Padre Gheddo: l’idea stessa di missione

di: Maria Teresa Pontara Pederiva
Piero Gheddo

Gerolamo Fazzini, Piero Gheddo, Inviato speciale ai confini della fede

Avrebbe voluto partire per l’India, ma i suoi superiori decisero diversamente. Il servizio nella stampa, o meglio la stampa come missione: così ha finito per restare in Italia e nel 2013 ha celebrato i 60 anni di sacerdozio. Stiamo parlando di Piero Gheddo, religioso del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) classe 1929, una figura che ha incarnato negli anni l’idea stessa di missione perché protagonista di un’avventura umana e missionaria straordinaria.

Nel 1955 è tra i fondatori dell’Editrice missionaria (EMI), nel 1961 del Centro missionario del PIME a Milano, di «Mani Tese» nel 1964. È stato direttore di riviste missionarie storiche come Le Missioni cattoliche (1959-1994) che dal 1968 ha preso il nome di Mondo e Missione, Italia Missionaria (1976-1992). Ha collaborato a giornali e riviste laiche, come Il Giornale di Montanelli; all’epoca del Concilio era giornalista per L’Osservatore romano e nel 1962 veniva nominato da papa Giovanni XXIII in qualità di perito per il decreto Ad gentes.

Ha girato il mondo per incontrare missionari di almeno 80 Paesi (come l’arcivescovo di Recife, dom Hélder P. Câmara) e raccontare dal vivo la realtà della missione, diventando spesso testimone diretto di alcune delle più terribili pagine del Novecento: la Rivoluzione culturale in Cina, la guerra in Vietnam, l’apartheid in Sudafrica, le dittature militari in Sudamerica, il genocidio in Ruanda …

Ha scritto oltre 90 libri e un numero di articoli che supera il migliaio. Ha lavorato anche in radio e TV presentando Il Vangelo della domenica sulle reti RAI e a Radio Maria. Vincitore di diversi premi per la comunicazione (tra cui quelli dell’UCSI nel 1980 e 2011), dal 1994 al 2010 è stato direttore dell’Ufficio storico del PIME a Roma, ha insegnato nel seminario del PIME ed è stato postulatore di tre cause di canonizzazione: Marcello Candia, Clemente Vismara e Felice Tantardini.

«Quella di padre Gheddo è una grande storia italiana, prima ancora che cristiana», scrive Andrea Tornielli, coordinatore del portale Vatican Insider-La Stampa, nella prefazione di questo libro scritto insieme a Gerolamo Fazzini. Un testo ricco di aneddoti curiosi sulla sua vita, sui suoi numerosi incontri nel suo appassionato girovagare per il mondo dei Paesi impoveriti, compresa una rivalutazione della più genuina teologia della liberazione.

Un missionario speciale che confessa di ritrovarsi spesso a riflettere: «Pietro, tu stai vivendo gli Atti degli Apostoli! Qui nasce la Chiesa; qui lo Spirito Santo si vede in azione tutti i giorni: non va mai in pensione, non si stanca mai, non dorme mai. Qui ci sono le prime comunità cristiane che sono come quelle che san Paolo fondava».

Un missionario capace di denunce, senza mai diventare ideologico, in grado di stupirsi come un bambino di fronte a tante scene di vita vissuta nei più lontani Paesi del mondo. O, per dirla con Tornielli, «un vecchio missionario piemontese, quasi novantenne, prete e giornalista, un cristiano giovane e mai incasellabile in un cliché».

Gerolamo Fazzini, Piero Gheddo, Inviato speciale ai confini della fede. La mia vita di missionario giornalista, EMI, Bologna 2016 pp. 224, € 14,00.

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