Un profeta ebreo di nome Gesù

di: Giovanni Giavini

Voi chi dite che io sia? Storia di un profeta ebreo di nome Gesù

Nella valanga delle ricerche sul Gesù della storia eccone un’altra di uno straordinario competente e coraggioso italiano: il prof. Giorgio Jossa. Nello scetticismo assai diffuso al riguardo, Jossa ritiene ancora possibile e necessario ricostruire una storia di Gesù almeno sostanziale, certo assai lontana da quelle classiche e fortunate come quella di Ricciotti e altri del passato. Su quali basi egli si muove: grande fiducia in Mc e nella fonte Q, ossia nelle convergenze tra Mt e Lc, senza ignorare però anche il resto, Gv stesso, At e Paolo; ricostruzione attenta dell’ambiente storico-sociale-religioso-politico della Palestina del I secolo. Tutto con lo sguardo laico dello storico più che dell’esegeta.

Su quelle basi Jossa ricerca innanzitutto le tappe fondamentali del percorso esistenziale e spirituale del Gesù adulto: inizio con Giovanni Battista e col suo annuncio del giudizio infuocato in vista dell’imminenza del Regno; passaggio all’annuncio della buona novella della vittoria salvifica già operante in se stesso, nei suoi gesti liberanti da Satana e da altri mali (valorizzazione quindi dei miracoli, inesistenti nel Battista) e nella sua parola dentro ma anche diversa e più forte della legge giudaica e dei suoi riti (tempio compreso); ma alla fine Gesù, secondo Jossa passò all’annuncio di sé come il Figlio dell’uomo escatologico, ma destinato anche a una fine di apparente sconfitta. Quindi anche Gesù, come altri e la stessa Madonna, avrebbe avuto una vera «crescita in sapienza oltre che in età e grazia» (!) e ciò indubbiamente aiuta a leggere storicamente la sua vita umana, di Verbo davvero incarnato, fino ad avere una fine drammatica (dalla quale, aggiungo io, poi sorse una nuova storia umanamente incredibile e dopo la quale sorsero anche i Vangeli).

 Per raggiungere questi risultati, Jossa legge attentamente i Vangeli, cercando di distinguere racconti e detti risalenti al Gesù della storia da quelli invece dovuti a redazioni e invenzioni successive a servizio delle Chiese primitive. Questa, è noto, è un’impresa assai delicata e più o meno incerta, anche perché non ci sono ancora criteri sempre validi e condivisi. L’autore qui discute molto e con acribia con tanti studiosi moderni, in particolare con il famoso americano J.P. Meier. Ovviamente anche il prof. Jossa sa di muoversi su un terreno sempre fragile e per molti lettori (specialmente tradizionali) sconcertante.

 Ma, tra una fiducia generale acritica e quella all’estremo opposto, Jossa ritiene appunto ancora possibile e doveroso ricostruire almeno una sostanziale biografia di Gesù, di un Gesù anche “cresciuto” circa il suo posto di fronte a Dio e all’umanità.

Questo ottimismo dell’autore rincuora e incoraggia. Ma per molti sembrerà ancora molto scarso e si chiederanno: Credere ai Vangeli? Perché? Rimando al riguardo al mio libretto, pubblicato con la Elledici (3ª ed. 2010).

Giorgio Jossa, Voi chi dite che io sia? Storia di un profeta ebreo di nome Gesù, ed. Paideia, Brescia 2018, pp. 364, € 27,00.

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