Via crucis: teologia, storia e tradizioni

di: Bruno Scapin

La pratica della Via crucis è una delle forme di pietà più radicate e praticate nel popolo di Dio. Questa pia pratica nasce per ricordare il cammino doloroso che Gesù fece dal pretorio fino al luogo della crocifissione. In questo “pellegrinaggio” Cristo soffre e offre la sua vita per riscattare e salvare il mondo.

La spiritualità popolare, successivamente, aiutata dalla riflessione dei pastori, dai pellegrinaggi in Terra santa, dalle arti figurative ed espressive, dall’Europa medioevale, sbarca in Terra santa e dalla terra di Gesù torna arricchita in Europa fino alla forma attuale. Saranno i padri francescani a diffondere la pratica della Via crucis a 14 stazioni. In Italia celebre è la via Crucis voluta da San Leonardo da Porto Maurizio al Colosseo alla vigilia del giubileo del 1750.

La croce diventa cattedra di sapienza e d’insegnamento; nella croce il cristiano ritrova, anche se in modo misterioso, il senso e il sapore autentico del discepolato. Nelle Considerazioni ed affetti sovra la passione di Gesù Cristo del 1761 sant’Alfonso de’ Liguori, annoterà: «Gesù in croce! Ecco la prova dell’amore di Dio. Ecco l’ultima comparsa che fa su questa terra il Verbo incarnato. La prima fu in una stalla, quest’ultima è su una croce; l’una e l’altra dimostrano la carità immensa ch’egli ha per gli uomini».

La morte in croce di Gesù, letta con gli occhi della fede ed elaborata dalla prima comunità cristiana, diventa il luogo massimo per esprimere la forza e la gloria di Dio. Attraverso strumenti di odio e di male Dio ci salva con la morte in croce del Figlio. «Proprio in veste di Crocifisso, questo Gesù si erge a Cristo, a re. La sua crocifissione è la sua regalità; la sua regalità è il suo essersi abbandonato agli uomini […]. Movendo dalla croce, la fede comprende sempre meglio […] Gesù» (J. Ratzinger, Introduzione al cristianesimo).

La croce di Cristo, per la riflessione teologica, diventa il metro dell’amore di Dio per l’umanità. È importante riscoprire le radici della bellezza e della forza della croce. La Via crucis, allora, non è solo un pio esercizio, essa deve diventare memoria vivente del Crocifisso risorto portandoci alle vette dell’incontro con Cristo.

Il libretto riporta le immagini della Via crucis di Paolo Gamba custodite nella chiesa di sant’Alfonso a Colletorto (CB). Inoltre, vengono proposti quattro schemi di Via crucis. Il primo sulla divina misericordia di suor Faustina Kowalska (1905-1938); il secondo di san Paolo della Croce (1694-1775); il terzo del teologo Joseph Ratzinger e l’ultimo di san Pio da Pietrelcina (1887-1968). Al termine vengono riportati i canti tradizionali per la Via crucis e il canto dell’agonia e delle sette parole.


 

Mario Colavita, La Pratica della Via Crucis. Teologia, storia e tradizioni, Editrice Tau, pp. 114, € 8,00.

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