Il Vangelo di Pietro

di: Roberto Mela
Il Vangelo di Pietro

Il Vangelo di Pietro

Il manoscritto pergamenaceo scoperto nell’inverno 1886-1897 ad Akhmîm, nell’Alto Egitto, contiene una narrazione mutila della storia della passione e della risurrezione di Gesù. Al seguito di Eusebio e altri si è convenuto chiamarlo Vangelo di Pietro (EvPt).

Diviso dagli studiosi in 14 capitoli (Robinson, [2]1892) e in versetti da Harnack (1893), inizia dalla conclusione del processo a Gesù per proseguire con la consegna ai giudei, la crocifissione fra due malfattori, la morte e l’“innalzamento”, i custodi del sepolcro, i diversi atteggiamenti dei giudei e dei discepoli di Gesù, la risurrezione con la scoperta del sepolcro sigillato da parte di una numerosa folla, l’apparizione ai soldati e a tutti i custodi, l’imposizione del silenzio ai soldati supplicata dai giudei a Pilato, Maria Maddalena e le amiche al sepolcro, l’annuncio del “giovane”, l’atteggiamento dei discepoli dopo la Festa degli Azzimi e il probabile inizio dell’apparizione del Signore Gesù a Pietro in Galilea.

Di ogni vicenda la studiosa riporta i relativi versetti facendoli seguire da un commento particolare e, più spesso, di natura complessiva. Con altri studiosi, Mara propende per una data di composizione risalente alla prima metà del II secolo e il luogo di origine non l’Egitto ma la Siria.

Circa i rapporti con i vangeli canonici, l’apocrifo o paratestamentario EvPt condivide con i sinottici la narrazione episodica, mentre, per la teologia, si pone sulla linea del Vangelo di Giovanni e dell’Apocalisse. Quasi ad ogni versetto di EvPt fa percepire che il Cristo incarnato, il Cristo della Passione, degli oltraggi, della crocifissione, è sempre il Kyrios, il Signore. EvPt 19 si presta a interpretazione gnosticizzante, anche se l’analisi del rapporto con EvPt 10 fa emergere la fusione del richiamo alle profezie messianiche e il desiderio di esprimere l’elemento apologetico della sua divinità.

Nella valutazione di Mara, EvPt contiene una presentazione della passione-morte risurrezione-gloria del Kyrios secondo una formulazione ritenuta popolare o eterodossa. Tutta la passione e la sofferenza di Gesù è centrata su un punto fondamentale: il suo innalzamento, la sua glorificazione, il suo essere il Kyrios. In EvPt 11 l’elevazione della croce è elevazione al cielo nella gloria.

Questa apparente “confusione” è la compenetrazione di abbassamento-abbandono-passione-morte trasformato in glorificazione. Il vero ambito teologico dell’EvPt sta per Mara nella compenetrazione di momenti diversi, unificati dalla gloria del Kyrios. La teofania del Risorto non agli intimi ma a quanti gli sono contrari perché testimonino la grandezza dell’evento risente nella presentazione in linguaggio scenico popolare del tempo, più famigliare agli ascoltatori che non quello riportato dai vangeli canonici. C’è insomma un andirivieni di contatti fra testi canonici e testi paratestamentari o apocrifi, che sono stati avvertiti come non esprimenti la pienezza della fede della Grande Chiesa.

Il Vangelo di Pietro. Introduzione, versione, commento di Maria Grazia Mara, Collana «Reprint», EDB, Bologna 2016, pp. 144, € 14,50. 9788810216187

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