La sfida della gioia cristiana

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Un testo di grande umanità, saggezza e fede concreta. L’ho gustato appieno. Dà serenità all’anima e incoraggiamento nel cammino della vita cristiana, offrendo numerosi spunti di sano equilibrio umano e cristiano.

Licenziato in Teologia biblica, Renzo Mandirola è sacerdote della Società delle Missioni Africane (SMA) e ha svolto il suo apostolato in Africa, ricoprendo diversi ruoli di responsabilità all’interno del suo istituto. Questo fatto rende ragione della concretezza e della semplicità disarmante del suo linguaggio, delle sue analisi e dei suoi suggerimenti di vita spirituale.

La serenità del testo di Mandirola deriva anche dalla lettera paolina commentata. Scritta a metà degli anni 50, probabilmente dal carcere di Efeso, all’amata comunità di Filippi, la lettera è intrisa – in modo paradossale – da un linguaggio che invita continuamente alla gioia. Esso deriva dalla salda fede di Paolo in Gesù Cristo, sua forza e speranza, unico Lebensraum, spazio votale in cui respira, si muove, lavora, evangelizza, ama ed è riamato.

Nella sua proposta di lectio divina di Filippesi, Mandirola suddivide il testo biblico in 12 capitoletti, articolandoli in una preghiera iniziale, il testo biblico riportato per esteso e poi commentato quasi versetto per versetto (Lectio), a cui segue una serie di riflessioni articolate in modo estremamente didattico e tese ad applicare alla vita personale, familiare, sociale ed ecclesiale alcuni spunti – tra i tanti presenti – rinvenibili nel testo paolino (Meditatio). Concludono i vari capitoli una Oratio, che esprime in preghiera i temi principali della pericope, e alcune domande “Per la riflessione”. Con questo libro Mandirola suggerisce in pratica un corso dei esercizi spirituali molto concreti.

Della Lettera ai Filippesi l’autore individua una possibile spina dorsale teologico-spirituale: il dovere di fare memoria (1,1-11); annunciare il vangelo (1,12-20); Cristo, vita nostra (1,21-26), il coraggio di essere cristiani (1,27-30); al servizio della comunione (2,1-4); un esempio da imitare (2,5-11); impegno per la salvezza (1,12-18); l’importanza dell’amicizia (2,19-30); scegliere l’essenziale ((3,1-11), rimanere in corsa (3,12-21), perseverare nella gioia (4,1-9); Cristo ci basta (4,10-23).

Nella Meditatio Mandirola attualizza i temi biblico-teologici scelti applicandoli alla vita personale del lettore. Il sapersi mettere di fronte a Dio, rendendo grazie nella preghiera condivisa, si assomma alla costatazione che ogni occasione è buona per annunciare il vangelo, sapendo che Dio sa trarre il bene anche dal male. Vivere comporta scegliere, mettendo Cristo al centro e tenendo presente il servizio come cartina di tornasole della qualità della propria vita. Nessuna vanagloria, nessuna falsa umiltà, ma gioia di una vita di cui nessuno possa provare vergogna. Cristiani con i piedi per terra, saldi, privilegiando sempre l’unità come bene supremo, lottando insieme per la fede, sapendo che la vita cristiana è anche una lotta.

Nel comportamento dei discepoli di Gesù – e in modo particolare di coloro che hanno qualche incarico di servizio specifico nella comunità cristiana – va evitata la rivalità, e va invece cercata la sequela di Cristo nella sua sfida dell’incarnazione, vivendo alla maniera di Cristo: unire ginocchia piegate e schiena dritta. Presenti nel mondo. Impegnati per la salvezza, vivendo la differenza cristiana.

Nella vita è importante la gioia, la serenità, il conforto che viene dall’amicizia offerta e ricevuta, il poter contare su amici veri. Questo aiuta a scegliete ogni giorno Cristo, conoscerlo intimamente, relativizzando il passato, tendendo al futuro, ispirandosi alla croce di Cristo. Andare d’accordo con tutti, curando profondamente i rapporti umani e accrescendo la qualità della vita sono la traduzione essenziale socio-ecclesiale della vita portata e compartecipata da Cristo ai suoi discepoli. Cristo ci basta.

Nella gioia serena, portando ciascuno i pesi degli altri, si può accettare la sfida della gioia paradossale cristiana, non pensandola impossibile ma, al contrario, quale elemento indispensabile tipico del cammino dei discepoli di Gesù immersi nella vita quotidiana degli uomini.

Le note del testo sono costellate di numerose citazioni di Evangelii gaudium di papa Francesco, oltre a spezzoni di testimonianza di Martini, Bonhöffer, Francesco di Sales e altri filosofi e pensatori del passato e del presente.

Nella Lectio Mandirola riporta i termini più importanti in traslitterazione con accenti – con le immancabili imperfezioni –, suggerisce interpretazioni bibliche da me totalmente condivise, e propone quasi una decina di traduzioni alternative a CEI 2008 pienamente condivisibili.

Il linguaggio è piano, connotato dall’afflato pastorale di chi ha speso – con gioia! – la vita nell’annuncio del vangelo in Africa. Un grande valore aggiunto.

Renzo Mandirola, La gioia di seguirti. Lettura meditata della lettera ai Filippesi, EDB, Bologna 2020, pp. 296, € 24,00.

 

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