Avventura

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PAROLE IN VIAGGIO/2

L’emergenza Coronavirus ha costretto a rinviare diversi appuntamenti di Parole in viaggio, l’iniziativa organizzata in nove città italiane per celebrare il bicentenario di Marietti 1820. Tuttavia, grazie alla collaborazione con l’Ansa, le sintesi delle lezioni vengono pubblicate sul sito dell’agenzia di stampa e le interviste agli autori proseguono in radio, con la rubrica “Il posto delle parole”, condotta da Livio Partiti. L’iniziativa si avvale della collaborazione di Bper banca, Emme promozione, Edimill e Tuna bites. Ogni sette giorni Settimananews propone le sintesi delle lezioni e le interviste radiofoniche. Proseguiamo con la parola Avventura, affidata a Gabriella Airaldi, specialista di Storia mediterranea e di Storia delle relazioni internazionali, autrice per Marietti del libro Il ponte di Istanbul. Un progetto incompiuto di Leonardo da Vinci.

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Nella continentale figura del cavaliere si realizza e si consolida una forma di vita e di cultura europea, ma forse questo è ancor più vero nel carattere mercantile che il cavaliere stesso assume nello spazio mediterraneo. Si tratta di un tema individuale relativo alla libertà della persona, un tema di erranza, di ascesa sociale, di ricerca di altri mondi che porta con sé anche domande sul significato dell’esistenza. Si cercano porti nuovi e convenienti come terre favolose e incognite, si cerca l’“altro” e il “diverso”, si sfidano ostacoli e rischi e ,alla fine, si cerca forse soprattutto se stessi.

Se è un’avventura pericolosa e affascinante muovere alla ricerca di nuove esperienze, affrontando foreste e cercando nuove terre e bottini come fanno i cavalieri, espressione della cultura di un’Europa di poteri monocratici, è altrettanto rischioso e avventuroso per i cavalieri-mercanti dell’Europa mediterranea muovere sul mare alla ricerca di insediamenti e fortune e decidere di fondare città –stato , i Comuni italiani, e di fare del mercato e del denaro gli elementi di una possibile crescita sociale, avviando una rivoluzione politica ,economica e sociale che porta inevitabilmente con sé una svolta verso la modernità.

In realtà non è facile cogliere la valenza della parola “avventura”, elemento inseparabile da un’identità europea che fin da tempi lontani ne ha promosso molte e diverse sfumature.

Si apre nel nome di Ulisse, sulla curiosità di un uomo che, senza paura, viaggia sulle onde del Mediterraneo l’avventura della conoscenza, la ricerca costante di nuovi orizzonti reali e mentali. Fin dall’antichità Il Mediterraneo, “medium terre tenens” per un’Europa medievale che così ama definirlo, è un palcoscenico della storia e del mito. Sono gli orizzonti aperti di quel mare a offrire fin dal Mille all’Europa l’inesauribile e inesausta possibilità degli incontri con altre culture e realtà. Sono i suoi orizzonti reali e virtuali a farne un teatro della memoria, dove luoghi, miti e storie rinviano ad avventure individuali e collettive. Il Mediterraneo è un mare di mercanti, di guerrieri, di pellegrini; un mare di migranti ma anche un mare di poeti, di cartografi, di sognatori alla ricerca di Atlantide. Un mare che apre ad altri mari, a isole sognate prima che descritte, a mondi nuovi.

Qui trovano spazio le molte vicende di stampo cavalleresco che dal lontano Oriente fino al Nuovo Mondo cercano sempre nuovi orizzonti. Storie che finiscono per intrecciarsi in sfumature diverse facendo dei multipli saperi di quel mare il punto di partenza di nuovi modelli politici, economici e culturali. Su avventura, ricerca e curiosità si attraversano i secoli e si fonda la modernità.

Alla modernità guarda Leonardo da Vinci, al quale piace fare ricerca, “inventare” ossia “scoprire”, come fa il suo coetaneo genovese Colombo, un uomo del Mediterraneo da poco sbarcato in terra americana.

Leonardo guarda alla modernità quando, il 3 luglio 1502 invia da Genova al sultano Bayezid II una lettera che contiene il progetto di un ponte tra Costantinopoli e Pera /Galata, punto di valenza internazionale già genovese in età bizantina ora ugualmente importante per l’impero turco. La lettera, seguendo rotte genovesi ormai consolidate da secolari avventure, attraversa il Mediterraneo, un mare che Leonardo ama e studia e che anche per lui è uno strumento di ricerca prezioso e ineludibile, una via di conoscenza e del mondo. La sua curiosità non è diversa da quella di Ulisse, da quella di Colombo, da quella di tutta la gente che ha viaggiato su quelle onde ed egli se ne occupa molto recuperando ogni tipo di informazione. Il ponte non si farà. Ma la lettera e il disegno di Leonardo sono la precisa testimonianza di un’avventura intellettuale. Sono molte le avventure nel Mediterraneo e molti i modi di pensare questo mare, di conoscerlo e anche di attraversarlo, pur soltanto immaginandolo.

 

Ascolta l’intervista a Gabriella Airaldi

https://ilpostodelleparole.it/gabriella-airaldi/gabriella-airaldi-il-ponte-di-istanbul/

 

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