Siria-Ucraina: guerre parallele

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Intervista a un profugo siriano, rifugiato in diaspora in Europa, sul rapporto tra la guerra in Siria e quella in Ucraina.

  • Quale messaggio sta dando il reclutamento di combattenti in Siria per la guerra in Ucraina?

La ricerca di combattenti in Siria – e aggiungo nel Medio Oriente – ci sta dicendo che la guerra in Ucraina sta assumendo le stesse identiche forme della guerra di Siria. Sta confermando che la guerra di Siria – per la Russia – è stata il banco di prova dell’invasione dell’Ucraina.

  • Quali sono le caratteristiche di questa guerra?

Il bombardamento sistematico delle città e dei villaggi da conquistare – comprese tutte le infrastrutture civili, quali ospedali, scuole e luoghi di culto – seguito dall’ingresso dei combattenti di terra, strada per strada, edificio per edificio, è la modalità della guerra di Siria che si ripropone in Ucraina.

  • In che modo verrebbero quindi impiegati i combattenti reclutati in Siria e in Medio Oriente?

Vengono impiegati come truppe di terra, per compiere quel lavoro sporchissimo – ed evidentemente molto pericoloso – che i militari russi intendono evitare commissionandolo ad altri, sia per risparmiare le loro vite, sia perché richiede esperienza maturata sul campo, che loro non hanno. Solo alcuni dei gruppi che hanno combattuto e combattono in Siria hanno fatto tale esperienza.

Reclutamento russo in Siria
  • Meno di un mese fa, ci aveva parlato del reclutamento di giovani siriani mercenari – drusi – da parte dell’esercito russo. Nel frattempo, la platea dei candidati alla guerra si è allargata?  Quali sono i bacini di reclutamento?

Sì, la platea dei candidati alla guerra si è allargata nelle ultime settimane.

Il primo bacino di reclutamento – o insieme di due – è l’espressione della propaganda del regime di Bashar Al-Assad coi suoi servizi segreti militari e il partito Ba’th. Questo bacino non ha un’effettiva consistenza perché non ha capacità di combattimento, ma va ugualmente citato, perché comunque compiace il Cremlino. Il partito Ba’th ha infatti trionfalmente annunciato in televisione, dopo due settimane di campagna mediatica, di aver composto una lista di 50.000 candidati combattenti per l’Ucraina a fianco dell’esercito russo.

L’effetto propagandistico è voluto sia dal regime di Assad, che ha trovato il modo per esprimere riconoscenza alla Russia – a cui deve la propria sopravvivenza -, sia dagli ufficiali russi di stanza in Siria che devono mostrare il consenso ottenuto nel territorio. Di fatto, nella lista figurano militari siriani che durante la guerra hanno fatto esperienza nei numerosi check-point tra Damasco e Beirut, piuttosto che in altri punti caldi del Paese: la loro specialità è l’intimidazione delle persone in transito, ovvero il lucro sui traffici illeciti di persone, armi, droga.

Nella stessa lista sono finiti quindi i nomi di numerosissimi camarad del partito Ba’th già, peraltro, avanti in età e abituati a passare il loro tempo dietro le scrivanie a vessare la povera gente. Gli ufficiali russi devono aver apprezzato lo slancio propagandistico ma, per evidenti ragioni, non ritengono – né i primi, né i secondi – i componenti della lista all’altezza della situazione.

Il secondo bacino – sicuramente giudicato più operativo dai militari russi – è costituito da combattenti curdi del nord della Siria. Una parte dei curdi che – ricordo – avevano ricevuto benefici dalla vecchia Unione Sovietica comunista (quale formazione e università in URSS), è rimasta pro-Russia, anche dopo gli stravolgimenti delle alleanze avvenuti negli ultimi anni. Una chiave di interpretazione è anche il rapporto avverso alla Turchia di Erdogan.

Di fatto – anche e soprattutto per la loro condizione di estrema povertà – molti combattenti curdi hanno manifestato disponibilità al reclutamento da parte dei russi.

Il terzo – nuovo – bacino di candidati combattenti è costituito da giovani siriani di Sqelbieh e Mhardeh, cittadine che si trovano a nord ovest della città di Hamah, verso la costa mediterranea (dove ha sede il quartier generale dei militari russi in Siria). Le due cittadine sono in netta maggioranza cristiano ortodosse. Durante la guerra – specie negli anni dal 2013 al 2015 – giovani di Sqelbieh e Mhardeh, indotti dal regime, si sono costituiti in milizia ed hanno combattuto contro le truppe dell’Isis difendendo il proprio territorio. Hanno dunque una certa esperienza. Si stanno mettendo a disposizione degli ufficiali russi con cui hanno combattuto per la difesa della loro identità confessionale.

Dei drusi – già inquadrati nelle file dell’esercito russo –ho detto la volta scorsa (cf. qui). I gruppi di combattenti di cui sinora ho parlato sono siriani. Ma non sono coinvolti solo i siriani nel reclutamento pro-Russia, in Ucraina.

  • Infatti, Putin ha parlato di reclutamento di volontari dal Medio Oriente: perché?

Perché, da circa due settimane, è affiorato un altro elemento nuovo e rilevante, ossia è apparsa la disponibilità a combattere in Ucraina da parte dei miliziani di Hezbollah libanesi: naturalmente pro-iraniani, quindi pro-regime di Assad e quindi pro-Russia. Questi sono veri professionisti del combattimento strada per strada e casa per casa, come hanno mostrato in particolare dal 2013 al 2016, prima in funzione dei militari siriani e poi di quelli russi.

Come ho detto, mentre i militari degli eserciti regolari bombardavano a tappeto dall’alto, i miliziani di Hezbollah sono stati tra i primi ad entrare nelle città, sempre in prima fila. Secondo la stessa logica militare che ha caratterizzato la guerra di Siria: prima si bombarda per distruggere tutto, poi si conquista il terreno palmo a palmo. Gli Hezbollah libanesi hanno avuto tantissime perdite in questo modo. Eppure, sono ancora pronti a combattere.

  • Cosa sappiamo del comportamento dei miliziani di Hezbollah, una volta entrati nelle città siriane?

Si sono comportati allo stesso modi dei militari del regime di Assad e dei terroristi dell’Isis – ossia in maniera spietata – nei confronti della popolazione civile. Ci sono cartine – ufficialmente pubblicate – che ci dicono dove si trovano le fosse comuni riempite delle vittime dei miliziani di Hezbollah, così come dei militari del regime di Assad, così come dei terroristi dell’Isis. Attorno alla città di Homs, ad esempio, ci sono i pallini distintivi dei vari colori: gialli per Hezbollah, rossi per Assad, neri per l’Isis. Sappiamo dunque dove si trovano le fosse comuni, ma nessuno è ancora andato ad aprirle quelle fosse comuni! Mentre ora si parla di altri crimini di guerra e di crimini contro l’umanità.

  • È possibile dire quanti combattenti pro-Russia siano stati reclutati complessivamente in Medio Oriente?

Come ho detto, il regime di Assad, col partito Ba’th, ha parlato di 50.000 uomini: una cifra irrealistica e comunque scritta solo sulla carta, a modo di propaganda (comunque gradita ai russi).

Putin aveva parlato di 16.000 uomini dal Medio Oriente. Questa cifra potrebbe avvicinarsi complessivamente alla realtà.

  • Questi combattenti sono chiaramente mercenari. Quanto e come vengono pagati?

Per quanto ne so, i contratti proposti sono di 6-7 mesi. Questo potrebbe dare un’idea di quanto la guerra in Ucraina possa durare secondo i pensieri del Cremlino. Probabilmente ai membri dei vari gruppi vengono offerti contratti diversificati. Ad alcuni vengono proposti contratti da 1.000 dollari al mese o poco più. Ad altri di 300 dollari al mese o poco più: ad esempio, ai combattenti curdi dell’est dell’Eufrate. Evidentemente si fa gioco sullo stato di bisogno di questi giovani disoccupati e affamati, oltre che sulla preparazione per il tipo di guerra da compiere, oltre che sulla motivazione personale e di gruppo. Molti vanno a combattere solo per la fame loro e della loro famiglia. Non hanno voglia di combattere. I primi due mesi di contratto vengono probabilmente pagati in maniera anticipata. Se i combattenti moriranno non verranno neppure pagati.

Anche per l’Ucraina
  • Come ci aveva già detto, non tutti i siriani reclutati vogliono combattere dalla parte dei russi…

Confermo. Nella zona di Idlib, tra la popolazione – considerata ribelle dal regime di Assad -, ammassata da anni al nord, dopo l’evacuazione forzata dal sud della Siria, ci sono molti combattenti pronti a riprendere in mano le armi della guerra civile che ora non possono usare in patria, per combattere in Ucraina, a migliaia di chilometri di distanza, contro i russi. In queste persone i sentimenti di vendetta sono molto forti.

  • Da chi sono reclutati i combattenti pro-Ucraina?  

C’è stato un esplicito invito del ministro degli esteri ucraino a tutti i candidati combattenti nel mondo, cementati dall’avversità alla Russia di Putin. Per evitare il caos, il governo ucraino ha allestito un battaglione speciale, distinto dal proprio esercito. Evidentemente questo appello viene accolto tra gli sfollati, già colpiti, affamati e fortemente risentiti. Facile ipotizzare che passino attraverso la Turchia e che la Turchia abbia ben presente questo fenomeno, pur senza intervenirvi, almeno in maniera diretta ed evidente.

  • Quali sono tra questi gruppi i membri più motivati a combattere in Ucraina?

Come ho detto poc’anzi i ribelli di Idlib sono tra i più motivati a combattere pro-Ucraina e contro l’esercito russo e i suoi mercenari – tra cui altri siriani -, perché sono appunto carichi di rabbia. Mentre, dall’altra parte, non dico i più motivati, ma senz’altro i più preparati, sono i miliziani di Hezbollah.

Motivati a combattere con i russi sono pure i giovani di Sqelbieh e Mhardeh. Lo dico con molto rammarico. In quelle cittadine abita della brava gente, semplice: cristiani ortodossi che hanno sempre pacificamente coltivato la loro terra. Per me questo è l’esempio di come la guerra promossa da un regime tirannico possa mettere gli uni contro gli altri gruppi umani che hanno sempre vissuto pacificamente.

  • La Chiesa ortodossa ha avuto un ruolo nell’assunzione di questa posizione? 

Come ho detto, il regime di Assad ha convinto questa popolazione a combattere nella guerra di Siria per difendere la propria identità confessionale. Ora, l’unico elemento comune che io vedo tra questi giovani e i militari russi è l’appartenenza confessionale cristiana ortodossa di matrice russa. La posizione del patriarca di Mosca sulla guerra in Siria e sulla guerra in Ucraina è nota.

  • Secondo lei, il coinvolgimento di combattenti o mercenari stranieri nella guerra in Ucraina potrà risultare determinante?

Per quanto ho detto, per le modalità di conduzione della guerra in Ucraina – molto simile a quella di Siria -, penso che l’apporto dei combattenti ingaggiati, da una parte e dall’altra, possa pesare, anche se non risultare, nei numeri, determinante.

I combattenti stranieri sono importanti soprattutto per i russi, per tutte le ragioni a cui ho già accennato: per la propaganda di cui si alimenta il Cremlino, per l’impreparazione dell’esercito russo a combattere a terra, per le perdite enormi che questo tipo di combattimento comporta. Putin cerca di evitare o di limitare – per quanto gli è possibile – di fare i conti con la disperazione delle madri russe che non vedono più i loro figli tornare a casa, se non in una bara.

Siria: una prova generale
  • Come la guerra di Siria fa da esempio della guerra in Ucraina?

L’esempio di Aleppo – o della periferia di Damasco – è immediato. Anche giornali europei lo stanno facendo in questi giorni per spiegare ciò che sta accadendo alle città ucraine: tra il 2015 e il 2017, per 36 mesi ininterrottamente, Aleppo è stata bombardata dall’alto e raggiunta dai missili russi persino dal Mar Nero.

I nuovi missili ipersonici sono stati testati così. Come non pensare ora che la guerra di Siria sia stata una prova? Purtroppo, la comunità internazionale non l’ha capito o non l’ha voluto capire. Il popolo siriano è stato così bombardato, decimato, battuto e umiliato, senza alcuna comprensione e aiuto internazionale.

  • Quale sarà l’effetto di un confronto armato così ampio e brutale?

È presto detto perché è già sotto gli occhi di tutti in Siria, appunto: l’effetto è il caos dello scontro etnico, ideologico e religioso. L’effetto è la propagazione dell’odio e della disumanizzazione!

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