Il Satana sconfitto

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satana sconfitto

Presbitero della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, addottorato in Scienze Bibliche al PIB di Roma e docente di Greco e di Ebraico alla Lateranense, Francesco Filannino è convinto che i racconti di esorcismi presenti nel Vangelo di Marco e alcune pericopi afferenti allo stesso tema siano uno «spaccato notevole» (p. 228) della cristologia marciana, anzi una «miniatura» del secondo Vangelo (p. 233).

Se l’intento principale della missione di Gesù è stata quella di inaugurare la presenza del regno di Dio in terra – tra già e non ancora – e invitare alla conversione per poterne godere i frutti, i racconti di esorcismo si presentano come evidenziazione imprescindibile di come l’avvento di Gesù inizi a porre fine al dominio delle potenze demoniache sull’umanità.

Polarità teologiche

Nella titolatura adottata dall’autore i quattro racconti marciani di esorcismo esaminati sono: L’uomo nella sinagoga di Cafarnao (1,21-28); La «legione» nella regione dei geraseni (5,1-20); La figlia della donna siro-fenicia (7,24-30); Il ragazzo posseduto da uno spirito muto e sordo (9,14-29).

Le pericopi considerate come chiavi interpretative degli esorcismi e perciò analizzate accuratamente sono invece Mc 1,12-13 (Gesù tentato da Satana nel deserto); 3,22-30 (La fine del regno di Satana); 9,38-40 (Un esorcista imprevisto). Esse sono fondamentali per la comprensione del tema in quanto è Gesù stesso il protagonista che, in 3,22-30 e 9,38-40, pronuncia persino la sua parola di giudizio ultimo sul significato degli esorcismi da lui attuati.

Secondo Filannino, ciascuno dei racconti degli esorcismi e delle pericopi afferenti al tema della liberazione dal potere demoniaco veicola temi importanti collegati alle quattro «polarità teologiche» fondamentali del vangelo da lui individuate: cristologia, escatologia, soteriologia, discepolato. Si deve tenere presente il fatto che anche il contesto in cui si trovano i vari brani analizzati è decisivo per una comprensione teologica corretta e completa.

Quattro racconti di esorcismo

La guarigione dell’uomo posseduto nella sinagoga di Cafarnao (1,21-28) sottolinea soprattutto la cristologia, ossia il tema dell’identità di Gesù: il demonio conosce Gesù come il Santo di Dio, dotato della potenza dello Spirito ricevuto al battesimo (realtà resa nota al solo lettore nella titulatio di 1,1). Gesù è l’Unto messianico che guarisce con l’insegnamento e l’azione autorevole l’uomo posseduto dal demonio e presente paradossalmente proprio nel luogo sinagogale deputato elettivamente allo studio della Torah. L’insegnamento di Gesù è autorevole non tanto per il suo contenuto quanto per l’identità del locutore.

L’esorcismo compiuto a favore dell’uomo geraseno (5,1-20) spersonalizzato, autolesionista, afflitto da insania – considerata nell’antichità quale segno della possessione diabolica –, disintegrato nella sua personalità e deprivato totalmente di socializzazione umana e religiosa, veicola soprattutto la polarità teologica dell’escatologia apocalittica. Per Marco e la letteratura apocalittica del tempo, l’umanità si trova sottomessa al potere del Maligno, che può essere sconfitto totalmente solo da una figura divina, nel tempo escatologico finale.

L’evangelista Marco presenta invece Gesù che riporta questa vittoria completa fin dal momento presente, liberando dalla schiavitù disumanizzante e bestiale del demonio un’intera regione (“Una regione senza legione”) connotata dal suo essere abitata quasi totalmente da pagani (ipso facto impuri per i giudei). L’uomo guarito vi è inviato quale evangelizzatore del bene ricevuto da Gesù.

satana sconfittoL’esorcismo a distanza della figlia della donna siro-fenicia (7,24-30) – attuato in una macrosezione connotata da un tenore didattico che accompagna il cammino di Gesù verso Gerusalemme (6,6b–10,52) e comprendente all’incirca la sottosezione denominata «sezione del pane» (6,30–8,26) – esalta la polarità teologica della soteriologia che assume una connotazione universalizzante.

La seconda uscita di Gesù in terra pagana segna l’universalizzazione della salvezza, destinata anche alle “genti”, pagane per natura secondo i giudei. La brusca risposta di Gesù all’implorazione della donna induce quest’ultima a una controrisposta segnata da fede/fiducia nell’abbondanza straripante della salvezza, in cui viene riconosciuta la precedenza teologica dei giudei presente nelle parole di Gesù («figli/tekna») ma, attraverso la modifica in termini non più riferentisi a una caratterizzazione teologica ma di crescita umana (non rilevata nella traduzione CEI 2008 nel v. 28: «Signore, anche i cagnolini sotto al tavola si nutrono delle briciole dei bambini/paidiōn), manifesta la fede in una possibile partecipazione universale alla salvezza sovrabbondante destinata in primis ai giudei, “figli di Dio”.

La guarigione del ragazzo posseduto da uno spirito sordo e muto (9,14-29) – non riuscita ai nove apostoli rimasti «in pianura» – esemplifica la polarità teologica del discepolato. Essa rende manifesto il raccordo indispensabile esistente tra l’esorcismo e la fede/preghiera. Il papà del ragazzo è descritto come modello di fede orante che è richiesta da Gesù nel contesto didattico nella sezione narrativa del Vangelo in cui si trova. Gesù partecipa ai suoi discepoli la propria autorità esorcistica, che viene esercitata altrove con successo. Essa non deve però essere considerata come un possesso garantito, automatico e permanente, ma dev’essere sempre innervato di fede orante.

Tre pericopi, chiavi interpretative

Le tre pericopi afferenti al tema degli esorcismi e alla vittoria sul demoniaco analizzate da Filannino forniscono ulteriori e importanti chiavi interpretative circa il tema esorcistico.

La pericope delle tentazioni di Gesù nel deserto (1,12-13) non si focalizza sul loro contenuto o sull’obbedienza di Gesù al Padre, ma evidenzia implicitamente, tramite la menzione della convivenza pacifica di Gesù con le bestie selvatiche e il servizio angelico di cui gode durante tutto il periodo simbolico dei 40 giorni, la vittoria conseguita dall’Unto di Dio sulle potenze demoniache. Gesù viene per instaurare la pace tra le creature presenti nel mondo e realizza in tal modo il vaticinio messianico di Is 11,1-9.

Nel duro scontro con gli avversari più acerrimi di Gesù presenti nel Vangelo di Marco, gli scribi (3,22-30), egli annuncia autorevolmente in prima persona la sua vittoria sul regno di Satana e il codazzo dei suoi demoni.

Attraverso la reductio ad absurdum dell’accusa degli avversari (Satana non può combattere contro se stesso) e al modus tollens (negando la conseguenza [il regno di satana è finito], si nega anche l’antecedente [Satana è diviso al suo interno]), Gesù annuncia che la sua vittoria non è dovuto a una disintegrazione endogena del regno satanico ma, positivamente, per la vittoria del «più forte» su uno «forte». «Ora, se Satana non è ancora finito e, dunque, non è diviso in se stesso, [c’] è la smentita della seconda accusa avanzata dagli scribi: egli non scaccia i demoni in nome dei demoni e con la forza dei capi dei demoni» (p. 198). L’accusa degli scribi è assurda e insostenibile.

La pericope sull’esorcista improvvisato (9,38-40) è un forte insegnamento connotato dalla tonalità teologica del discepolato. Gesù esprime, infatti, una concezione non esclusivista dell’esercizio dell’esorcismo nell’ambito della cerchia dei Dodici. Mentre loro non erano riusciti a liberare il ragazzo sordo e muto, l’anonimo esorcista esterno al gruppo dei Dodici ha invece successo nella sua opera, manifestando in tal modo di essere in relazione positiva con la persona di Gesù («scaccia nel tuo nome»).

Note conclusive

Il volume di Filannino è un ottimo studio su un tema cruciale del Vangelo di Marco, potremmo dire “tipico” del secondo Vangelo. L’autore espone il proprio pensiero con rigoroso metodo esegetico, un linguaggio chiaro, serrato, conseguente e mai astruso, sempre in ampio dialogo scientifico con altri autori. Alcune – poche – espressioni tecniche vengono prontamente spiegate a vantaggio del lettore. Nelle note vengono riportati gli estremi bibliografici delle opere di molti studiosi che sostengono opinioni pro e contro – o in qualche modo diverse – rispetto a quella propugnata dall’autore nel testo.

Struttura dell’opera. Dopo le Sigle e le Abbreviazioni (pp. 7-12), la Prefazione (pp. 13-14) e l’Introduzione (pp. 15-30), nella Parte prima (pp. 31-162) si analizzano i quattro racconti di esorcismo nel Vangelo di Marco. La Parte seconda (pp. 163-224) esamina tre pericopi considerate le chiavi interpretative degli esorcismi. Seguono la Conclusione (pp. 225-234), la Bibliografia (pp. 235-258: Fonti bibliche, giudaiche, greco-romane e patristiche; Strumenti; Commentari su Marco; Articoli e monografie). Concludono l’opera l’Indice delle citazioni bibliche (pp. 259-274) e quello degli autori (pp. 275-282).

Il volume è pubblicato a cura dell’Associazione Biblica Italiana, che ospita nella collana Supplementi alla Rivista Biblica le migliori tesi di dottorato dei biblisti italiani. L’opera si presenta in una veste editoriale impeccabile e accurata nel testo.

Personalmente penso che non avrebbe pregiudicato in alcun modo la serietà scientificità del volume l’indicazione della traduzione (o l’edizione) in lingua italiana di varie opere citate e che il lettore può consultare con comodità. Ad es.: fra le Fonti i testi di Qumran e di Flavio Giuseppe; fra gli Strumenti Balz – Schneider (= DENT), Blass – Debrunner – Rehkopf (= BDR), Kittel (= GLNT); fra i Commentari: Ernst, Focant, Gnilka, van Irsel, Légasse, Mateos – Camacho, Pesch, Schnackenburg, Standaert (ad essi va aggiunto a p. 238 il commentario di Yarbro Collins del 2007, citato nel corso dello studio, tradotto in due volumi nel 2018-2019); fra gli Articoli e Monografie Chatman, Drewermann, Levine, Meier, Theissen – Merz (ad essi va aggiunta a p. 257 la poderosa opera collettanea sui miracoli curata da R. Zimmermann, tradotta in lingua italiana nel 2018, citata più volte nel corpo del volume ma non nell’indice bibliografico).

Nell’indice e nei vari luoghi citati leggasi Pokorný.

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