Piccoli atei crescono

di: Bruno Scapin
Garelli, Piccoli atei crescono

Franco Garelli,
Piccoli atei crescono

Il rapporto giovani-fede è stato ultimamente oggetto di attente riflessioni e inchieste. Basti pensare – per citare i più noti – a La prima generazione incredula. Il difficile rapporto tra i giovani e la fede di don Armando Matteo (2010), a  Fuori dal recinto. Giovani, fede, Chiesa: uno sguardo diverso di Alessandro Castegnaro, Enzo Biemmi e Giovanni Dal Piaz (2013), a Dio a modo mio. Giovani e fede in Italia di Rita Bichi e Paola Bignardi (2015), senza dimenticare le recenti indagini sociologiche di Franco Garelli, autore, assieme ad alcuni collaboratori, di questo testo. Il sociologo torinese – attento studioso del fenomeno religioso – ha al suo attivo molte ricerche e pubblicazioni al riguardo.

Anche in questo ultimo libro – Piccoli atei crescono. Davvero una generazione senza Dio? – egli dimostra una spiccata capacità di “leggere” il rapporto giovani-religione al di là dei facili stereotipi e dei giudizi sommari. In queste pagine non si trovano affermazioni trancianti, ma un discorso attento a cogliere le diverse sensibilità e le tante sfumature. Si legge a pag. 28: «Il mondo della fede o della non fede giovanile è piuttosto articolato. I confini tra queste due sfere sono assai porosi». Illuminante, al riguardo, l’ultimo capoverso del testo, dove, parlando della “spiritualità”, l’autore la presenta come una “zona intermedia” tra credenti e non credenti, una “terra di mezzo” che, in qualche modo, li collega.

I 1.450 questionari e le 144 interviste dirette che hanno avuto come destinatari i 18-29enni hanno inteso verificare «se sia davvero plausibile parlare dei giovani d’oggi come di una generazione fortemente segnata dall’ateismo, dalla miscredenza, dall’indifferenza religiosa» (p. 24).

I dati a disposizione «non indicano un tracollo religioso negli ultimi anni, come spesso descritto, ma una prosecuzione della “secolarizzazione dolce” caratteristica del nostro paese».

Il libro affronta e approfondisce parecchi aspetti: l’ateismo teorico e l’ateismo pratico, i credenti di facciata, la famiglia e la trasmissione della fede, il rapporto tra fede e modernità avanzata, i modelli di socializzazione religiosa, come è vista la Chiesa oggi, come viene percepito papa Francesco.

Affiora da più pagine un fatto rilevante: tra credenti e non credenti non esiste un atteggiamento “contro”, ma una reciproca tolleranza. Viene riconosciuta a tutti una legittima cittadinanza.

Questo libro lo si legge con vivo interesse per il tema trattato, per lo stile sciolto e gradevole, per la chiarezza dell’esposizione. Operatori pastorali, formatori ed educatori, responsabili di comunità possono trovare in queste pagine molto materiale per interpretare e accostare correttamente questa generazione di giovani.

Franco Garelli, Piccoli atei crescono. Davvero una generazione senza Dio?, Il Mulino, Bologna 2016, pp. 231, € 16,00.

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