40 missionari uccisi nel 2018

di: Agenzia Fides

Come ogni anno, l’Agenzia Fides compila e pubblica uno speciale dedicato ai missionari uccisi nel corso dell’anno in tutto il mondo. Ne risulta per il 2018 un numero quasi doppio rispetto all’anno precedente. Lo riprendiamo in parte (qui la versione integrale, 29 dicembre 2018).

Nel corso dell’anno 2018 sono stati uccisi nel mondo 40 missionari, quasi il doppio rispetto ai 23 dell’anno precedente, e si tratta per la maggior parte di sacerdoti: 35. Dopo otto anni consecutivi in cui il numero più elevato di missionari uccisi era stato registrato in America, nel 2018 è l’Africa ad essere al primo posto di questa tragica classifica.

Secondo i dati raccolti dall’Agenzia Fides, nel 2018 sono stati uccisi 40 missionari: 35 sacerdoti, 1 seminarista, 4 laici. In Africa sono stati uccisi 19 sacerdoti, 1 seminarista e 1 laica (21); in America sono stati uccisi 12 sacerdoti e 3 laici (15); in Asia sono stati uccisi 3 sacerdoti (3); in Europa è stato ucciso 1 sacerdote (1).

Usiamo il termine «missionario» per tutti i battezzati, consapevoli che «in virtù del battesimo ricevuto, ogni membro del popolo di Dio è diventato discepolo missionario. Ciascun battezzato, qualunque sia la sua funzione nella Chiesa e il grado di istruzione della sua fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione» (EG 120). Del resto l’elenco annuale di Fides ormai da tempo non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma cerca di registrare tutti i battezzati impegnati nella vita della Chiesa morti in modo violento, non espressamente «in odio alla fede». Per questo si preferisce non utilizzare il termine «martiri», se non nel suo significato etimologico di «testimoni», per non entrare in merito al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare su alcuni di loro.

Anche quest’anno molti missionari hanno perso la vita durante tentativi di rapina o di furto, compiuti anche con ferocia, in contesti sociali di povertà, di degrado, dove la violenza è regola di vita, l’autorità dello stato latita o è indebolita dalla corruzione e dai compromessi, o dove la religione viene strumentalizzata per altri fini. Ad ogni latitudine sacerdoti, religiose e laici condividono con la gente comune la stessa vita quotidiana, portando la loro testimonianza evangelica di amore e di servizio per tutti, come segno di speranza e di pace, cercando di alleviare le sofferenze dei più deboli e alzando la voce in difesa dei loro diritti calpestati, denunciando il male e l’ingiustizia. Anche di fronte a situazioni di pericolo per la propria incolumità, ai richiami delle autorità civili o dei propri superiori religiosi, i missionari sono rimasti al proprio posto, consapevoli dei rischi che correvano, per essere fedeli agli impegni assunti.

Il riconoscimento della Chiesa

Emblematica è la vicenda dei 19 martiri dell’Algeria, un vescovo, monaci, religiosi e religiose, uccisi tra il 1994 e il 1996 in circostanze diverse, che sono stati beatificati l’8 dicembre ad Oran. «Vivevano in questo Paese svolgendo diverse missioni e furono forti e perseveranti nel loro servizio al Vangelo e alla popolazione, nonostante il clima minaccioso di violenza e di oppressione che li circondava – ha ricordato il card. Angelo Becciu nell’omelia della messa di beatificazione -. Nel leggere le loro biografie si rimane colpiti nell’apprendere come tutti, pur consapevoli del rischio che li assediava, decisero coraggiosamente di restare al loro posto fino alla fine; in essi si sviluppò una forte spiritualità martiriale radicata nella prospettiva di sacrificare se stessi e offrire la propria vita per una società riconciliata e di pace».

Il 26 maggio è stata beatificata suor Leonella Sgorbati, Missionaria della Consolata, uccisa il 17 settembre 2006 a Mogadiscio (Somalia), colpita a morte da alcuni sicari mentre si recava all’ospedale in cui prestava servizio. Con lei rimase ucciso anche Mohamed Mahamud, la guardia musulmana che aveva tentato di salvarla.

Sono stati beatificati a Morales, in Guatemala, il 27 ottobre, il missionario francescano italiano Tullio Maruzzo, e il catechista indigeno Luis Obdulio Arroyo Navarro, francescano laico, primo beato martire nativo del Guatemala. Più volte minacciato per la sua opera in difesa dei contadini, padre Tullio volle rimanere tra la sua gente, coadiuvato nella sua missione da Luis Obdulio. Il 1° luglio 1981, al termine di una giornata di lavoro pastorale, mentre ritonavano in parrocchia, furono colpiti a morte.

Lucien Botovasoa, padre di famiglia, laico impegnato, maestro di scuola elementare, catechista, venne ucciso il 17 aprile 1947 in Madagascar, ed è stato beatificato il 15 aprile nel piccolo villaggio di Vohipeno, nella provincia di Fianarantsoa, dove era nato. La sua giornata era scandita dalla preghiera, dall’impegno nella catechesi e per la sua famiglia, nel contesto di una vita vissuta in povertà francescana. Nel clima di violenza indipendentista, le chiese vennero date alle fiamme e cominciò la caccia ai cristiani, e Lucien venne condannato a morte “perché seguace di Cristo”.

Il 31 gennaio, nel villaggio di Meruri, nel Mato Grosso (Brasile), è stata avviata l’inchiesta diocesana sulla vita e sul martirio di don Rodolfo Lunkenbein, salesiano, e dell’indigeno Simao Bororo, uccisi il 15 luglio 1976 nel cortile della missione salesiana di Meruri, dove erano impegnati ad evangelizzare e ad accompagnare gli indios nella difesa dei loro diritti.

Si è invece conclusa la fase diocesana della causa di beatificazione di Mons. Christophe Munzihirwa Mwene Ngabo, Arcivescovo di Bukavu, assassinato nel 1996. L’annuncio è stato dato il 29 ottobre nella sua sede episcopale, capoluogo del Sud Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. L’Arcivescovo era noto per la sua schiettezza, il coraggio e la forza nel denunciare il male, l’ingiustizia e l’occupazione illegale del territorio congolese da parte di gruppi armati stranieri, che commettevano crimini e violenze contro la popolazione.

Il santo padre Francesco ha autorizzato la pubblicazione del decreto che riconosce il martirio in odio alla fede, subito dal vescovo di La Rioja, Enrique Angelelli, da padre Carlos Murias, francescano conventuale, da don Gabriel Longueville, fidei donum francese, e dal laico Wenceslao Pedernera, organizzatore del Movimiento Rural Catolico uccisi in circostanze diverse in Argentina, tra luglio e agosto 1976. Saranno beatificati a La Rioja il 27 aprile 2019.

La piaga dei sequestri e delle violenze

I missionari che raggiungono il riconoscimento del loro martirio da parte della Chiesa costituiscono quasi la punta dell’icebeg di questo calvario contemporaneo: è quasi impossibile infatti compilare l’elenco di vescovi, sacerdoti, suore, operatori pastorali, semplici cattolici, operatori umanitari o membri di organizzazioni internazionali, che vengono aggrediti, malmenati, derubati, minacciati. Come è impossibile censire le strutture cattoliche a servizio dell’intera popolazione, senza distinzione di fede o di etnia, come scuole, ospedali, centri di accoglienza,. che sono state assalite, vandalizzate o saccheggiate. Particolare dolore provocano poi le chiese profanate o incendiate, le statue e le immagini sacre distrutte, i fedeli aggrediti mentre sono raccolti in preghiera. Agli elenchi provvisori stilati annualmente dall’Agenzia Fides, deve sempre essere aggiunta la lunga lista dei tanti, di cui forse non si avrà mai notizia o di cui non si conoscerà neppure il nome, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano con la vita la loro fede in Gesù Cristo.

Si è ormai purtroppo diffuso in diversi continenti il sequestro di sacerdoti e suore: alcuni si sono conclusi in modo tragico, come si evince anche dall’elenco dei missionari uccisi, altri con la liberazione degli ostaggi, altri ancora con il silenzio. In Nigeria, specie negli stati meridionali, sono aumentati i rapimenti a scopo estorsivo di preti e religiosi, la maggior parte vengono liberati dopo pochi giorni, in alcuni casi però con conseguenze devastanti per la loro salute fisica e psichica. Analogo fenomeno è frequnente anche in America Latina.

Sulla sorte del gesuita italiano p. Paolo Dall’Oglio, rapito il 29 luglio 2013 a Raqqa, in Siria,  si sono rincorse in questi anni tante voci, senza nessuna conferma. Il suo rapimento non è mai stato rivendicato.

Da tempo non si hanno notizie di p. Gabriel Oyaka, religioso nigeriano spiritano (Congregazione dello Spirito Santo), rapito il 7 settembre 2015 nello Stato di Kogi. Anche della missionaria colombiana suor Gloria Cecilia Narvaez Argoty, rapita l’8 febbraio 2017 nel villaggio di Karangasso, in Mali, dal gruppo Al Qaeda del Mali, da qualche tempo non si hanno notizie certe. E’ tuttora nelle mani dei suoi sequestratori padre Pierluigi Maccalli, della Società delle Missioni Africane (SMA), che nella notte tra il 17 e il 18 settembre, è stato rapito in Niger, nella missione di Bamoanga.

Nel cammino della Chiesa verso il Mese missionario straordinario dell’ottobre 2019, voluto da papa Francesco «al fine di risvegliare maggiormente la consapevolezza della missio ad gentes e di riprendere con nuovo slancio la trasformazione missionaria della vita e della pastorale», il sangue versato e le sofferenze subite da tanti fratelli e sorelle in tutte le regioni del pianeta per il nome di Gesù Cristo, sono di esempio e di stimolo: guardando a loro, ogni cristiano prenda coscienza di essere «battezzato ed inviato», insieme a tutta la Chiesa, ad annunciare il Vangelo di Cristo all’uomo di oggi, che vive «in un mondo sempre più ricco di mezzi e povero di amore» (Papa Francesco, 25 gennaio 2018).

Africa

In Africa sono stati uccisi 19 sacerdoti, 1 seminarista, 1 laica (21).

In Nigeria (6): Don Joseph Gor e don Felix Tyolaha sono stati uccisi durante un attacco da parte di pastori/jihadisti nel villaggio di Mbalom, nella parrocchia di Sant’Ignazio Ukpor-Mbalom, all’alba del 24 aprile 2018, durante la Messa del mattino. Don Michael Akawu, è stato ucciso il 18 agosto 2018 nel corso di una rapina. Don Stephen Ekakabor è morto il 23 agosto 2018, in seguito alle gravi lesioni cerebrali riportate un anno prima, il 12 febbraio 2017, durante una rapina. Don Jude Egbom è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco durante una rapina il 10 settembre 2018 a Umuwala, nello stato di Imo. Don Louis Odudu è spirato in un nosocomio di Warri, nello stato del Delta il 19 settembre 2018, quattro giorni dopo essere riuscito a fuggire dalle mani dei suoi sequestratori.

Nella Repubblica Centrafricana (5): Don Joseph Désiré Angbabata, della diocesi di Bambari, è stato ferito la mattina del 22 marzo 2018 durante un assalto alla sua parrocchia da parte di un gruppo armato, ed è morto poco dopo. Don Albert Toungoumale-Baba è stato ucciso nella parrocchia Notre Dame de Fatima, il 1° maggio 2018, durante un massacro perpetrato da un gruppo armato che ha assalito la parrocchia. Don Firmin Gbagoua, Vicario generale della diocesi di Bambari, è stato ucciso la sera del 29 giugno 2018 da un commando di assassini entrato nell’Episcopio. Il Vicario generale della diocesi di Alindao, don Blaise Mada, e don Celestine Ngoumbango, parroco di Mingala, sono stati uccisi durante l’assalto all’Episcopio di Alindao, dove si erano rifugiati insieme ad altre persone, il 15 novembre 2018.

Nella Repubblica Democratica del Congo (3): la giovane Thérese Deshade Kapangala è stata uccisa il 21 gennaio 2018 a Kintambo, a nord di Kinshasa, durante la violenta repressione dei militari. Il corpo di P. Florent Mbulanthie Tulantshiedi, della Congregazione dei Joséphis, è stato ritrovato il 2 marzo 2018 sulle rive del fiume Kasai. Don Etienne Nsengiyumva è stato assassinato da un malvivente a Kichanga, diocesi di Goma, l’8 aprile 2018.

In Camerun (3): Don Alexandre Sob Nougi, della diocesi di Buea, è stato ucciso il 20 luglio colpito da una pallottola durante uno scontro tra militari e separatisti. Il giovane seminarista Gérard Anjiangwe è stato ucciso da un gruppo di militari il 4 ottobre 2018. P. Cosmas Omboto Ondari è stato ucciso il 21 novembre 2018 a Kembong, a pochi km da Memfe, colpito due volte da una pattuglia di militari.

In Costa d’Avorio (1): Don Bernardin Brou Aka Daniel, della diocesi di Abengourou, è stato ucciso durante una rapina in strada, il 23 aprile 2018.

In Sud Sudan (1): P. Victor Luke Odhiambo, è stato ferito a morte nella notte del 14 novembre 2018 da un gruppo di uomini armati che ha assalito la comunità gesuita di Cueibet, nello Stato di Gok.

In Kenya (1): Don John Njoroge Muhia è stato ucciso il 10 dicembre 2018, mentre si stava recando in una banca di Kikuyu, per versare le offerte dei fedeli.

In Malawi (1): Don Tony Mukomba, dell’Arcidiocesi di Blantyre, è morto la sera del 17 gennaio 2018 dopo essere stato ferito gravemente da un gruppo di banditi la settimana precedente.

America

In America sono stati uccisi 12 sacerdoti, 3 laici (15)

In Messico (7): Don Ivan Jaimes, dell’arcidiocesi di Acapulco, parroco di Las Vigas, e don Germain Muniz Garcia, parroco di Mezcala, in un agguato stradale nello stato di Guerrero, il 5 febbraio 2018. Don Rubén Alcántara Díaz, vicario giudiziale della diocesi di Izcalli, è stato assassinato il 18 aprile 2018 poco prima della Messa. Don Juan Miguel Contreras García è stato ucciso il 20 aprile 2018, al termine della santa Messa che aveva celebrato nella parrocchia di Tlajomulco, stato di Jalisco. Il corpo senza vita di don Moisés Fabila Reyes, anziano sacerdote che era stato sequestrato il 3 aprile, è stato rinvenuto il 25 aprile 2018 nella città di Cuernavaca, Morelos. Il corpo di p. Miguel Gerardo Flores Hernandez, scomparso il 18 agosto, è stato trovato il 25 agosto 2018 in un terreno abbandonato nella cittadina di Nueva Italia, stato di Michoacán. Don Ícmar Arturo Orta, scomparso l’11 ottobre, è stato ritrovato nel pomeriggio del 13 ottobre, nella via Santa María, quartiere Ley del Servicio Civil (Tijuana), con mani e piedi legati e con segni di violenza.

In Colombia (2): Don Dagoberto Noguera Avendano, ex sacerdote, è stato ucciso il 10 marzo 2018 nella sua abitazione, in località Santa Marta, probabilmente durante un tentativo di furto. Il 25 luglio 2018, don John Fredy Garcia Jaramillo, è stato trovato morto nella sua casa nel quartiere di Betlemme Los Almendros, nella zona sud-ovest di Medellin, con ferite di arma da taglio.

In Nicaragua (2): José Maltez, che faceva parte dell’Oratorio Salesiano, è morto per un colpo al torace, il 5 giugno 2018 a Granada, durante gli scontri tra bande e gruppi di difesa della città. Sandor Dolmus, giovane ministrante della Cattedrale di Leon, raggiunto da un colpo di arma da fuoco mentre stava camminando per strada, insieme ad altri ragazzi.

In Venezuela (1): don Iraluis José Garcia Escobar, parroco della parrocchia Nuestra Senora de Fatima, nell’arcidiocesi di Barquisimeto, è stato ucciso il 9 luglio 2018 da banditi durante un tentativo di furto.

In Ecuador (1): don Arturo Rene Pozo Sampaz, parroco di San Juan, Quito, è stato ritrovato il 9 ottobre 2018, accanto al suo letto, con le mani e i piedi legati.

In El Salvador (1): don Walter Osmin Vásquez, della diocesi di Santiago de Maria, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco il 29 marzo 2018, mentre si stava recando nella parrocchia di Lolotique.

In Perù (1): padre Carlos Riudavets Montes (SJ) è stato trovato il 10 agosto 2018 legato e con segni di violenze, nella comunità indigena amazzonica peruviana di Yamakentsa.

Asia

In Asia sono stati uccisi 3 sacerdoti.

Nelle Filippine (2): don Mark Yuaga Ventura, responsabile della stazione missionaria di San Isidro Labrador, è stato ucciso il 29 aprile 2018 a colpi di arma da fuoco. Don Richmond Nilo è stato ucciso il 10 giugno 2018 da due sicari armati, mentre si preparava a celebrare la Messa vespertina nel villaggio di Mayamot, nella diocesi di Cabanatuan.

In India (1): don Xavier Thelakkat, sacerdote del Kerala, è stato pugnalato a morte il 1° marzo 2018 dall’ex sagrestano della chiesa parrocchiale di Malayattoor, che era stato licenziato dal servizio tre mesi prima.

Europa

In Europa è stato ucciso 1 sacerdote.

In Germania: don Alain-Florent Gandoulou, sacerdote congolese, cappellano della comunità cattolica francofona a Berlino, è stato ucciso il 22 febbraio 2018, dopo una violenta discussione nel suo ufficio.

Quadro riassuntivo
Nome e Cognome Nazionalità Istituto o Diocesi Data e luogo della morte
1. Don Tony Mukomba Malawi Diocesano 17/01 – Blantyre (Malawi)
2. Thérese Deshade Kapangala R.D.Congo Laica 21/1 – Kintambo (R.D.Congo)
3. Don Ivan Jaimes Messico Diocesano 5/2 – Guerrero (Messico)
4 Don Germain Muniz Garcia Messico Diocesano 5/2 – Guerrero (Messico)
5. Don Alain-Florent Gandoulou Congo Diocesano 22/2 – Berlino (Germania)
6. P. Florent Mbulanthie Tulantshiedi R.D. Congo Congregazione Joséphis 2/3 – Kasay (R.D. Congo)
7. Don Xavier Thelakkat India Diocesano 1/3 – Malayattoor (India)
8. Don Joseph Désiré Angbabata Rep.Centrafric. Diocesano 22/3 – Seko (Rep. Centrafr.)
9. Dagoberto Noguera Avendano Ecuador Ex sacerdote 10/3 – Santa Marta (Colombia)
10. Don Walter Osmin Vásquez El Salvador Diocesano 29/3 – Lolotique (El Salvador)
11 Don Etienne Nsengiyumva R.D.Congo Diocesano 8/4 – Kitchanga (R.D. Congo)
12. Don Rubén Alcántara Díaz Messico Diocesano 18/4 – Cuautitlán (Messico)
13. Don Juan Miguel C. García Messico Diocesano 20/4 –  Tlajomulco (Messico)
14. Don Bernardin Brou Aka Daniel Costa d’Avorio Diocesano 23/4 – Agnibilékrou (Costa d’Avorio)
15. Don Joseph Gor Nigeria Diocesano 24/4 – Mbalom (Nigeria)
16. Don Felix Tyolaha Nigeria Diocesano 24/4 – Mbalom (Nigeria)
17. Don Moisés Fabila Reyes Messico Diocesano 25/4 – Cuernavaca (Messico)
18. Don Mark Yuaga Ventura Flippine Diocesano 29/4 – S.Isidro (Filippine)
19. Don Albert Toungoumale-Baba Rep.Centrafric. Diocesano 1/5 – Bangui (Rep. Centrafricana)
20. José Maltez Nicaragua Laico, Oratorio Salesiano 5/6 – Granada (Nicaragua)
21. Don Richmond Nilo Filippine Diocesano 10/6 – Mayamot (Filippine)
22 Sandor Dolmus Nicaragua Laico, Ministrante 14/6 – Leon (Nicaragua)
23. Don Firmin Gbagoua Rep.Centrafric. Diocesano 29/6 – Bambari (Rep.Centrafricana)
24. Don Iraluis José Garcia Escobar Venezuela Diocesano 9/7 – Barquisimeto (Venezuela)
25. Don Alexandre Sob Nougi, Camerun Diocesano 20/7 –Buea (Camerun)
26. Don John Fredy Garcia Jaramillo Colombia Diocesano 25/7 – Medellin (Colombia)
27 Padre Carlos Riudavets Montes Spagna Gesuita SJ 10/8 – Yamakentsa (Perù)
28 Don Michael Akawu Nigeria Diocesano 18/8 – Abuja (Nigeria)
29 Don Stephen Ekakabor Nigeria Diocesano 23/8 – Warri (Nigeria)
30 P. Miguel Gerardo Flores Hernandez Messico Missionari della Sacra Famiglia (MSF) 25/8 – Nueva Italia (Messico)
31 Don Jude Egbom Nigeria Diocesano 10/9 – Abuja (Nigeria)
32 Don Louis Odudu Nigeria Diocesano 19/9 – Warri (Nigeria)
33 Don Arturo Rene Pozo Sampaz Ecuador Diocesano 7 o 8/10 –Quito (Ecuador)
34 Gérard Anjiangwe Camerun Seminarista 4/10 – Bamessing (Camerun)
35 Don Ícmar Arturo Orta Messico Diocesano 14/10 – Tijuana (Messico)
36 P. Victor Luke Odhiambo Kenya Gesuita (SJ) 14/11 – Cueibet (Sud Sudan)
37 Don Blaise Mada Rep.Centrafric. Diocesano 15/11 – Alindao (Rep. Centrafric.)
38 Don Celestine Ngoumbango Rep.Centrafric. Diocesano 15/11 – Alindao (Rep. Centrafric.)
39. P. Cosmas Omboto Ondari Kenya Missionari di Mill Hill 21/11 – Kembong (Camerun)
40. Don John Njoroge Muhia Kenya Diocesano 10/12 –  Kikuyu (Kenya)
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