Una predica che pone interrogativi

di: Ugo Basso

Domenica 29 luglio in una affollatissima grande chiesa di un paese di montagna – erano anni che non mi accadeva di partecipare a una messa in piedi – si affaccia un vescovo, lui pure in villeggiatura. Lettura liturgica Giovanni 6,5-15: notissimo e bellissimo brano della distribuzione di cibo ai cinquemila presenti. A ogni rilettura nuove suggestioni e nuove osservazioni tra l’attenzione all’erba e il recupero degli avanzi. Sua eccellenza incentra l’omelia sulla presenza del ragazzo con i cinque pani e i due pesci disposto a condividerli con un gesto che, interpretato da Gesù, riuscirà a sfamare la folla. Gesù potrebbe fare tutto da sé, ma chiede la collaborazione dell’uomo: invito all’impegno e alla condivisione.

Benissimo: il discorso prosegue con il dovere per l’uomo della generosità, chiesta da Gesù, e la sottolineatura dell’onnipotenza di Gesù stesso che della collaborazione dell’uomo potrebbe fare a meno. Interessanti le prediche che pongono domande: se il Signore può fare tutto da solo, perché, almeno qualche volta, non lo fa? Perché non guida alla meta i gommoni dei disgraziati che si buttano nel Mediterraneo, perché non gli fa costruire le case? Se il discorso si mantiene sulla necessità – e magari la bellezza – della condivisione, è nello spirito dell’evangelo; se afferma l’onnipotenza di Gesù, ne esalta la figura, come certamente era intenzione dell’oratore, ma apre a domande inquietanti.

Nel racconto evangelico – non sto a discutere la storicità di quel segno riferito da Giovanni – Gesù si vale della generosità di un ragazzo per suggerire che la soluzione di problemi anche gravi è possibile e non accetta di essere fatto re solo come solutore di problemi: di onnipotenza non si parla.

Il problema è senza risposta e tocca la stessa natura della fede: nell’evangelo la questione non si pone, pensiamo piuttosto a quanto tocca a noi, nel drammatico presente, evitando apologie di un dio diverso da quello di Gesù.

Nota-m n. 523, 15 agosto 2018, p. 5.

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Un commento

  1. Giovanni 24 agosto 2018

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