Yemen: Senza sicurezza non c’è pace

di: Paul Hinder

Paul Hinder, vicario apostolico del Sud Arabia

«In questi giorni mi sono state richieste, da diverse parti del mondo, notizie riguardanti la drammatica situazione in Yemen. Non ho notizie recenti da fonti indipendenti. Cercherò di reperire alcune informazioni nei prossimi giorni. Tuttavia, il risultato potrebbe essere scarno tenendo presenti la sicurezza della mia gente e il contesto di restrizioni politiche nel quale viviamo. Vi ringrazio della comprensione».
Paul Hinder, vicario apostolico del Sud Arabia.

Ritengo che chi vive nel cosiddetto Occidente sia consapevole che il proprio potere non è innocente rispetto a quanto sta avvenendo in Yemen.

L’accordo sulle armi sottoscritto dall’attuale amministrazione USA con l’Arabia Saudita non sarà d’aiuto a raggiungere la pace. Dobbiamo ricordare che il conflitto in Yemen non vede tutti angeli da una parte e diavoli dall’altra. Se le parti non vengono condotte a un tavolo di trattativa che porti al cessate il fuoco, ci saranno soltanto uccisioni e distruzioni con disastrose conseguenze per la popolazione civile e la nazione intera.

Dobbiamo tutti essere consapevoli che lo stallo della nazione ostacola la ricostruzione del sistema sanitario devastato. Finché non funziona un minimo di infrastruttura in molte parti del Paese, non possiamo aspettarci che si possa arrestare l’epidemia di colera, altri ammalati possano ricevere adeguato trattamento, e la popolazione affamata possa essere nutrita.

Nonostante gli sforzi profusi dalla Croce rossa, da Medici senza frontiere e altre agenzie affidabili, l’aiuto resta limitato finché non viene garantita una sicurezza sufficiente.

Le forze coinvolte dall’esterno devono raggiungere un ragionevole accordo per mettere fine alle uccisioni spregiudicate.

Finché la Chiesa è ridotta a uno sparuto gruppo senza alcuna struttura, ben poco può essere fatto da parte nostra al momento.

Poiché io credo nel potere della preghiera, posso soltanto, come ogni altro fedele del mondo, tener vivo il ricordo della sofferenza della gente in Yemen – musulmani come i pochi cristiani rimasti, comprese le Missionarie della carità di Madre Teresa.

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