Il credo di Queiruga

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immagine di Dio come amore

Il proposito principale che guida il teologo spagnolo di lingua galiziana – docente di filosofia della religione all’Università di Santiago de Compostela – è quello di rendere comprensibile e significativa per la mentalità odierna, postmoderna e connotata dal dominio della scienza e dello scetticismo sui fondamenti eterni del modo esistente, la proposta della Chiesa circa il rapporto tra Dio, (il mondo) la creazione, il male, la salvezza. A questi temi l’autore aggiunge un capitolo dedicato alla preghiera di domanda.

Allo studioso sembra estremamente necessario e improrogabile superare lo schema teologico secolare creazione-caduta-redenzione-risurrezione. Questo schema di pensiero fa problema perché presenta la soluzione dell’esistenza del male attraverso l’invio del Figlio come redentore (che sembra non eliminarlo del tutto…).

Occorre superare e infrangere il paradosso di Epicuro secondo cui, se Dio può e non vuole liberare dal male è malvagio, se invece vuole ma non può, allora non è onnipotente.

L’autore propone di partire dall’immagine di Dio come amore, presentata nel Nuovo Testamento da Gesù, come filigrana indispensabile su cui leggere tutta la storia dell’uomo. La creazione è salvezza, è compiuta da un Dio che è amore.

Il male è presente perché ciò è dovuto alla finitezza inevitabile del mondo creato e della creatura umana. Dio non ha creato il mondo migliore possibile. Non siamo in paradiso, siamo per strada. Dio accompagna l’uomo nel suo cammino rivelandosi nella natura, nella coscienza, nelle religioni, nella Bibbia e, soprattutto, in Cristo Gesù.

Dio non manda né permette il male, ma accompagna l’uomo che combatte il male che Dio non vuole. Il mondo-senza-male è un presupposto falso e impossibile. Cristo viene a portare a pienezza l’umanità dell’uomo, lottando contro il male che Dio non vuole.

Dio rispetta le regole e le norme che regolano il mondo fisico e umano, con la giusta autonomia delle sue leggi (cf. concilio Vaticano II). Egli non sta a infrangerle in ogni momento per compiere dei miracoli.

La preghiera di richiesta va compresa, allora, come l’invocazione da parte dell’uomo che Dio allarghi il cuore dell’orante a quello che Dio è sempre pronto a dare per amore, e per il quale l’uomo si deve impegnare a sua volta.

Dio non ha bisogno di essere piegato a noi con suppliche e preghiere che debbano smuovere il suo supposto cuore indurito, pensato essere un po’ sordo alla situazione degli uomini. Dio è presente in mondo instancabile alla sua creazione e non c’è posto per un deismo intervenzionista.

La rivelazione di Dio avviene nella piena realizzazione umana come maieutica storica che interpreta il reale e una rivelazione verificabile che fonda il dialogo religioso e culturale.

L’autore riprende alcuni suoi studi apparsi in precedenza in vari momenti, anche per rispondere in modo tranquillo alla Commissione episcopale spagnola per la dottrina della fede che gli ha chiesto un confronto sereno e chiarificatore sul alcuni punti del suo pensiero.

Nel libro non ho trovato alcunché di problematico, anzi, un pensiero giustamente appassionatamente teso a superare un modello teologico secolare molto dannoso e pericoloso, e al limite, falso per quanto riguarda la creazione, l’intervento di Dio, la presenza del male, la soteriologia ecc.

I temi di Dio-amore che per amore compie tutto, combattendo a fianco dell’uomo contro il male che egli non vuole, portando a compimento la rivelazione nella piena umanizzazione dell’uomo, mi sembrano semplicemente dirimenti e decisivi per il progresso della teologia e della vita cristiana nel nostro tempo.

È comprensibile che una teologia dominata da due millenni da uno schema teologico ormai insostenibile ai nostri tempi opponga resistenza a un tentativo di cambiare il modello interpretativo di fondo. Ma lo sforzo va fatto, pena l’insignificanza irrisa della proposta cristiana, infedele alla rivelazione di Dio come amore attestata nella Scrittura e nella persona di Gesù.

I primi due capitoli sono scritti in un linguaggio volutamente accessibile a tutti, gli altri sono elaborazioni più accurate e documentate scientificamente, ma mai astruse. Alla fine della lettura posso dire: un bel libro, appassionato, molto utile e intelligente.

Andrés Torres Queiruga, Io credo in un Dio fatto così. Risposte di un teologo alle obiezioni sulla fede, Collana «Teologia viva», EDB, Bologna 2017, pp. 128, € 17,50. 9788810409961

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