Siria: cronaca di una morte annunciata

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Intervista a un profugo siriano, rifugiato in diaspora in Europa, in merito al reclutamento di giovani mercenari siriani per la guerra in Ucraina.

  • Di quali informazioni dispone circa l’impiego di “volontari” siriani a fianco dell’esercito russo in Ucraina?

Sulla questione dei mercenari, come su altro, le mie informazioni provengono dall’interno del mio Paese. Cerco di non farmi influenzare dalle agenzie e da quanto sta circolando sulla stampa internazionale.

  • Putin avrebbe parlato di 16.000 volontari siriani non retribuiti in Ucraina. A lei cosa risulta?

Non sono volontari, come ha detto Putin. Si tratta di ragazzi siriani a cui è stata promessa una paga, considerato il valore della moneta siriana, molto buona: 1.000 dollari al mese. Si tenga conto che oggi, in Siria, per mantenere abbastanza bene una famiglia di 4 persone, “bastano” dai 300 ai 350 dollari al mese.

Francamente non penso che la Russia possa e voglia mantenere la promessa di pagamento: cinicamente, conta sulla facile prospettiva che – in una guerra “strada per strada” quale si sta sempre più profilando in Ucraina – vengano uccisi.  Ai fini delle sorti della guerra, non penso che il loro apporto possa risultare determinante.

Questi ragazzi, quindi, sono da considerarsi doppiamente vittime: della propaganda dei regimi di Putin e di Assad e delle armi. Alla fine, non converrà a nessuno di quanti li hanno chiamati mantenerli in vita. Siamo di fronte, perciò, a mio giudizio, alla “Cronaca di una morte annunciata”. La realtà giunge purtroppo a tali livelli di spietatezza.

  • Da quale bacino umano sono arruolati questi ragazzi, dunque, mercenari?

Sono in gran parte drusi. I drusi abitano la parte sud della Siria, nella città di As-Suwayda e nelle città che a suo tempo avevano innescato e sostenuto la rivoluzione siriana e l’indipendenza dalla Francia, ottenuta nel 1946. Drusi si trovano anche in Libano, ove formano un famoso partito. Drusi si trovano pure in Israele, nella zona occupata delle alture del Golan; poco noto è il fatto che una formazione drusa è ora parte integrante dell’esercito israeliano.

Sappiano i lettori che il bacino umano dal quale provengono questi ragazzi conta una disoccupazione giovanile dell’82-84%.

  • Qual è il rapporto del regime di Bashar al-Assad con i drusi?

I drusi si sono rifiutati di prestare i loro giovani al servizio militare obbligatorio nell’esercito di Assad nella guerra civile in Siria, dal 2011. Si sono opposti per non portare su di sé la “maledizione del sangue”, ossia l’onta di macchiarsi del sangue dei fratelli del popolo siriano. Questo è molto importante.

È un punto d’onore per i drusi, nobili cavalieri combattenti in origine. Ma evidentemente il regime di Assad aveva ed ha bisogno di combattenti come il pane quotidiano. Si è giunti così ad una sorta di compromesso: i giovani drusi sono entrati nelle formazioni militari dell’esercito russo, pagati dai russi. Sono stati quindi usati per il controllo nel sud del Paese e risparmiati dalla guerra fratricida diretta. Ora vengono chiamati a combattere in Ucraina a fianco dell’esercito russo e delle milizie separatiste filorusse del Donbass.

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  • Qual è la religione dei drusi?

Si considerano parte dell’Islam. Ma la loro storia è lunga e per molti versi differente da quella islamica sunnita e sciita, con tutte le possibili varianti. Condividono un misto di filosofia e di religione che assorbe elementi islamici, cristiani e persino buddisti.

Di fronte alla prospettiva di andare a combattere in Ucraina, so che i loro capi religiosi non sono d’accordo, perché capiscono che i loro giovani sono coinvolti in un gioco sporchissimo: in una guerra per procura, in cui si stanno infiltrando combattenti da tutte le parti. Capiscono che sta accadendo ciò che sinora non hanno voluto e non vogliono, ossia trovarsi di fronte altri siriani a fianco degli ucraini, così da incorrere nella “maledizione del sangue” dei fratelli.

  • Trova che questa sia una prospettiva realistica?

Certamente. Ci sono tantissimi siriani – “ribelli” ad Assad – che vogliono andare a combattere in Ucraina, ma appunto, a fianco degli ucraini, contro i russi, contro chi ha distrutto e ucciso in Siria: quella vendetta che, oggi, in Siria, non è possibile, sono pronti ad andarla a cercare a 4.000 chilometri di distanza.

Per quanto terribile questo possa apparire, è molto probabile che ciò avvenga.

  • È già in atto, dunque, un reclutamento di segno opposto?

Non sono in grado di confermarlo, ma le voci ci sono, così come ci sono gli uomini che si stanno facendo avanti per andare a combattere: diciamo che sono dei “volontari” perché sono determinati a combattere il nemico più che essere interessati alla paga.

C’è poi – da tempo – la realtà di fatto promossa da Erdogan che, tra i milioni di siriani rifugiati in Turchia e tra chi si trova nella zona a nord della Siria controllata dalle milizie filo-turche, ha tratto i mercenari siriani che sono andati a combattere in Libia, sempre, peraltro, dalla parte opposta dei russi. Anche in questo caso si tratta di giovani sfollati, umiliati, affamati, disponibili, per pochi soldi con cui mantenere le famiglie, a piegarsi alla voce del loro attuale padrone, dopo essere sfuggiti ad Assad, il peggior padrone che i siriani potessero e possano avere.

  • Quanto sta governando Assad questi fenomeni?

Vorrei mostrare una foto eloquente che, da sé, risponde alla domanda. È stata recentemente scattata nel cuore di Damasco, a due passi dalla residenza di Assad: in alto – ma in piccola dimensione – mostra la figura di Assad, mentre sotto c’è l’immagine – di dimensioni molto più grandi – di Putin. La scritta in arabo recita: vittoria alla Russia!

Ecco, chi comanda veramente e totalmente in Siria è Vladimir Putin. Bashar al-Assad ripete le stesse parole di Putin, alla lettera.

  • Come volgerà, secondo lei, la guerra in Ucraina?

Di questo passo, per quel che vedo, l’Ucraina diventerà una terra bruciata come la Siria. La storia di questi ragazzi siriani parlerà. Saranno probabilmente mandati “in prima fila” e, senza capire una parola, senza capire nulla di quel che starà accadendo, andranno a dare la morte e a morire, combattendo per strada contro i resistenti ucraini, contro altri mercenari e persino contro i loro fratelli siriani! Sarà una guerra di tutti contro tutti. Come in Siria. Una vera tragedia!

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