Francesco: “Dio è giovane”

di: Armando Matteo

copertinaUn dono più grande papa Francesco non poteva fare a tutti noi nell’ormai avanzato cammino dell’intera compagine ecclesiale verso l’attesissimo prossimo Sinodo sui giovani, che si terrà a Roma dal 3 al 28 ottobre. Con questo straordinario libro-intervista Dio è giovane, pubblicato da Piemme, il pontefice argentino prova, infatti, ancora una volta a riscaldare i cuori di tutti – ma proprio di tutti, dentro e fuori la Chiesa – verso le generazioni più giovani. Verso i giovani appunto. Non a caso poi, pensiamo, il lancio mondiale del libro è accaduto durante la Riunione pre-sinodale dei giovani, svoltasi a Roma dal 19 al 24 marzo e conclusasi con la consegna nelle mani di Francesco di un Documento, che raccoglie le attese, i sogni, le fatiche, i dubbi e le domande delle nuove generazioni, dai quali la discussione dei Vescovi di ottobre non potrà che prendere avvio.

Per collocare meglio questo secondo libro del papa – dopo il riuscitissimo Dio è misericordia – ci pare opportuno riportare qui un passaggio del discorso con il quale egli ha inaugurato proprio la Riunione pre-sinodale, appena citata. In quel discorso, papa Francesco ha ricordato che la comunità ecclesiale ha oggi più che mai bisogno di un «rinnovato dinamismo giovanile» e proprio a tal fine è urgente che essa si metta «in ascolto di tutti i giovani, nessuno escluso. E questo non per fare politica. Non per un’artificiale “giovano-filia”, no, ma perché abbiamo bisogno di capire meglio quello che Dio e la storia ci stanno chiedendo. Se mancate voi [i giovani], ci manca parte dell’accesso a Dio».

Questo libro-intervista realizza in profondità esattamente tale auspicio. L’intervistatore, Thomas Leoncini, è proprio un giovane e nelle sue acute domande risuona tutta la bellezza e tutta l’inquietudine della generazione cui appartiene.

Venendo più direttamente a Dio è giovane, il testo si apre con una toccante introduzione di Leoncini, nella quale egli ricorda il progetto bergogliano di una straordinaria rivoluzione della tenerezza. Seguono poi tre capitoli: il primo dedicato a Giovani profeti e vecchi sognatori; il secondo si concentra su In questo mondo; il terzo, infine, tocca l’argomento dell’Insegnare è imparare.

Ciascun lettore e ciascuna lettrice troverà nelle pagine di questa intervista i passaggi più adatti alla sua vita o alla sua personale riflessione sull’universo delle nuove generazioni. Resta, tuttavia, centrale l’immagine potente che lo stesso titolo evoca: Dio è giovane. A questa vogliamo dedicare una speciale attenzione.

Sulla pagina 52, ad un certo punto, papa Francesco cita un brano del testo biblico dell’Apocalisse, nel quale si trova scritto: «E colui che sedeva sul trono disse: Ecco, io faccio nuove tutte le cose». Poi, fortemente ispirato, aggiunge: «Dio è Colui che rinnova sempre, perché lui è sempre nuovo: Dio è giovane! Dio è l’Eterno che non ha tempo, ma è capace di rinnovare, ringiovanirsi continuamente e ringiovanire tutto. Le caratteristiche più peculiari dei giovani sono anche le sue. È giovane perché “fa nuove tutte le cose” e ama la novità; perché stupisce e ama lo stupore; perché sa sognare e ha desiderio dei nostri sogni; è forte ed entusiasta; perché costruisce relazioni e chiede a noi di fare altrettanto, è social. Penso all’immagine di un giovane e vede che anche lui ha la possibilità di essere “eterno”, mettendo in gioco tutta la sua purezza, la sua creatività, il suo coraggio, la sua energia».

papa Francesco

Quanto è prezioso ora aver riportato alla luce una tale affinità elettiva che lega Dio e i giovani! Ed è proprio così. I giovani infatti sono iuvenes (da iuvare/aiutare) proprio perché hanno forza, hanno fiuto per la novità, hanno prontezza di spirito, hanno – dice ancora nel testo papa Francesco – ali, hanno spirito profetico, hanno creatività. Hanno e sono potenza. Una società che, perciò, non faccia tutto il possibile per valorizzarli si autocondanna al suicidio. Ed è questo il punto di maggiore denuncia del libro: la nostra è una società di adulti che ha dimenticato che le potenzialità quasi “divine” del mondo giovanile sono potenzialità a termine, a scadenza e che spetta alle generazioni già presenti creare le condizioni perché entrino al più presto in azione per il bene di tutti. Ed invece, denuncia papa Francesco, «gli adulti spesso sono crudeli e tutta questa forza dei giovani la lasciano da sola» (29). Nel già citato discorso inaugurale della Riunione pre-sinodale, il pontefice ha chiarito ancora meglio una tale «crudeltà» adulta: «Mi sembra che siamo circondati da una cultura che, se da una parte idolatra la giovinezza cercando di non farla passare mai, dall’altra esclude tanti giovani dall’essere protagonisti. È la filosofia del trucco. Le persone crescono e cercano di truccarsi per sembrare più giovani, ma i giovani non li lascia crescere».

Proprio per uscire da questo terribile vicolo cieco in cui pare essere caduta la società adulta odierna, serve per papa Francesco quella già citata rivoluzione della tenerezza che riesca a mettere insieme i giovani e l’altra generazione oggi oggetto di scarso: la generazione degli anziani. Ancora un passaggio dal libro. Siamo sulle pagine 31-32: «Una via forte per salvarci penso sia il dialogo, il dialogo dei giovani con gli anziani: un’interazione tra vecchi e giovani, scavalcando anche, provvisoriamente, gli adulti. (…) C’è un passo della Bibbia (Gl 3,1) che dice: “I vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni”. Ma questa società scarta gli uni e gli altri, scarta i giovani così come scarta i vecchi. Eppure la salvezza dei vecchi è dare ai giovani la memoria, questa fa dei vecchi degli autentici sognatori di futuro; mentre la salvezza dei giovani è prendere questi insegnamenti, questi sogni, portali avanti nella profezia. (…) Vecchi sognatori e giovani profeti sono la strada di salvezza della nostra società sradicata: due generazioni di scartati possono salvare tutti. Tutto questo si ricollega a quella che io chiamo la rivoluzione della tenerezza».

A questo progetto ideale di salvezza, il pontefice accompagna sempre un appello concreto – e questa volta diretto proprio agli adulti che hanno in mano le redini della società – affinché si trovi al più presto il modo di assicurare opportunità vere di lavoro, di impiego, ai giovani. Per una questione di dignità, per una questione di giustizia, per una questione di umanità.

Non mancano poi, nel libro, parole forti anche per gli uomini e per le donne di Chiesa, chiamati a «rivestirsi» solo dell’amore di Cristo e del prossimo, vera forza evangelizzatrice di ogni tempo e per ogni generazione. Così afferma il papa sulle pagine 28-29: «Sono inoltre fermamente convinto dell’importanza della sobrietà nella vita della Chiesa: gli uomini e le donne di Chiesa dovrebbero vestirsi soltanto di ciò che può servire per l’esperienza di fede e di carità del popolo di Dio e spogliarsi del superfluo. È sempre meglio avere le tasche vuote, perché il diavolo abita sempre nelle tasche piene; anzi, se entra nella nostra vita passa dalle tasche».

Resta, è vero, un po’ sullo sfondo delle tematiche affrontate la questione della fatica di credere che oggi pur contraddistingue il mondo giovanile, che appunto fatica semplicemente a immaginare un futuro per le proprie potenzialità e una qualche potenzialità per il proprio futuro.

Del resto, il vero centro dell’attenzione di Francesco sono i giovani e ad essi, attingendo a larghe mani dalla sua esperienza personale e dal tesoro grande del suo cuore di pastore, rivolge parole di sapienza, di incoraggiamento e di infinita tenerezza.

Quel che resta, come eco profonda della lettura di questo libro, è proprio il fatto evidentissimo che a Francesco i giovani stanno a cuore. Ed è esattamente questa la scommessa vera del Sinodo di Ottobre: rinnovare un amore e un interesse veri e sinceri per i giovani. Dentro e fuori la Chiesa.

Del resto, solo l’amore per i giovani – non per la giovinezza – salverà il mondo!

La recensione di Armando Matteo al volume Francesco, Dio è giovane. Una conversazione con Thomas Leoncini, Piemme, Milano 2018, pp. 126, qui anticipata, sarà pubblicata sulla rivista dell’USMI, Consacrazione e servizio 3(2018). Ringraziamo per la gentile concessione.

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