Dal Secondo libro di Giobbe - SettimanaNews

Dal Secondo libro di Giobbe

di: Marcello Matté

Il Signore prese a dire a Giobbe in mezzo all’uragano:

Se tu fossi stato qui, quando, all’alba del sesto giorno,
sussurrai al creato il disegno di te, uomo,
a mia immagine e somiglianza.

Se tu fossi stato qui a sentire il ruggito adirato del leone,
non più signore della savana e facile preda della tua caccia.

Se tu fossi stato qui a deglutire al posto mio il veleno di Lucifero,
geloso del mio incanto per te.

Se tu fossi stato qui quando il Tentatore logorava i miei fianchi
con accuse assillanti contro di te,
perché io cancellassi col diluvio la mia opera.

Se tu fossi stato qui quando cercavo un solo giusto
nelle città di Sodoma e Gomorra.

Se tu fossi stato qui quando io ti ho scelto tra mille e mille
e ho lasciato all’Angelo della morte i figli dell’Egitto
per condurre te a una terra di libertà.

Se tu fossi stato qui quando i tuoi padri si ribellavano a me nel deserto
e mi accusavano di averli abbandonati,
come un padre snaturato,
dopo che io avevo aperto il mare davanti a loro.

Se tu fossi stato qui quando ti ho preferito agli angeli
e dopo aver fatto te simile a me mi sono fatto io simile in tutto a te.

Se tu fossi stato qui quando mi oltraggiavano,
elevando ogni sorta di accusa contro di me.

Se tu fossi stato qui quando mi percuotevano con la canna
e coprivano la mia faccia di insulti e di sputi.

Se tu fossi stato qui a levare la tua voce
quando hanno preferito Barabba a me.

Se tu fossi stato qui quando cercavo compassione,
ma invano,
consolatori e non ne trovavo,
mentre sul mio dorso aravano gli aratori.

Se tu fossi stato qui quando mi hanno appeso al legno
e sulle mie vesti hanno gettato la sorte.

Se tu fossi stato qui sarei morto ugualmente per te,
perché non tu hai preso la mia vita,
ma io ho donato la mia a te.

E tu non eri qui quando io nelle profondità della terra
tessevo una nuova vita per te e per me.

Tu non eri qui, ma ora io sono qui, con te,
tutti i giorni, fino alla fine del mondo.

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Un commento

  1. Patrizia Pane 3 aprile 2017

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