Il principio Maria

di: Paola Zampieri

Il principio Maria. Nuove prospettive dai manoscritti di Wilhelm Klein

Cogliere il “pensiero teologico” di Wilhelm Klein, un pensiero «non sempre e non facilmente comprensibile e che tuttavia si può cogliere o quanto meno intravedere sullo sfondo, soprattutto a partire da una serie di intuizioni spirituali il cui centro è costituito dal mistero di Maria». Con queste parole Gisbert Greshake, docente emerito presso la Facoltà di teologia dell’Università di Friburgo in Brisgovia, sottolinea il pregio del volume di Giuseppe Trentin Il principio Maria. Nuove prospettive dai manoscritti di Wilhelm Klein, edizione riveduta e ampliata di un lavoro pubblicato nel 2005 (In principio. Il “mistero di Maria” nei manoscritti di Wilhelm Klein, Edizioni Messaggero, Padova).

L’autore, teologo morale emerito presso la Facoltà teologica del Triveneto, delinea, nella prima parte del volume, il pensiero di Klein, ricostruendolo dai manoscritti, da fonti orali, dai dialoghi personali avuti con lui. Nella seconda parte, si possono leggere in traduzione italiana alcune pagine dei manoscritti, un piccolo assaggio, un invito alla lettura e all’approfondimento.

Wilhelm Klein è una figura pressoché sconosciuta in Italia e poco nota anche in Germania, al di fuori di una ristretta cerchia di amici ed ex alunni. Non pubblicò nemmeno una riga, ma godette della stima di Karl Rahner, che confidò ai suoi studenti: «è forse il teologo cattolico più significativo del Novecento», e di Joseph Ratzinger, che lo definì «il Socrate di oggi».

Padre gesuita, filosofo e teologo, dottorato alla scuola di Husserl e uno dei più profondi conoscitori e interpreti di Hegel, visse 107 anni (Traben 1889-Münster 1996), ottanta dei quali trascorsi nell’intensa opera di sacerdote, provinciale e accompagnatore spirituale in Germania e nel Collegio germanico-ungarico di Roma.

Klein non volle mai pubblicare i suoi scritti perché riteneva, riecheggiando san Paolo, che i libri fossero le persone che lo ascoltavano e dialogavano con lui e, giustificando teologicamente la sua scelta – come rivelò personalmente a Trentin – perché fede, speranza e carità non si possono scrivere.

Solo alla fine degli anni Novanta del secolo scorso, per una serie di circostanze del tutto fortuite, sono apparsi in Germania pro manuscripto e ad usum privatum quattro corposi volumi di commenti biblici, liturgici e spirituali, scritti da Klein a Roma fra il 1958 e il 1961.

Sembra che a spingere Klein a scrivere, in quel periodo, siano stati i superiori, in via precauzionale, temendo che le voci che gettavano dubbi sull’ortodossia del suo pensiero potessero costringere il padre gesuita a difendersi di fronte a un richiamo ufficiale. Cosa che non avvenne. E Klein ordinò che anche questi, come tutti gli altri suoi appunti, fossero bruciati.

Ma l’intelligenza e la premura di alcuni suoi discepoli, che li intercettarono, fecero sì che questi manoscritti si salvassero dalla distruzione. Oggi sono disponibili sul sito https://www3.unifr.ch/dogmatik/de/dok/klein/ curato da Barbara Hallensleben (già membro della Commissione teologica internazionale e docente della Facoltà teologica dell’Università di Friburgo in Svizzera).

Alla riscoperta del pensiero del gesuita tedesco ha dato un contributo significativo Giuseppe Trentin, che si affidò alla sua direzione spirituale nel 1967, durante gli studi a Bonn, e ne fu discepolo per trent’anni. Il teologo padovano è stato il primo a pubblicare ufficialmente qualche scritto di Klein, cui ha dedicato – accanto al volume che oggi esce in edizione aggiornata – diversi articoli nella rivista Studia patavina (StPat 50 [2003] 311-356; 54 [2007] 295-304; 56 [2009] 247-273; 62 [2015] 761-766; 63 [2016] 685-694), per lo più frutto degli appunti presi durante i colloqui personali avuti con il pensatore tedesco e, in parte, testi di conferenze tenute in Germania.

La visione teologica di Wilhelm Klein, spiega Trentin, è semplice e originale al tempo stesso e ruota attorno a un asse: il “mistero di Maria”, atto puro della creazione, nella quale il Creatore – questa la formula che il padre gesuita gli ripeteva spesso – si crea una natura umana e si incarna per superare l’infinita distanza che lo separa dalle creature. Questa è l’idea che sta al centro del pensiero del teologo tedesco e che supera la visione di Maria in dimensione storica e individuale, come è pensata nella devozione popolare e prevalente nell’attuale riflessione teologica, a favore di una dimensione simbolica che vede Maria come creatura pura e senza macchia che accoglie in grembo il Creatore e gli dona la sua umanità, che è poi la nostra umanità.

Si tratta di un cambiamento di paradigma: vedere la figura di Gesù Cristo a partire da Maria anziché guardare a Maria a partire dalla cristologia. È questa, secondo Trentin, la chiave di lettura del pensiero di Klein.

In questa nuova prospettiva, l’espressione biblica (e giovannea) “In principio” non rimanda a un principio cosmologico e nemmeno teologico, ma si rivela come un principio mariologico: nella creatura Maria il Verbo, la Parola di Dio, ha assunto, assume e continuerà ad assumere una natura umana creata e viene ad abitare in mezzo a noi. «Questo, nell’interpretazione di Klein – spiega Trentin –, è anche il motivo per cui in prospettiva biblica e teologica non è possibile parlare del mistero di Gesù, figlio di Dio, senza parlare al tempo stesso del mistero di Maria, sua madre, creatura pura e senza macchia nella quale si intravede la verità più originaria e radicale che si possa pensare: la presenza di un Creatore che vive nella sua creazione; o, se si vuole, di una creazione che vive nel suo Creatore».

È una verità peraltro insidiata e perennemente avvolta «nei veli di un logos, di un pensiero umano, dalle mille ambivalenze, polivalenze, onnivalenze, di cui si avvale una creatura misteriosa – prosegue Trentin –, che la Bibbia definisce di volta in volta avversario, nemico, satana, demonio, e anche diavolo, diabolos, principio che tenta di dividere e separare con la spada del logos, del pensiero, della parola, e perché no?, anche dell’azione, ciò che la pistis, la fede, vede o, meglio, intravede nell’unità del simbolos, di Maria, principio che unisce, raccoglie e porta a unità».

Giuseppe Trentin, Il principio Maria. Nuove prospettive dai manoscritti di Wilhelm Klein, presentazione di Gisbert Greshake, Cittadella Editrice, Assisi 2019, pp. 162, € 14,00.

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Un commento

  1. Giampaolo Centofanti 20 settembre 2019

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