Il libro della Parola

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Priotto, Introduzione alla BibbiaCome ricordavamo nella segnalazione dedicata al volume di Flavio Dalla Vecchia, Storia di Dio, storie di Israele. Introduzione ai libri storici, «la collana di libri Graphé (= “Scrittura”) è iniziata nel 2010 per opera di un gruppo di esegeti che intende offrire dei manuali sintetici di introduzione ai vari blocchi di libri in cui la Bibbia è suddivisa secondo i criteri dei cristiani cattolici. È un corso di studi biblici che, sulla linea di quelli del passato, da Il messaggio della salvezza e da Logos, è destinato agli studenti dei seminari teologici e degli ISSR, ma anche a tutti coloro che intendono avvicinarsi alla Bibbia con strumenti adeguati di informazione. Il linguaggio è volutamente didattico, sintetico, con poche note a piè di pagina. A fianco del testo numerosi titoletti indicano il contenuto della trattazione, favorendo l’orientamento del lettore e l’assimilazione del contenuto».

Il volume preparato da Michelangelo Priotto – di Saluzzo, docente a Torino e professore invitato dallo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme – presenta il corso fondamentale introduttivo di ogni percorso teologico di base: l’Introduzione generale alla Bibbia. Di fatto, il testo abbraccia anche argomenti trattati generalmente in corsi appositi. Le due parti maggiori in cui Priotto suddivide la sua presentazione illustrano le caratteristiche principali della Bibbia: un libro divino e umano insieme. Una terza parte, molto breve (pp. 355-374) espone il messaggio della Bibbia.

Libro divino

La parte prima (pp. 15-148) presenta la Bibbia come libro divino. I credenti sono convinti che in essa sia attestato il contenuto del dialogo fra un Dio che parla e un popolo che risponde con la sua storia, la sua preghiera, i suoi peccati e la sua santità.

Sono comunità credenti quelle che hanno dato origine alle tradizioni a cui attinge la sacra Scrittura e per esse la Scrittura è autorevole, normativa e raccolta in una lista di libri ben precisa (il canone).

In definitiva, la comunità di Israele (e dei cristiani) crede alla normatività e al carattere «divino» del testo in quanto esso è ispirato da Dio quale autore principale a un autore umano, singolo e/o comunità credente, che si pone in ascolto obbedienziale alle parole di Dio rivolte al suo popolo.

Il compito del lettore comprende però anche lo sforzo ermeneutico di interpretare i vari sensi della Bibbia, conoscendo i generi letterari adoperati e in apertura cordiale all’interpretazione ecclesiale e a quella proveniente dalla Tradizione vivente.

L’opera canonica, ispirata da Dio e trasmessa per rendere partecipi i credenti (e ogni uomo) delle realtà vitali riguardanti la salvezza dell’uomo, ha però anche un risvolto umano.

Libro umano

La Bibbia è un libro umano (Parte seconda, pp. 149-354). Per questo è necessario che il lettore sia avvertito delle problematiche testuali (testo, versioni, testimoni, critica testuale) e conosca la storia della formazione letteraria dei 73 libri biblici accettati dai cristiani.

La Bibbia è stata denominata da tempo «Il grande codice» a cui ha attinto la cultura mondiale in tutte le sue espressioni. Essa esprime una poetica narrativa e lirica che segue canoni propri della letteratura medio orientale, inserendosi – come è naturale che sia – nel più vasto contesto letterario coevo alle varie epoche di elaborazione dei testi biblici.

A tale scopo, Priotto presenta utilmente la letteratura del Vicino Oriente antico e la letteratura ebraica non canonica: commentari biblici, scritti apocalittici, letteratura testamentaria, testi filosofici, poetici e sapienziali, la letteratura profetica, quella devozionale, la storiografia, la letteratura qumranica e quella rabbinica. Non si può leggere e interpretare correttamente il testo biblico senza conoscere la geografia della terra della Bibbia e il contesto storico in cui si è venuta a formare nei vari secoli o a cui essa si riferisce nei suoi scritti.

Anche l’archeologica svolge un ruolo importante di verifica e di supporto documentario e interpretativo. Il messaggio della Bibbia si può sintetizzare nel fatto che Dio si mette alla ricerca dell’uomo il quale, dall’illusione di possedere una terra e un regno terreno, si costruisce sempre più come comunità di fede che scopre il senso del creato e dell’esistenza e cerca di corrispondere alle interpellazioni e alle promesse del proprio Dio.

Gesù è il rivelatore di Dio e il cristiano cerca di adeguare la propria vita alla sua e annunciare il vangelo (= «buona notizia») ad ogni uomo che incontra nella vita e a tutti i popoli.

Una bibliografia ragionata, suddivisa per libri biblici, è presentata al termine della prima parte (pp. 141-148) e della seconda (pp. 333-354).

La Bibbia si propone come libro di fede per i credenti, ma anche come una grande maestra di vita e di umanità per ogni persona che vuol camminare con responsabilità e libertà pensosa sulle vie che i giorni sotto il sole gli propongono.

Michelangelo Priotto, Il libro della Parola. Introduzione alla Scrittura, collana «Graphé» 1, Elledici, Torino 2016, pp. 392, € 24,00.

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