“Lo sconosciuto”, il nemico, tuo fratello

di: Marta Elena Casanova

nemirovski, copertinaLo sconosciuto di Irène Némirovsky è un piccolo gioiello della letteratura che si può trovare oggi in libreria grazie a EDB – Lampi d’autore. Némirovsky, di origine ebraica, nata a Kiev nel 1903, apparteneva ad una famiglia benestante. Il padre, un banchiere, era spesso assente e la madre la trascurava, dedita a numerose «avventure». Irène è stata educata da Zezelle, la governante francese, e sin da piccola ha studiato francese, russo e inglese. Dopo la rivoluzione, nel 1918, la sua famiglia. precedentemente trasferitasi a San Pietroburgo, è stata costretta alla fuga: prima in Finlandia, poi in Svezia, infine in Francia. Nel 1942 Némirovsky è stata arrestata in quanto ebrea, e ha trovato la sua tragica fine ad Auschwitz, dove si era ammalata di tifo. Poco tempo dopo è morto anche suo marito, gassato nello stesso campo di concentramento.

Le premesse erano doverose per chi non conoscesse la storia di questa incredibile autrice. Lo sconosciuto, episodio che fa parte del romanzo incompiuto Suite française, che racconta dell’invasione e dell’occupazione della Francia nel maggio 1940 e del conseguente esodo delle popolazioni, è un racconto breve che narra del primo mese di guerra.

In una stazione a nord della Francia, dove non ci sono più panchine libere, dove ogni angolo è occupato da profughi, i treni passano facendo rumore, pochi si fermano e chissà quando lo faranno, per lo più sono in transito. In questo caos meravigliosamente descritto dalla scrittrice, fatto di militari e civili, e di un bambino in braccio alla madre che apre appena gli occhi per poi riaddormentarsi teneramente, inconsapevole della tragedia che sta avendo svolgimento tutto intorno, la scena si concentra su due fratelli, divisi dalla guerra, momentaneamente riuniti in occasione del matrimonio della sorella, e nuovamente in procinto di separarsi, magari per sempre. Il più grande si chiama Claude, il più giovane François. Mentre quest’ultimo è stato dislocato nel Nord e per ora ha visto solo freddo e noia, Claude si è ritrovato sulla linea Maginot, e ha già combattuto, sin da settembre precedente.

E’ Claude a parlare, a raccontare ancora sconvolto al fratello di aver ucciso un soldato tedesco in un bar dell’est della Francia, e di aver scoperto, subito dopo, che quell’uomo, di nome Franz, era niente meno che il loro fratellastro. Il padre di Claude e François, infatti, era sparito nel maggio 1917, nel corso della prima guerra mondiale. Il più giovane aveva ben pochi ricordi di lui, giusto quel mento a punta che li univa nei tratti, mail fratello maggiore si ricordava il padre, e la vista di quella fotografia nel portafogli del tedesco non lasciava dubbi. Il padre si era rifatto una vita, in un altro paese, lontano da loro. E aveva dato al figlio tedesco lo stesso nome di quello francese.

«Non ci si pensa mai, disse François a bassa voce, ma con i quattro anni dall’altra guerra, l’invasione, poi le nostre truppe sul Reno, dei fratelli hanno dovuto già trovarsi gli uni contro gli altri in campi nemici».

Tra le due guerre, tra la sopravvivenza e nuove identità, racconta Nimérovsky in queste splendide e struggenti righe piene di forza completata dai contrasti che risaltano dalle descrizioni degli ambienti, dei racconti dei due fratelli ( specie quello di Claude ), delle loro emozioni e dei loro sentimenti, tra i combattenti vi sono fratelli che ignorano di esserlo.

Gli orrori dei conflitti non hanno mai fine.

Come scrive Jean-Louis Ska nella Nota di lettura all’interno del libricino intitolata «Il fratello straniero», il racconto dell’autrice ucraina fa capire che il nemico che uno si trova di fronte è nientemeno che un fratello.

Irène Némirovsky, Lo sconosciuto, Nota di lettura di Jean Louis Ska, Traduzione di Giovanni Ibba, Lampi d’autore, EDB, Bologna 2017, pp. 56, € 7,00.

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