L’umana fragilità del prete

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prete1

“Urge una risposta ai problemi  sacerdotali”. “Uno scandalo che travolge la Chiesa”. Questi i commenti in seguito al ciclico episodio di cronaca che vede coinvolto un prete.

La verità è che non esistono problemi “sacerdotali” ma problemi umani, che riguardano l’umanità di un uomo uguale in tutto agli altri: nei bisogni, nelle pulsioni, nelle fatiche, negli errori. E non è vero che lo scandalo travolge tutta la Chiesa: ci fa toccare invece con mano la fragilità di un uomo a cui si attribuiscono super poteri e super ideali che non ha e non avrà mai.

Ciò che è veramente scandaloso è che il sistema di gestione della comunità cristiana – sia essa una diocesi, una parrocchia o un movimento – non produca quegli anticorpi necessari a far sì che non esista più l’uomo solo al comando, che i poteri non siano accentrati, che il controllo vicendevole nella carità sia realtà quotidiana.

La teologia, la pastorale e le norme della Chiesa devono far pace con l’umanità dei presbiteri – uguale all’umanità di ogni uomo e di ogni donna – , tener conto della sua fragilità, consegnandola ad una reale custodia reciproca in cui ci si sente tutti fratelli in cammino, chiamati a tutelarsi, custodirsi e, perché no, anche a controllarsi a vicenda.

Fino a quando questo non avverrà saremo ancora schiavi di uno sterile clericalismo, causa di dolori per le comunità e di pesi insopportabili, quanto inconsapevoli, per tanti (o forse tutti) presbiteri.

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2 Commenti

  1. Tiziano Raffaini 22 settembre 2021
  2. Tobia 18 settembre 2021

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