Leggere la Bibbia con consapevolezza

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Leggere bene la Bibbia è la sfida per questo tempo in cui il testo sacro – sia a livello individuale che comunitario – gode di grande popolarità. L’interesse per la sacra Scrittura è infatti oggi massicciamente diffuso, come testimoniano le numerose e partecipate proposte di percorsi biblici, lectio divina e settimane bibliche, nonché la frequentata e apprezzata esperienza del Festival biblico.

A livello personale, spesso si rincorre la ricerca del senso spirituale del passo biblico, solitamente a prescindere da un confronto serio con il dato letterario, che viene estromesso dal processo di confronto con il testo.

Come si legge “bene” la Bibbia?

A questa domanda intende rispondere, senza pretesa di esaustività, il libro Leggere con sapienza la Bibbia. Un percorso di consapevolezza, curato da Andrea Albertin e pubblicato nella collana Sophia della Facoltà teologica del Triveneto in coedizione con Edizioni Messaggero.

«La sacra Scrittura chiede non semplicemente di essere compresa o capita, ma intende favorire un intreccio sempre più stretto e fecondo fra i testi biblici e la vita del credente» spiega Andrea Albertin, che stigmatizza l’uso funzionale delle pagine bibliche, quando cioè «ci si serve della Bibbia anziché lasciarsi servire da essa per mettersi poi a suo servizio».

E, sul costume di adattare il brano biblico a un messaggio pre-confezionato, cita un monito di papa Francesco in Evangelii gaudium, n. 147: «Se un testo è stato scritto per consolare, non dovrebbe essere utilizzato per correggere errori; se è stato scritto per esortare, non dovrebbe essere utilizzato per istruire; se è stato scritto per insegnare qualcosa su Dio, non dovrebbe essere utilizzato per spiegare diverse idee teologiche; se è stato scritto per motivare la lode o il compito missionario, non utilizziamolo per informare circa le ultime notizie».

La tesi unitaria proposta nei cinque saggi che compongono il libro – firmati dai biblisti Andrea Albertin, Gastone Boscolo, Carlo Broccardo, Marcello Milani e Maurizio Rigato, tutti docenti della Facoltà teologica del Triveneto – è che la Scrittura si lascia servire dalla Scrittura stessa, anziché servirsi di essa. «Ciò significa che i testi sacri nascono e maturano all’interno di una mentalità biblica, capace di rileggere in modo sapienziale gli avvenimenti di ogni epoca alla luce della Scrittura, allo scopo di cogliere come si stiano realizzando le promesse e i doni salvifici di Dio in essa annunciati – spiega Albertin.

Lasciarsi servire dalla Scrittura è riconoscere che essa si mette a nostra disposizione per darci la forma di Cristo, per accompagnarci a un “di più” che Dio opera attraverso Gesù Cristo non tanto ripetendo in fotocopia eventi passati e raccontati nei libri biblici, ma per educare il popolo di Dio a riconoscere lo stile con cui egli opera è presente e agisce per fare alleanza con noi».

Criteri

Sapienza, cambiamento e personalizzazione sono i tre criteri suggeriti dai biblisti per accostare le pagine bibliche e mediarle nella prassi pastorale con l’atteggiamento di chi si pone in ascolto, si lascia educare e servire da esse, sia nel cammino personale di fede sia nei percorsi di gruppo e comunitari.

Il primo punto implica una lettura sapienziale dei testi, cioè di rivivere il patrimonio di fede e di salvezza annunciato nella Bibbia e renderlo attuale attraverso nuove domande, culture e sensibilità.

Il secondo passo è entrare in un universo simbolico imparando a fare propria la mentalità della Bibbia, ossia a farsi ispirare e modellare dai suoi insegnamenti.

Infine, il terzo criterio per lasciarsi servire dalla Scrittura riguarda il cammino di personalizzazione degli eventi biblici; occorre cioè imparare a rileggere la propria biografia, personale o comunitaria, alla luce della Scrittura. «Questo processo – conclude Albertin – favorisce una progressiva conformazione a Cristo, dapprima conosciuto lì dove si rivela, ossia nella Scrittura, e poi vissuto sulla propria storia personale e comunitaria».

Il libro si conclude con i profili di due biblisti padovani, Giovanni Leonardi e Giuseppe Segalla che, con la loro attività di ricerca, di insegnamento e di servizio pastorale, hanno contribuito a formare un’intera generazione di presbiteri (fra i quali gli stessi autori dei saggi raccolti nel volume) e di laici corresponsabili nella missione evangelizzatrice della Chiesa.

 

Andrea Albertin (a cura), Leggere con sapienza la Bibbia. Un percorso di consapevolezza, collana «Sophia. Praxis», Edizioni Messaggero, Padova 2023, pp. 162, € 17,00, EAN: 9788825055672.

 

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Un commento

  1. Pietro 30 gennaio 2023

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