Quando nonviolenza fa rima con non conoscenza

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Confessiamolo, l’espressione «nonviolenza» evoca in noi qualcosa di astratto e utopico e suggerisce un atteggiamento di debolezza e di buonismo fine a se stesso. Né quasi mai, pur consapevoli di saperne poco e comunque nutrendo pregiudizi verso di essa, ci siamo presi la briga di colmare le nostre lacune conoscitive.

A parte il fatto che, in generale, la superficialità è sempre biasimevole, ancor più se accompagnata da pregiudizi, il conflitto tra Russia e Ucraina, tra un Paese aggressore e uno aggredito – non il solo nel mondo ma quello che investe l’Occidente ed è suscettibile di sviluppi devastanti – ci induce a riflettere sul pacifismo e sulla nonviolenza: concetti del tutto privi di concretezza oppure declinazioni di principi etici alternativi a logiche poco sensibili ai valori umani?

Sgombrare il campo dai luoghi comuni

Se volessimo capirne qualcosa di più sulla nonviolenza e sul pacifismo ci viene in soccorso un breve saggio di Andrea Cozzo, La nonviolenza oltre i pregiudizi – sottotitolo più che eloquente: «Cose da sapere prima di condividerla o rifiutarla» – edito da Di Girolamo.

Andrea Cozzo insegna Lingua e Letteratura greca all’Università di Palermo, ma è anche un esperto di nonviolenza: sul tema ha tenuto corsi all’ateneo del capoluogo siciliano e ha pubblicato più di un libro, tra cui Conflittualità nonviolenta. Filosofia e pratiche di lotta comunicativa (Mimesis, 2004). L’agile volumetto di Cozzo (144 pp.; 12,90 euro) si fa apprezzare per più di un motivo.

Innanzitutto spiega che cosa non è la nonviolenza sgombrando il campo da luoghi comuni, false rappresentazioni, equivoci che generano pregiudizi.  Inoltre illustra la nonviolenza nei suoi aspetti teorici non svincolati da quelli pratici soffermandosi sulle varie sue tecniche, sui suoi strumenti, sui campi di applicazione, distinguendo l’ambito dei rapporti tra Stati da quello strutturale-istituzionale e da quello simbolico-culturale.

Tutto è espresso con la chiarezza tipica dei testi divulgativi e col rigore scientifico necessario per definire con precisione i contenuti e i confini di concetti spesso travisati.

Non un’apologia

Tra i pregi del libro di Cozzo vi è un capitolo dedicato alla guerra tra la Russia e l’Ucraina nel quale l’autore espone i possibili tentativi di soluzione affidati a strumenti e a pratiche di nonviolenza.

Nel libro vi sono anche le schede biografiche – redatte da Augusto Cavadi – dei maggiori testimoni della nonviolenza (quanto sappiamo di loro? che cosa ci dicono i loro nomi?): da Tolstoj a Gandhi, da Mandela a Capitini, da Milani a Martin Luther King, senza dimenticare Danilo Dolci (per citare solo alcuni).

A ulteriore prova del carattere pratico del volume, nelle sue ultime pagine si segnalano le schede di approfondimento – curate da Maria D’Asaro – sui gruppi nonviolenti nel nostro Paese.

Un libro utile – La nonviolenza oltre i pregiudizi – per il suo contenuto informativo essenziale, propedeutico, per chi fosse interessato, a uno studio approfondito, per il suo spirito laico – vi è di tutto nel testo meno che l’enfatica apologia della nonviolenza –, per i suoi richiami alla realtà politica internazionale.

Andrea Cozzo, La nonviolenza oltre i pregiudizi. Cose da sapere prima di condividerla o rifiutarla, Di Girolamo, Trapani 2022, 144 pp., 12,90 euro. Zero Zero News, 17 gennaio 2023.

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