Natale, compendio dei misteri

di: Roberto Mela

Il mistero del Natale

Edith Stein (1891-1942), ebrea tedesca, assistente universitaria del filosofo Husserl, si convertì al cattolicesimo nel 1922 e nel 1933 si fece monaca carmelitana a Colonia col nome di Teresa Benedetta della Croce. Rifugiatasi nei Paesi Bassi, fu deportata dai nazisti nel campo di concentramento di Auschwitz, dove morì in una camera a gas il 9 agosto 1942.

Beatificata il 1° maggio 1987, è stata canonizzata da papa Giovanni Paolo II l’11 ottobre 1998. Il 1° ottobre 1999 è stata dichiarata “compatrona d’Europa”, assieme a santa Caterina da Siena e a santa Brigida di Svezia. Innegabile il suo altissimo valore simbolico nel dialogo ebraico-cristiano.

La sua riflessione sul Natale, pubblicato nel 1955 dalla casa editrice La Locusta, è presentata nella traduzione dal tedesco a cura di Alma De Piaz.

In una bellissima Introduzione (“Il mistero della natività tra nascita e rinascita”, pp. 5-21), il sociologo Franco Ferrarotti si sofferma a lungo sul mistero del corpo umano, sulla valorizzazione che esso riceve – a differenza della grecità e in altre correnti religiose – dall’incarnazione del Verbo. Il corpo, inseparabile dallo spirito, permette il dialogo, la comunione fra gli esseri umani, l’empatia profonda che fa superare l’egocentrismo dell’uomo moderno, rinchiuso in se stesso.

Il mistero del Natale, nella riflessione di Edith Stein-Teresa Benedetta della Croce, coinvolge tutti gli altri misteri di Cristo: «I misteri del cristianesimo sono un tutto indivisibile. Se ci si sprofonda in uno, si viene immessi in tutti gli altri. Così la vita di Betlemme porta direttamente al Gòlgota, dal presepe alla croce» (cit. a p. 13). Cristo incarnato porta all’unità degli uomini con Dio, all’essere uno con Dio, uno in Dio.

Ferrarotti riflette anche sul concetto di prossimo, incluso in quelli di figlio di Dio e di incarnazione. Non si può vivere senza il prossimo, accostato su base paritaria, nel “dialogo” empatico. Questo è reso possibile dal Verbo incarnato, che porta su di sé e porta via il peccato dell’uomo. Vinto il trionfo della morte, risorto, Gesù apre la via della nascita dell’uomo e della sua continua rinascita. L’uomo può diventare finalmente uomo. «Con la Natività questo trionfo ha trovato il suo termine invalicabile. Il morto non è morto. Rivive. Mortuus adhuc loquitur. Il morto parla ancora: in noi, per sempre» (Ferrarotti, p. 21).

Pagine profonde di riflessioni, per un Natale meno zuccheroso e più “cristiano”.

Edith Stein, Il mistero del Natale. Introduzione di Franco Ferrarotti, Collana «Le ispiere», EDB, Bologna 2017, pp. 52, € 6,00. 9788810569085

 

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