The Conjuring e Outcast

di: Andrea Franzoni
The Conjuring

Il caso Enfield (The Conjuring 2), sequel del fortunato L’evocazione (The Conjuring), entrambi diretti da James Wan

Paradise Lost

Il 1667 è l’anno di pubblicazione di Paradiso perduto, poema epico in versi dello scrittore inglese John Milton, avente per tema la ribellione di Lucifero e dei suoi angeli contro Dio e la loro conseguente caduta all’inferno. Ad esso fece seguito nel 1972 Paradiso riconquistato, che ebbe però scarso successo rispetto al suo predecessore. Con Paradiso perduto Milton aveva da una parte l’obiettivo teologico di mostrare all’uomo la forza della Provvidenza divina, dall’altra quello di creare una vera e propria mitologia cristiana tentando una riconciliazione tra teologia e storia del paganesimo. Milton però non poteva immaginare che la sua opera, e sopratutto la figura di Satana da lui descritta, avrebbe influenzato enormemente l’industria culturale dei nostri tempi. Il diavolo, infatti, è diventato protagonista di prodotti culturali di ogni tipo: romanzi, fumetti, videogiochi, musica e sopratutto pellicole cinematografiche. Con Paradiso perduto la figura di Satana subisce una trasformazione significativa rispetto all’immagine che sia le Scritture che la tradizione cristiana ne hanno tracciato durante i secoli: il Satana di Milton non è solamente la personificazione del male ma anche una grande figura drammatica e eroica che unisce le caratteristiche dell’eroe greco con le angosce dell’uomo moderno, spostando l’attenzione dal dato teologico a quello propriamente antropologico.

Hollywood e il male

Il cinema americano è stato certamente il protagonista nell’utilizzare la rappresentazione del diavolo offerta da Milton. Per Hollywood il male esiste davvero come entità personale fuori di noi ma è anche il riflesso delle nostre tenebre interiori e combatterlo significa combattere anche i nostri demoni.

Emblematico in questo senso è L’esorcista, diretto da William Friedkin nel 1973. L’esorcista non è semplicemente un film dell’orrore ma, come ha ammesso lo stesso Friedkin, un film sulla fede. Nella lotta contro il male che possiede la piccola Regan MacNeil il sacerdote cattolico Lankester Merrin – pieno di dubbi e dominato dal senso di colpa –  dovrà ritrovare la fede per poter portare a compimento la liberazione della ragazza. Questo genere di film ha ripreso forza a partire dagli anni duemila e le pellicole a tema possessione e esorcismo, non solo di produzione americana, non si contano. Negli ultimi anni i film su questo tema trovano grande consenso anche in Italia.

Due recenti produzioni

Così, nonostante sia nelle sale la versione integrale di un capolavoro quale La grande bellezza di Sorrentino, il protagonista del botteghino è però Il caso Enfield (The Conjuring 2), sequel del fortunato L’evocazione (The Conjuring), entrambi diretti da James Wan: una saga a sfondo esorcistico che unisce effetti speciali terrorizzanti all’aspetto propriamente documentaristico entrato in voga con la saga cinematografica Paranormal activity.

Outcast

Dalla serie TV Outcast (Il Reietto), adattamento del fumetto omonimo di Robert Kirkman

Sullo stesso tema, più interessante è però la serie TV Outcast (Il Reietto), adattamento del fumetto omonimo di Robert Kirkman, in onda da giugno sul network Cinemax e in contemporanea italiana sul canale satellitare Fox Italia. Essa narra le indagini di Kyle Barnes e del reverendo Anderson su alcuni casi di possessione. Kyle ha la capacità di liberare i posseduti con un semplice tocco della mano, mentre gli esorcismi di Anderson sembrano del tutto inefficaci. Outcast è un horror intelligente che riflette sull’incapacità della religione tradizionale di liberare gli uomini dal male cercando di ridefinire contemporaneamente l’immagine e il senso di quest’ultimo in termini post-cristiani ed esclusivamente antropologici. Tuttavia la serie non riesce a eliminare totalmente l’aspetto trascendente della lotta tra bene e male, tanto che il personaggio più interessante e drammatico dello show è proprio il reverendo Anderson, che nonostante I molti dubbi di fede crede con forza che la grazia e la misericordia avranno l’ultima parola.

Ancora una volta un genere considerato di puro intrattenimento esplora questioni teologicamente spinose confermando l’interesse della nostra società di riprendere confidenza con le proprie narrazioni fondative.

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