“Preacher”. Alla ricerca di Dio

di: Andrea Franzoni

Una scena di PreacherPreacher è una serie televisiva statunitense creata da Evan Goldberg, Seth Rogen e Sam Catlin per il network AMC, adattamento dell’omonima serie a fumetti di Garth Ennis e Steve Dillon, pubblicata tra il 1995 e il 2000. La prima stagione si compone di 10 episodi, trasmessi tra maggio e giugno 2016, ma la serie è stata rinnovata per una seconda stagione, le cui riprese sono iniziate alla fine di dicembre dello scorso anno.

La trama

Preacher narra le vicende di Jesse Custer, ex criminale che torna a Annville, Texas, sua cittadina natale, per prendere il posto di suo padre come predicatore e pastore della comunità cristiana locale. Jesse non crede in Dio, ma cerca comunque di tenere insieme una comunità bigotta e meschina. Un giorno, mentre prega Dio di rivelargli quale sia il suo piano per lui, viene posseduto da un’entità soprannaturale chiamata Genesis, potentissima creatura fusione di un angelo e un demone che conferisce a Jesse il potere di far obbedire chiunque ascolti le sue parole.

Per Jesse è il segno che Dio lo ha messo finalmente nelle condizioni di riportare la sua comunità sulla via della fede. A gestire la parrocchia insieme a Jesse si uniranno Cassidy, vampiro irlandese in fuga dai cacciatori mandati dal Vaticano, e Tulip, ex fidanzata di Jesse che vuole il suo aiuto per vendicarsi di un tradimento. Le cose però cominciano a mettersi male per Jesse: inseguito da angeli che vogliono riprendersi Genesis, deve anche lottare contro Odin Quinncannon, disilluso e cinico proprietario della Quinncannon Meat & Power, che vuole il lotto di terra su cui sorge la chiesa e pretende inoltre che Jesse denunci pubblicamente Dio e le sue menzogne alla comunità.

Western e horror, sacro e profano

Preacher è un pastiche postmoderno che unisce elementi western e horror creando una narrazione difficilmente codificabile. Irriverente, ma anche profondo, come i miglior western Preacher è un racconto di frontiera, dove bene e male, sacro e profano si mescolano senza soluzione di continuità. Inoltre molti elementi di Preacher richiamano da vicino il lavoro di Joe Lansdale, prolifico scrittore americano che ha fatto del Texas la cifra simbolica della sua intera produzione.[1]

Come molti romanzi di quest’ultimo, infatti, Preacher è prima di tutto una formidabile narrazione sulla possibilità o meno del cambiamento: Jesse vuole fare del bene abbandonando la sua natura criminale, Cassidy non vuole più essere solo e in fuga, Tulip vuole a suo modo vendicarsi per liberarsi del passato.

Scena dalla serie TV Preacher

Dominic Cooper è il predicatore Jesse Custer

Temi teologici

Ma Preacher solleva anche questioni teologiche di rilievo trattate solo all’apparenza con superficialità e ignoranza, seppur utilizzando una mitologia piuttosto abusata. Per convincere tutti dell’esistenza di Dio e della necessità della fede, Jesse convocherà direttamente Dio durante la funzione domenicale nell’ultimo episodio della stagione. Dio appare veramente alla comunità e risponde direttamente alle domande dei fedeli.

Jesse comprendere però che qualcosa non va: quello da lui evocato non è Dio ma semplicemente un impostore. L’onnipotente infatti ha deciso di lasciare il suo trono per scendere sulla terra, ma nessuno in cielo sa dove sia finito. La notizia dell’assenza di Dio porta il caos nella comunità: il male e il bene non hanno più senso, l’idea che Dio potesse veramente essere reale bastava a tenere insieme la piccola cittadina di Annville, che abbandonandosi al nichilismo verrà infine rasa al suolo da un esplosione di gas sotterraneo.

Tuttavia Jesse non smetterà i panni del predicatore e deciderà di intraprende un viaggio attraverso gli Stati Uniti d’America alla ricerca di Dio, per convincerlo a riprendere il suo posto. Questo sarà il tema della seconda stagione prevista nel 2017.

C’è bisogno di Dio…?

Preacher ci dice che Dio non può essere solo una funzione/finzione dei nostri miti, o – come scrive bene il teologo M. Pohlmeyer sui prodotti di fiction contemporanea – «un nome per tutte le cose», usato per tenere insieme un mondo di cui è sempre più difficile cogliere il senso.[2] Se da un lato la serie tratta la questione di Dio in una maniera certamente irritante per la coscienza credente, contemporaneamente pone però una questione molto seria e attuale per il teologo. Non se Dio esista o meno (lo show lo dà per scontato), ma piuttosto: perché abbiamo bisogno di lui?

[1]  Proprio Lansdale firma il saggio introduttivo al primo volume del fumetto di  Garth Ennis e Steve Dillon.

[2]  M. Pohlmeyer, Il sogno degli dei. Science fiction e religione, EDB, Bologna 2016, 136.

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