Sguardo

di:

PAROLE IN VIAGGIO/3

L’emergenza Coronavirus ha costretto a rinviare diversi appuntamenti di “Parole in viaggio”, l’iniziativa organizzata in nove città italiane per celebrare il bicentenario di Marietti 1820. Tuttavia, grazie alla collaborazione con l’Ansa, le sintesi delle lezioni vengono pubblicate sul sito dell’agenzia e le interviste agli autori proseguono in radio, con la rubrica “Il posto delle parole”, condotta da Livio Partiti. L’iniziativa si avvale della collaborazione di Bper banca, Emme promozione, Edimill e Tuna bites. Ogni sette giorni Settimananews propone le sintesi delle lezioni e le interviste radiofoniche. Proseguiamo con la parola Sguardo, affidata allo scrittore e poeta Roberto Piumini, che per Marietti ha pubblicato Gli sguardi. Sette racconti sulla pittura.

copertina

Lo sguardo,

(lasciate che lo dica in lingua madre,

endecasillabi e settenari

e altri vari, e rime,

se suono e senso vogliono,

antica e legittima canzone,

una reciproca benedizione)

o meglio: che li dica,

giacché uno sguardo singolo s’addice

a un fiabesco Creatore,

Licurgo universale, oppure (sia

ammessa l’ironia) a un Polifemo:

per ogni altro essere che abbia

il regale nome di uomo,

e ancora più di donna, resta inteso,

non esiste altra ricca moneta,

più vivi e numerosi documenti,

da estremo odio a estremo amore,

e nell’infinità degli intermedi,

degli sguardi: le linee

spessissimo ricurve, o deviate,

da spesse acque o da gelo,

che vanno da occhi a occhi:

dell’atto vicendevole,

netto nel suo silenzio, sopra ognuna

rumorosa parola,

quegli zampilli fulminei di senso,

meno equivoci, meno mendaci,

più liberi e efficaci: quel passare,

in lizza di fotoni, dell’amore,

o del disprezzo, o ira, o perdono:

quell’armonico dono

che precede le mani e le labbra

nel desiderio, oppure, nel rifiuto,

quel giuramento della negazione:

e quella dedizione

di figlio a madre a figlio a madre a figlio:

quella pronuncia al di là del suono

del vasto dire di disperazione,

del nerissimo canto d’abbandono.

Così sono gli sguardi, più vicini,

leggeri come sono,

alla profonda gravità del sangue,

al pulsare dei venti e dei vulcani,

alla gran polpa accesa del pianeta,

e a quella del sole: più dicenti,

e con rispetto sia,

anche delle parole di poesia.

 

Ascolta l’intervista a Roberto Piumini

https://ilpostodelleparole.it/libri/roberto-piumini-gli-sguardi/

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