Covid e parole magiche

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«Mi piace pensare alla pagina di giornale come ad un prolungamento ideale della cattedra episcopale di mons. Bertolone: una cattedra che si fa cortile dei gentili, aperta a tutte e a tutti». Trovo azzeccata questa affermazione presente nella Prefazione di Luigi Mariano Guzzo, docente di Storia del diritto canonico, con la quale egli definisce gli interventi dell’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, raccolti nel libro Scenari post-Covid. Parole magiche.

Da metà aprile 2020, infatti, in piena prima ondata di coronavirus in Italia, l’arcivescovo ha firmato le sue riflessioni domenicali sulle edizioni calabresi del Quotidiano del Sud. Una trentina di questi scritti sono confluiti in questo libro.

Qualcuno si domanderà: perché “parole magiche”? In realtà – spiega  nella Presentazione Rocco Valenti, direttore responsabile del giornale – si tratta di «parole chiave» scelte dal vescovo perché ricorrenti in tempo di pandemia. Dalle cinque iniziali, esse sono diventate ben più numerose, e vanno da “distanziazione” a “resilienza”, da “speranza” a “guerra”, da “scienza” a “fede”, da “casa” a “etica”, da “solidarietà” a “nuovo umanesimo”…

Di fronte al crollo di tante illusioni e al disorientamento provocato da questa emergenza sanitaria planetaria, il pastore della diocesi calabrese ha sentito il dovere di illuminare lo scenario offrendo parole attinte dalla sapienza umana e dalla sapienza divina.

Niente anatemi, niente intimidazioni apocalittiche. Piuttosto riflessioni che aiutano a interpretare una realtà drammatica e angosciante e, soprattutto, ad ipotizzare un futuro diverso, in cui tutti – Chiesa e società – facciano tesoro delle lezioni che ci ha impartito questo faticoso periodo.

È gustosa la lettura degli interventi del vescovo Bertolone, perché – come annota nella Postfazione il giornalista Filippo Veltri – egli alterna «filosofia e fede, letteratura e attualità». Sorprende, infatti, in questi scritti la mole di citazioni pertinenti, lineari ed efficaci, tratte da autori antichi e moderni.

Sullo stile del vescovo, lo stesso giornalista sceglie “cooperazione” come parola “magica” per questo periodo, per significare che occorre «creare un fronte unico» in cui far confluire competenze, saperi e attitudini, mentre ringrazia il vescovo perché le sue parole sono «un’ancora di salvezza in un mondo che sembra sempre più smarrito e incerto e che non sa nemmeno più parlare».

Le parole del vescovo, ricorda Rocco Valenti, ci costringono a pensare. È quello che auguriamo anche a quanti avranno l’opportunità di leggere queste pagine.

  • VINCENZO BERTOLONE, Scenari post-Covid. Parole magiche, Catanzaro 2021, pp. 174, s.i.p.
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