Una nascita con troppi prodigi

di: Roberto Mela

La nascita del messia

L’opera paratestamentaria (o intertestamentaria o apocrifa) Protovangelo di Giacomo era molto stimata all’epoca della Chiesa nascente e in essa ci sono molti elementi che sono stati recepiti nella tradizione della Grande Chiesa (a partire dai nomi dei genitori di Maria ecc.).

Marconi, docente associato di letteratura cristiana antica all’università degli studi del Molise, studia la sezione 17-21 dell’opera, al centro della quale viene narrata la nascita del Messia. Seguendo la falsariga dei racconti di Mt 1–2 e di Lc 1–2, l’opera apocrifa narra, con ricchezza di particolari, gli eventi che accompagnarono la nascita del Messia, mostrando un Giuseppe molto intraprendente, alla ricerca di una levatrice nei dintorni di Betlemme.

La donna che incontra scendere dal monte si dice pronta alla bisogna, pur meravigliata del racconto che le fa Giuseppe, narrandole del concepimento del bambino ad opera dello Spirito Santo. Narra poi, stupefatta, i prodigi esperimentati nella grotta avvolta dalla nube. Al suo arrivo il bimbo era già nato e la mamma lo stava allattando.

L’ostetrica racconta all’amica Salome il prodigio intravisto, ma quest’ultima vuol attuare un’ispezione ginecologica in prima persona, rimanendone ferita alla mano da un fuoco divino. La vergine era rimasta tale anche dopo il parto.

Il racconto si conclude con la menzione dell’arrivo dei magi, sulla falsariga del racconto matteano. Tutto l’insieme è avvolto da un’aura di meraviglia umana e di prodigi divini. Mentre Giuseppe cammina alla ricerca di una levatrice, tutto il cosmo si ferma attonito, dislocato per un momento dal corso normale degli eventi. Anche gli uomini restano sospesi nel compimento delle loro azioni.

Marconi indaga filologicamente il testo, indicandone paralleli e allusioni che possono allargare il campo di senso intravisto. La mano ferita di Salome dopo la sua ispezione è il contraltare negativo “a monte” della mano di Giuditta, che media la salvezza del suo popolo senza provocare Dio. Marconi ricorda anche, come suggestione letteraria “a valle”, una bella pagina di Maruzza Musumeci, romanzo di Andrea Camilleri.

Il testo di Marconi traduce, analizza e commenta il testo del Protovangelo di Giacomo 17–21 (pp. 7-140), arricchendo la sua opera con una ricca bibliografia (pp. 141-148), l’indice dei nomi (pp. 149-152) e quello, altrettanto prezioso, delle citazioni (pp. 153-170).

Volume intrigante per il contenuto, importante per il valore di ricostruzione dell’atmosfera complessiva che avvolgeva la nascita dei testi canonici e di altri testi che, pur non essendo entrati nel canone, erano molto venerati e concorrevano a esprimere la fede semplice dei primi credenti in Cristo.

Gilberto Marconi, La nascita del messia. Indagine sul Protovangelo di Giacomo 17-21, Collana «Primi secoli», EDB, Bologna 2017, pp. 174, € 18,00. 9788810453148

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