Perché non ci siano altre Orlando…

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La vendita incontrollata delle armi, il disprezzo (talvolta su base religiosa) verso le persone omosessuali e le posizioni pregiudizialmente ostili alle persone di fede musulmana solo a motivo della loro fede. Sono questi, a giudizio di mons. Robert Lynch, vescovo di una diocesi confinante con Orlando (St. Petersburg, Florida), gli elementi critici che s’intrecciano e da cui si dovrebbe partire per una reazione a quanto accaduto. «Fino a quando questi tre aspetti non saranno presi sul serio dalla società, allora, drammaticamente e in maniera deplorevole, ci possiamo aspettare altre Orlando». Lo ha scritto in una riflessione (qui nell’originale inglese), condivisa lo scorso 13 giugno sul suo blog personale, che di seguito pubblichiamo.

Scrivo queste righe con cuore pesante e oppresso per la tragedia di quanto accaduto ieri, alle prime ore dell‘alba, nel night club di Orlando, diocesi che confina con la nostra, frequentato da gay, lesbiche e transgender. Ieri, il meglio che mi è riuscito di fare è stato mandare un SMS al mio confratello John Noonan, vescovo di Orlando: “John, sono così terribilmente dispiaciuto. Con amore a e per tutti voi”. Oggi, con il nuovo sorgere del sole, ho ancora una volta alcuni pensieri che vorrei condividere.

I nostri padri fondatori non avevano alcuna conoscenza dei fucili d’assalto che non sono altro che armi di distruzione di massa. Dando forma al II emendamento della Costituzione, che affermo, essi pensavano solamente a pistole difficili da maneggiare e a pesanti fucili. Credo che si rivolterebbero nella tomba se potessero vedere ciò che hanno finito col proteggere oggi le loro parole. È da tempo che si sarebbe dovuta bandire la vendita di tutte le armi d’assalto, che dovrebbero essere disponibili solo alle forze armate. Se uno è veramente pro-life, dovrebbe fare propria questa posizione e lavorare per eliminare la vendita a coloro che finiscono per usarle contro persone innocenti.

In secondo luogo, è purtroppo la religione, anche la nostra, che prende di mira, prevalentemente attraverso le parole, gay, lesbiche e transgender, coltivando spesso disprezzo nei loro confronti. Oggi attacchi contro uomini e donne LGTB piantano sovente il seme del disprezzo, poi dell’odio che, da ultimo, può condurre alla violenza. Questi uomini e donne, che sono stati abbattuti nelle prime ore del mattino di ieri, erano tutti fatti a immagine e somiglianza di Dio. Noi insegniamo proprio questo. Noi dovremmo anche crederci. Noi dobbiamo prendere posizione per questo.

Senza sapere ancora chi avesse commesso il massacro al Pulse, ieri mattina, quando ho visto l’iman presentarsi alla conferenza stampa, sapevo che in qualche modo la storia avesse anche a che fare con il trovare delle cause religiose. Se menti sconvolte possono compiere atti insensati, tutti noi osserviamo, giudichiamo e agiamo a partire da un qualche sfondo religioso. Selezionare persone per farne delle vittime in ragione della loro religione, del loro orientamento sessuale, della loro nazionalità, deve essere qualcosa di aberrante all’orecchio di Dio.

Infine, rispondere a quanto accaduto impedendo a persone di fede musulmana di entrare nel paese solo a motivo della loro fede affermata, per aspettare che essi vengano scrutinati, è qualcosa di anti-americano – anche in questi tempi e situazioni così impegnative e difficili. Ci sono tanti buoni musulmani, amanti della pace e timorosi di Dio, quanti ne possiamo trovare tra i cattolici, i metodisti, i mormoni, o gli avventisti del settimo giorno. Il demonio e l’intenzione diabolica non scansano qualsia iterazione religiosa.

Lo impareremo mai? Spero di sì; ma fino a quando questi tre aspetti non saranno presi sul serio dalla società, allora, drammaticamente e in maniera deplorevole, ci possiamo aspettare altre Orlando. Che le anime di quei credenti defunti, che all’alba di domenica hanno incontrato il loro Dio, possano riposare in pace. A coloro che stanno cercando di riprendersi da profonde ferite, sia concessa guarigione, aiuto e speranza.

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