga dalla tomba dell’odio e delle tenebre.

Allora tutti noi, la gioventù, la società civile, le comunità etniche, tutte le religioni si uniranno per celebrare una nuova Pasqua del Myanmar risorto.

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