I “giganti” della mistica

di: Elena Boni

Grandi Mistici

La collana Grandi mistici edita da EDB si è arricchita recentemente di altri quattro titoli, dedicati ad altrettanti “giganti” della mistica cristiana. Pur con formato tascabile, numero di pagine ridotto e prezzo contenuto, i volumetti presentano la vita, l’opera, la dottrina e l’influsso di ciascun personaggio di riferimento. Li presentiamo brevemente in ordine cronologico.

Sant’Agostino (354-430) è stato determinante per la teologia e la filosofia sia sul piano del contenuto che del metodo. La mistica medievale vive del suo patrimonio, della sua ardente ricerca di Dio e del suo «cuore inquieto». Noto soprattutto per le Confessioni, il vescovo di Ippona ha lasciato in eredità ai secoli successivi soprattutto la concezione dell’inafferrabilità di Dio da parte del pensiero umano, che tuttavia gioisce dell’esperienza mistica. L’autore lo presenta come una grande guida anche per i cristiani di oggi, poiché la sua fede fu espressione di esperienze vissute e sofferte.

Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) segna, con la sua interpretazione personale ed esperienziale della spiritualità, un confine tra l’era patristica e quella “moderna” del cristianesimo. Caratteristica di un nuovo stile di pietà che si era diffuso in Occidente dalla metà dell’XI secolo fu un modo diverso di accostarsi a Gesù: l’adorazione della divinità di Cristo, comune nell’ambito romanico e bizantino, lasciava il posto alla riflessione spirituale sul destino terreno di Gesù. L’influsso della personalità di Bernardo, dei suoi scritti e della sua dottrina mistica va ben al di là dell’ordine cistercense, costituendo ancora oggi «un vero e proprio faro per l’umanità in cerca di Dio».

Altro importante mistico medioevale è Meister Eckhart (1260 ca. – 1328 ca.), che fu anche filosofo e teologo. Difficile esprimerne adeguatamente, in sintesi, le caratteristiche e la pienezza: ci limitiamo a citare l’autore del testo quando annovera Meister Eckhart fra quei testimoni che cercano di rendere visibile qualcosa della «forma della gloria» che è tipica della scelta di vita cristiana. Molto famoso durante la sua vita, Eckhart fu poi condannato postumo nel 1329, e le sue opere furono quasi dimenticate in ambito cattolico, fino alla riscoperta del XIX secolo.

Giovanni della Croce (1542-1591) appartiene, invece, all’epoca moderna. È considerato ai vertici della mistica cristiana, e la sua figura suscita ancora oggi vivo interesse. I temi centrali del suo pensiero sono: un Dio intimo e trascendente, la fede e l’amore, la contemplazione e la preghiera semplificata, la notte oscura, il duro cammino della trasformazione. Le sue opere furono lette nel Seicento dagli illuminati e dai quietisti, ma solo nel 1929 ricevette il titolo ufficiale di dottore della Chiesa.

Autori dei volumi sono noti studiosi della materia, esperti del mistico di riferimento. La collana ha già visto la pubblicazione di numerosi volumi: oltre a quello inaugurale dedicato a Teresa d’Avila,[1] occorre citare i testi relativi ad Angela da Foligno (Andreoli), Charles de Foucauld (Six), Francesco d’Assisi (Pompei), Martin Lutero (Schwarz), Ignazio di Loyola (Imhof), Ildegarda di Bingen (Führkötter – Sudbrack), Caterina da Siena (Pagliara), Dag Hammarskjöld (Beyschlag).

Wolfgang Wieland, Agostino, EDB, Bologna 2016, pp. 104, € 8,50.

Bernardin Schellenberger, Bernardo di Chiaravalle, EDB, Bologna 2016, pp. 56, € 6,80.

Alois Maria Haas, Meister Eckhart, EDB, Bologna 2016, pp. 64, € 8,50.

Federico Ruiz Salvador, Giovanni della Croce, EDB, Bologna 2016, pp. 56, € 6,80.

[1] G. Hinricher, Teresa d’Avila, «Grandi mistici», EDB, Bologna 2015, pp. 64, € 6,50.

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