Le indulgenze

di: Bruno Scapin
La questione delle indulgenze

Bernard Sesboüé, La questione delle indulgenze

La preziosità di questo opuscolo, tradotto e curato da Francesco Strazzari, è inversamente proporzionale alla sua mole. Si tratta di una lunga riflessione storico-teologica del teologo gesuita Bernard Sesboüé sulla dottrina della giustificazione. Con un linguaggio chiaro e lineare l’autore ripercorre le principali tappe della Riforma a partire dalla pubblicazione delle 95 tesi sulle indulgenze da parte monaco agostiniano Martin Lutero, giovane professore presso la Facoltà teologica di Wittemberg. Alla proposta di discussione di Lutero la gerarchia cattolica contrappose un atteggiamento di netta chiusura. Le parti irrigidirono le loro posizioni fino a renderle inconciliabili.

Sarà il concilio di Trento, con trent’anni di ritardo, a produrre un documento sulla giustificazione che, se pubblicato prima, avrebbe con ogni probabilità evitato la scissione tra Chiesa cattolica e Riforma protestante.

Nonostante questa frattura, Sesboüé riconosce che «il dialogo tra luterani e cattolici è uno dei più continuativi e più fecondi tra quelli condotti dai tempi del concilio Vaticano II tra la Chiesa di Roma e le comunità storicamente separate». A coronamento di questo dialogo, il teologo cita il documento La dottrina della giustificazione del 1999, noto come Dichiarazione comune tra la Federazione luterana mondiale e la Chiesa cattolica romana. Esso afferma in maniera inequivocabile che la giustificazione è prima di tutto opera della fede e della grazia.

A questo punto torna in campo la questione delle indulgenze. Quest’anno verranno celebrati i 500 anni della Riforma. Sesboüé ricorda che essa partì dalla questione delle indulgenze ottenute attraverso il versamento di denaro, quasi che la grazia andasse “comperata”. Un atteggiamento sbagliato nei toni e nei contenuti nuocerebbe a questo anniversario, anziché farne motivo di crescita nella comunione. Non bisogna dimenticare che la separazione – scrive il teologo – «fu l’espressione della miseria peccatrice di tutta la Chiesa e di tutte le parti protagoniste della divisione». I reciproci rimproveri non portano a nulla.

Cosa potrebbe fare la Chiesa cattolica? Un gesto «la cui portata simbolica sarebbe grande», vale a dire abbandonare il termine “indulgenza” «troppo gravato dal peso dei conflitti storici per poter essere accettato oggi». È vero che questo termine non ha più attinenza con il denaro. È vero che Paolo VI con la costituzione apostolica Indulgentiarum doctrina ha molto purificato il concetto di indulgenza. È vero che, ad ogni anno santo, tornano articoli e riflessioni sul tema, ma è anche vero – secondo Sesboüé – che «la questione delle indulgenze non è mai stata oggetto di un dialogo chiarificatore».

Quale termine usare per una migliore assonanza con la Dichiarazione comune? Il teologo, alla fine della sua indagine storico-teologica, propone l’utilizzo, al posto della parola “indulgenza”, di altri termini che hanno il sapore delle sacre Scritture e il pregio della semplicità, come ad esempio, «benedizione, misericordia o benevolenza divina gratuita». La sostanza rimane, la polemica svanisce. E si fa un passo avanti sulla via della piena riconciliazione.

Bernard Sesboüé, La questione delle indulgenze. Una proposta alla Chiesa cattolica, EDB, Collana «Lampi», Bologna 2017, pp. 61, € 8,00. 9788810567470

Descrizione

«A 500 anni dal traffico delle indulgenze, che scandalizzò Lutero e innescò la Riforma protestante, i cattolici dovrebbero cambiare nome al processo penitenziale che libera dalle conseguenze del peccato. Il termine “indulgenza” è troppo gravato dal peso dei conflitti storici per poter essere accettato oggi. Un altro nome, biblico e tradizionale, sarebbe del tutto possibile, come quello di benedizione, misericordia o benevolenza divina gratuita».
Il 31 ottobre 1517 il monaco agostiniano Martin Lutero affigge le sue 95 tesi alla porta della chiesa del castello di Wittenberg. L’intento è proporre un dibattito teologico, di tipo accademico, su una questione i cui fondamenti non sono affatto chiari. L’aspetto più sensibile per il popolo cristiano riguarda la grande campagna per le indulgenze indetta da papa Leone X al fine di ricostruire con grande sfarzo la basilica di San Pietro a Roma. Avendo bisogno di molto denaro, promuove in tutt’Europa, e in modo particolare in Germania, una campagna che concede «indulgenze» in cambio di generose elemosine. La predicazione si sposta così dalle grandi verità della fede ai benefici spirituali di una pratica penitenziale dando l’impressione che la salvezza cristiana si possa barattare in cambio di denaro.
La Chiesa cattolica continua ancora oggi a insegnare e praticare la dottrina delle indulgenze e lo fa in maniera festosa in occasione degli anni santi. Anche se quella pratica non dà più luogo ad alcun abuso di tipo finanziario e la teologia in questo campo si è notevolmente affinata, la questione non è mai stata oggetto di un dialogo chiarificatore.

Sommario

I. Le 95 tesi di Lutero.  II. La pratica delle indulgenze.  III. Riforma e mondo moderno.  IV. Luterani e cattolici.  V. Dall’accordo teologico alla confessione di fede.  VI. La giustificazione esistenziale.  VII. Abbandonare l’indulgenza.  Bibliografia.

Note sull’autore

Bernard Sesboüé, gesuita, è professore emerito al Centre Sèvres di Parigi e consultore del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. La sua ricerca teologica è rivolta, in particolare, alla cristologia e all’ecumenismo. Per EDB ha pubblicato Salvati per grazia. Il dibattito sulla giustificazione dalla Riforma ai nostri giorni (2012), Le opere e la grazia. Il dibattito sulla salvezza da Lutero al concilio di Trento (2015) e La Chiesa e le Chiese. La conversione cattolica all’ecumenismo (2015).

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